Mangiami, masticami, ingoiami, sputami

Lombatti
valparmahospital

30/07/2009
h.15.50

La rubrica di ParmaDaily “C’eros una volta Lulù…”.
Ogni settimana un racconto erotico scritto da Sbriciolina… laureata presso l’università di Parma.

Ludovica stava seduta accovacciata con le incrociate gambe color latte sulla sedia, spalle all’adombrato giaciglio.
Il tozzo indice destro della golosa accompagnava alla bocca la nutella con cracker salati in superficie. A ogni pezzettino una briciola coronava il suo ampio petto.
Era hard do not see it much. Le dita della mano sinistra anelavano i ricci sollevati da un fermaglio a farfalla.
Il nudo Adamo, sdraiato sul letto, le guardava con pupille dilatate, seghettava la sagoma a chitarra classica e ghiotto si gingillava il pube.
Quindi, insoddisfatta dallo spuntino, vorace si alzava dalla poltrona.
Sembrava una caramella: aveva un completino dorato di brasiliana e merettato reggiseno con le coppe a conchiglia, ma senza spalline. Avanzava verso la conscia preda, preda orgogliosa di esserla, non cacciatore; per questo era arrivato a lei. Oltre che per magia, alchimia e potere delle parole.
Adamo osservava i dettagli: quel legnoso e speziato profumo inconfondibile, quei passi sicuri da felina, i capelli legati morbidamente a mò di bacchica ancella monella.
Era una gatta nei versi ma con la passione di un leone di montagna. Si fanno versi per scrollare un peso e passare al seguente. Ma c’è sempre qualche peso di troppo, non c’è mai alcun verso che basti se domani tu stesso te ne scordi
Adamo, così come si fa nel training autogeno, focalizzava la sua attenzione sul morso femminile, labbra carnose, umide, brillanti con un incisivo lievemente storto.
Che bocca grande! Era per mangiarlo meglio? Come un tortellino, tratteneva il ripieno.
Fuori usciva la linguetta ogni volta che sorrideva, era uno spettacolo mozzafiato.
L’esuberante Ludovica, occhioni da falco, bloccava con la presa ad artiglio le caviglie dell’animale catturato; un formicolio percorreva lentamente le sottomesse virili gambe fino all’apice.
Adamo sollevava i gomiti e si teneva al capezzale, pronto per essere abbracciato, coccolato e divorato.
La polpa delle labbra era sempre più turgida, la lingua si contorceva a ogni pelo e per ogni pelo il brivido all’ombelico ed un respiro profondo.
Quindi invertivano le parti.
Abilmente la spogliava e rapidamente, Adamo mirava ai suoi punti deboli, già reiterativente mappati. Grattava, baciava, soffiava, premeva, rilassava, teneva, gingillava, penetrava.
Su quel copriletto, come sulla tovaglia da tavola, si gustavano lentamente come se avessero voluto assaporarsi di più in quei concitati “siiiiiiiiiiiiiiiiii!”.
Imparando da Maslow, soddisfacendo i bisogni fisiologici, sono alla ricerca della tranquillità e della sicurezza.
Buon appetito, attenzione alla indigestione! 

                                                                                                    Sbriciolina

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