Piccole e medie imprese a Parma nel primo trimestre 2023: fatturato +5,4%, cauto ottimismo per il prossimo trimestre

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Secondo l’analisi dell’ufficio Informazione economica della Camera di commercio di Parma, sulla base dei risultati dell’indagine congiunturale del sistema camerale sulle piccole e medie imprese, nel primo trimestre 2023 si è registrato un aumento medio della produzione industriale dello 0,8%, con importante performance del settore tessile abbigliamento pelle e calzature (+5,7%) che registra anche crescita di fatturato di +6,5%, mentre il comparto alimentare e bevande rallenta i volumi di produzione a -0,2% ma registra ottimi valori nel fatturato (+6,5%) e fatturato estero (+10,9%). Importanti le performance medie del fatturato che cresce del 5,4% (trainato da meccanica, alimentare-bevande e tessile, ceramica e vetro) e del fatturato estero che cresce del 7,8% (trainato da legno e mobile, metallurgia e prodotti in metallo, alimentare-bevande, meccanica). Rialzo anche di +1,2% per gli ordini e +1,6% per gli ordini esteri. 13,8 sono le settimane medie di produzione e il grado di utilizzo degli impianti viaggia su una media dell’80,2%. Ma vediamo nel dettaglio.

La performance della produzione industriale parmense, analizzata nei vari settori, è trainata da un +5,7% del comparto tessile, con un 79,9% di grado di utilizzo degli impianti, 11,5 settimane di produzione. Relativamente agli ordini, in variazione percentuale rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, si registra un +3,7%, così come anche per gli ordini esteri. Seguono: il comparto dei prodotti di minerali non metalliferi (ceramica e vetro) con +1,7% di produzione, 76,2% di grado di utilizzo degli impianti, ordini +3,2%, 19,1 settimane di produzione; Meccanica-elettriche e mezzi di trasporto con produzione a +1,2%, 84,8% di grado di utilizzo degli impianti, ordini -2,3%, ordini esteri +1,1%, 20,7 settimane di produzione; metallurgia e prodotti in metallo con produzione a +1%, 80,7% di grado di utilizzo degli impianti, ordini +0,5%, ordini esteri +2,1%, 10,7 settimane di produzione; Legno e mobile con produzione a +0,7%, 78,3% di grado di utilizzo degli impianti, ordini +0,7%, ordini esteri +5,7%, 7,1 settimane di produzione; Alimentare e bevande con produzione a -0,2%, 80,2% di grado di utilizzo degli impianti, ordini +2%, ordini esteri +3,5%, 9,9 settimane di produzione; Altre industrie manifatturiere (produzione di strumentazione medico-dentistica, articoli sportivi, giochi e giocattoli, strumenti musicali, gioielleria-bigiotteria e lavorazione pietre preziose) con produzione a -0,5%, 67,2% di grado di utilizzo degli impianti, ordini +9,5%, ordini esteri -2,3%, 7,6 settimane di produzione.

 

† Il Cristianesimo e l’idolatria in Messico e in Perù (di Chiara Allegri)

 

Nell’analisi del fatturato (medio 5,4%) e del fatturato estero (medio 7,8%), si registrano le seguenti variazioni di crescita per settore: +7,9% meccanico-elettrico e mezzi di trasporto (estero +7,2%), alimentare e bevande +6,5% (+10,9% estero); tessile abbigliamento pelle e calzature +6,5% (+0,2% estero); prodotti di minerali non metalliferi (ceramica e vetro) +5,7%; legno e mobile +4,4% (+16,5% estero); altre industrie manifatturiere +3,4% (-0,4% estero); metallurgia e prodotti di metallo +0,1% (+11,3% estero).

In base alla classe dimensionale, il maggior beneficio in termini di crescita percentuale si è registrato nelle imprese medie (50-49 dipendenti) con +9,8% di fatturato, +10,9% di fatturato estero, +1,8% di produzione, 80,9% di grado di utilizzo degli impianti, +2,2% di ordini e +2,1% ordini esteri, con 17,7 settimane di produzione.

Le previsioni per il secondo trimestre 2023

Cauto ottimismo è il segnale in vista del prossimo trimestre. Il portafoglio ordini a fine trimestre assicura una media di 13,8 settimane di produzione, con picchi nei settori meccanica e lavorazione di vetro e ceramica). Relativamente alle previsioni di produzione per il prossimo trimestre il 67% delle imprese si esprime per la stabilità (in ordine nei comparti della lavorazione di metalli, altre industrie manifatturiere, legno e mobile, meccanica, alimentare e bevande). Il 23% si esprime invece per l’aumento (tessile in particolare) e l’11% per la diminuzione (soprattutto vetro e ceramica, metalli). Dal punto di vista della classe dimensionale, le medie e le piccole imprese registrano le migliori performance, rispettivamente 17,7 e 10,6 settimane di produzione assicurata, confermando comunque l’ipotesi di stabilità per il prossimo trimestre anche nelle previsioni delle micro imprese (che hanno un portafoglio ordini di 8,7 settimane).

Le previsioni degli ordinativi (nazionali ed esteri) si dividono tra un 68% delle imprese che ipotizzano stabilità (in particolare vetro e ceramica, metalli, altre industrie manifatturiere, meccanica, alimentare e bevande), il 21% è per un aumento dei valori (cauto ottimismo nel tessile) e l’11% per una riduzione, con un saldo giudizi positivo di 11. Anche in questo caso l’ipotesi di previsioni di stabilità è confermata da tutte e tre le classi dimensionali d’impresa. Più o meno in linea le previsioni sugli ordinativi esteri, dove le imprese ipotizzano per il 64% stabilità (in particolare altre industrie manifatturiere, tessile, alimentare e bevande, metalli), il 20% aumento (soprattutto legno e mobile), il 16% riduzione, con un saldo giudizi positivi di 4. In questo caso le micro imprese sembrano essere più fiduciose per una stabilità sui mercati esteri (77%). A seguire le medie e le piccole imprese.

Relativamente alle previsioni di fatturato nel secondo trimestre 2023 il 57% delle imprese manifatturiere, in particolare di dimensioni piccole e micro, ipotizza stabilità (soprattutto metalli, altre industrie manifatturiere, legno e mobile, alimentare). Il 32% prevede aumento (in particolare meccanica e tessile) e l’11% diminuzione.

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