“Pyongyang è una fiaba incantata”

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Lombatti

25/08/2014

Christian Pivetta, delegato ufficiale Italia dell’Associazione Italia – Corea del Nord, racconta il suo viaggio di un mese nella Repubblica Popolare, il “Paese più inaccessibile al mondo”. ParmaDaily documenterà il viaggio con foto, commenti e opinioni sul campo di Pivetta condivisi con noi dal suo profilo Facebook. Cristian che ci dà l’opportunità di un reportage straordinario per i nostri lettori (e in generale per tutti gli italiani) e per questo lo ringraziamo di cuore. Il servizio giornalistico si concluderà con l’intervista di Pivetta per ParmaDaily. Andrea Marsiletti

UN GIRO FUORI PROGRAMMA A PYONGYANG (guarda le FOTO!)
Questa mattina mi sono dato appuntamento alle ore 7.45 con la carissima Hun Hui Dongji alla quale avevo espresso la mia volontà di andare a portare i fiori alla statua del Grande Leader Kim il Sung e del Generale Kim Jong Il presenti nella cima della collinetta Mansudae, statue alle quali avevo presenziato alla cerimonia di inaugurazione che venne svolta nel aprile del 2012 dove ebbi modo di vedere anche il Maresciallo Kim Jong Un.
Ringrazio la compagna donandole, considerato che ha un forte interesse per l’Italia, una scatola di cioccolatini Baci Perugina, portati dall’Italia, cosa che la renderà particolarmente felice e le farà sentire meno la lunga camminata che mi apprestavo a farle fare.
Siccome si tratta di un fuori programma ed è una decisione mia, non chiediamo l’utilizzo della onnipresente auto e ci incamminiamo in direzione della piazza Kim Il Sung; durante il percorso di circa 20 minuti io e la carissima Hun Hui Dongji abbiamo modo di ripassare le precedenti lezioni di coreano nonché di rinfrescarci la memoria col canto sui testi delle canzoni coreane di mia conoscenza cosa che solleverà molti sorrisi e stupore nelle persone che incrociamo. Rimango invece io stupito sul’improvvisato canto in italiano “O bella ciao” della compagna Hun Hui, canto al quale mi affiancherò per correggere eventuali piccole imperfezioni sul testo; penso: saranno mica stati i cioccolatini?
Appena oltre piazza Kim Il Sung, su un ampio largo sono presenti due enormi mosaici dei Leader ai quali scatto una foto che ci comporterà un rimprovero da parte di un soldato; noto che c’è molta più attenzione da parte di tutti quando si fotografano le immagini dei presidenti, ma considerato spesso quello che accade in rete con le immagini, ne comprendo perfettamente la motivazione.
Attraversato il largo, una meravigliosa piazza con dei curatissimi giardinetti si apre alla nostra vista ed un ampio laghetto con svariate fontane e statue di marmo la contornano. Essa è inoltre affacciata sul lato della Grande Biblioteca Popolare, edificio del quale non so mai comprendere se è più bello visto dal lato della piazza Kim Il Sung oppure da questo; sull’altro fronte invece il grande Teatro di Arte Mansudae decorato con bellissimi mosaici che richiamano la lotta rivoluzionaria armata portata avanti dal Popolo e dall’Esercito Popolare Coreano.
Una piccola sosta ci permette di ammirare il paesaggio, che devo ammettere è da fiaba incantata; scattiamo qualche foto, riceviamo il saluto cordiale e sorridente del custode della piazza, sì ogni luogo ha un responsabile che lo custodisce, in modo che sia preservato in modo impeccabile.
Non esiste la possibilità di trovare a terra una carta, una sigaretta, un cumulo di polvere od una qualsiasi cosa abbandonata, tutto sembra un disegno, alcune volte credo di stare a sognare. Il mio pensiero corre subito alla situazione dei giardini e piazze della mia città, e come al solito provo un profondo senso di disagio.
Ci rincamminiamo verso la collina Mansudae, passando al lato del palazzo della Assemblea Suprema Popolare (il Parlamento per intenderci) con esposta al centro un ampio stemma della Repubblica. Nelle vicinanze acquistiamo due mazzi di fiori che depositeremo ai piedi delle statue ed effettueremo l’inchino di rito. Essendo un fuoriprogramma completo non abbiamo l’autorizzazione per scattare le fotografie, cosa che faremo invece nella successiva visita ufficiale. Ci spostiamo vicino ai gazebo che vendono i fiori e in attesa che l’auto ci venga a prendere scatto qualche foto ai bambini che in gruppo con le maestre hanno scelto questa luminosa giornata per rendere omaggio ai Grandi Padri della Patria.
Il compagno Hae Su ci preleva da lì a poco e ci riaccompagna in hotel dove ci uniremo per i prossimi 10 giorni alle altre delegazioni da tutto il mondo per lo studio dell’ideologia del Juche; ci sono gruppi di russi, bielorussi, mongoli, giapponesi, pachistani, indonesiani, congolesi, tedeschi, inglesi e tanti altri ci non chiara provenienza.
Il nostro mezzo di trasporto è ora un pulmino con circa 15 posti che ci scorrazzerà lungo tutto il Paese. Le visite proseguono oggi al giardino botanico, posto in fondo al viale Taesong ai piedi della collina col medesimo nome che porta al cimitero dei martiri rivoluzionari; si tratta di un enorme Giardino Botanico Centrale voluto dal presidente Kim Il Sung, curatissimo composto da diversi edifici e serre, suddiviso per tipologia climatica dove sono presenti ogni sorta di piante e fiori. Particolare risalto viene dato all’edificio dove sono custoditi i fiori Kimilsungia, il bellissimo di nuova ibridatura fiore rosa della famiglia delle orchidee, al quale non essendo ancora stato assegnato un nome, il presidente indonesiano Sukarno decise di intitolarlo al Presidente Kim Il Sung a memoria del grande onore e delle grandi imprese che aveva già compiuto per il bene dell’umanità.
Vi è poi l’edificio dove è custodito il fiore rosso Kimjongilia ibrido della famiglia delle begonie, che il botanico giapponese Kamo Mototeur, che lo ha coltivato, ha voluto intitolarlo al Generale Kim Jong Il nel 1988 per i festeggiamenti del 46° compleanno. Il fiore rappresenta la causa rivoluzionaria del Juche condotta del Generale Kim Jong Il. E’ stato presentato come un segno di amicizia tra Corea e Giappone. Il fiore simboleggia la saggezza, l’amore, la giustizia e la pace ed è stato progettato per fiorire ad ogni anno il 16 febbraio data di nascita del Generale Kim Jong Il. Nell’area esterna del giardino lungo gli ampi prati gruppi di ragazzi e studenti si alternano nella piantumazione di diverse piante ed arbusti, altri disposti in gruppo cantano, qualcun’ altro si riposa considerato che è una tiepida giornata primaverile di sole.
Lungo il rientro effettuiamo una sosta nei pressi della collina Morabong fronte all’Arco della Vittoria, dove il presidente Kim Il Sung proclamò la vittoria dell’Esercito Popolare nei confronti dei giapponesi, molto simile a quello parigino del Trionfo se non per la sua dimensione di diversi metri più grande. Immediatamente vicino vi è il monumento dedicato agli eroi cinesi che hanno aiutato il popolo coreano nella guerra di liberazione sempre dagli oppressori giapponesi.
Dalla parte opposta del bellissimo viale Kaeson un cinema e fronte ad esso abbiamo modo di far visita ad un ampio negozio che vende diverse tipologie di prodotti coreani nonché espone molti quadri tra cui diversi di arte real-socialista da me molto apprezzate ed ai quali scatto qualche fotografia.
Acquisto qualche souvenir per amici e parenti.
Il pomeriggio prosegue con le varie lezioni di Juche e di coreano. Alla sera con la cara Hun Hui Dongji facciamo una piccola passeggia e ci mangiamo un gelato che le stessa desidera offrirmi. Devo ammettere che la situazione dei gelati è molto migliorata sia per la qualità che per la varietà di gusti rispetto al passato 2012.
Sufficientemente stanco mi ritiro nella mia stanza dove assisto alla chiusura delle trasmissioni televisive alle ore 23.15 con la classica canzone coreana e lo sfondo della bandiera che sventola. Buonanotte Choson (Corea)!

Christian Pivetta


Gli altri giorni del viaggio in Corea del Nord:
Partenza verso Pechino!
Addio Capitalismo! Sono arrivato a Pyongyang!

mariolodi
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