Minori: Cavandoli (Lega), per i ‘fuori famiglia’ poca trasparenza senza Registro nazionale

“Lo Stato italiano oggi non sa quanti siano i minori allontanati o senza famiglia, quante siano le comunità operanti sul territorio nazionale e neppure quali siano la qualità e il costo dei loro servizi. L’interesse prioritario del minore in affido può essere garantito solo se viene assicurata la trasparenza che oggi purtroppo ancora manca per alcune condizioni oggettive: l’assenza di un registro nazionale dei minori fuori famiglia, la mancanza di un tariffario nazionale delle prestazioni, di standard minimi di prestazione e di una banca dati che censisca gli istituti, le comunità e le famiglie affidatarie, come emerso anche oggi nell’audizione di Carla Garlatti, titolare della Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, in Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle Attività connesse alle comunità di tipo famigliare che accolgono minori. Nello scorso luglio il Governo ha approvato un mio ordine del giorno al decreto Semplificazioni che lo impegnava a valutare l’opportunità di istituire un Registro nazionale informatizzato dei minori ‘fuori famiglia’ per consentire un controllo costante del fenomeno e la condizione di ogni minorenne allontanato dal proprio nucleo familiare. Dare attuazione concreta a questo impegno è un primo passo fondamentale per iniziare a garantire un po’ della trasparenza necessaria perché l’affido dei minori ‘fuori famiglia’ serva a quello per cui è nato: la costruzione di un percorso di crescita finalizzato al ritorno del minore nella famiglia di origine, una volta che siano state rimosse le cause dell’allontanamento”.

Così Laura Cavandoli, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori, al termine dell’audizione della Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza.