“Se nel 2012 si candida Pietro Vignali sono tranquillo”

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(non più in homepage)
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04/02/2011

Intervista a Matteo Agoletti, esponente dell’Udc e consigliere comunale di maggioranza di Impegno per Parma. 

Qualche giorno fa il direttore della Gazzetta di Parma Giuliano Molossi, intervistato da Parmadaily, ha dichiarato che Vignali sarà rieletto sindaco di Parma con i voti della Lega al ballottaggio. Conoscendo la tua appartenenza all’UDC immagino che non saresti molto favorevole ad un’alleanza con la Lega già al primo turno, o sbaglio?
Ho letto l’intervista al direttore della Gazzetta e mi fa piacere che dal suo osservatorio abbia premiato il sindaco Vignali e ne profetizzi la riconferma.
Io credo che la peculiarità dell’amministrazione cittadina sia quella del civismo che a livello locale premia le idee e le persone indipendentemente dall’appartenenza partitica. Tant’è che non a caso abbiamo un gruppo unico in consiglio comunale. Ovviamente però ognuno ha la propria sensibilità e il proprio gruppo politico di riferimento.
Dal 1998 ad oggi si sono avvicinati e hanno partecipato alla vita amministrativa tante personalità anche con esperienze politiche molto diverse tra loro. Io che ho sempre militato tra le file dell’Udc fin dai tempi del liceo e credo che molti dei valori e principi che ci appartengano siano condivisi da tutto il gruppo di Impegno per Parma.
La Lega è un partito di governo, che sta crescendo nei consensi, ma non rappresenta la continuità con quel civismo a cui facevo riferimento. Credo sia logico pensare che, stando così le cose, la Lega corra con una propria lista e un proprio candidato.

Quale pensi sia stato il contributo più peculiare degli uomini dell’Udc (all’interno del gruppo di Impegno per Parma) all’attività dell’amministrazione comunale?
Il contributo dell’Udc e dei suoi rappresentanti penso sia riscontrabile in tutto il percorso amministrativo. Non solo sulle singole questioni, ma soprattutto sul modo di affrontarle.
Sicuramente la nostra impronta è più marcata sul quoziente Parma: a Parma, per primi a livello nazionale, si è applicato il quoziente familiare a livello locale. Oggi questo esempio è seguito da molti altri Comuni, compreso quello di Roma.
Penso anche al social housing, il grande progetto dell’amministrazione Vignali guidato dall’assessore Pellacini. Per il settore abitativo stiamo portando Parma ad un’offerta residenziale (specie in un momento di grande crisi) che mai ha avuto.
Penso anche ai settori cultura, sport, scuola e giovani dove con la Commissione in questi anni credo di aver portato un contributo concreto anche in termini propositivi.
Ma soprattutto nei lavori di Consiglio, insieme ai consiglieri Libè e Taliani dell’Udc, abbiamo sempre dimostrato responsabilità e lungimiranza, come ad esempio, per rimanere ai fatti recenti, sulle questioni legate alla guida di STT e alla sua sede.

Da qui alla fine del mandato amministrativo quali pensi siano i progetti a cui l’amministrazione comunale debba dare la priorità? 
In un periodo di difficoltà per la crisi e il patto di stabilità che ingessa i bilanci degli enti locali, sono richiesti molta lucidità e razionalizzazione delle spese. Si tratterà quindi di fare investimenti mirati e terminare i progetti strategici per la città.
È stato di recente appaltato il nuovo Palazzetto polifunzionale per lo sport che credo potrà far crescere molto la città per le opportunità che offre e la sua posizione strategica.
La nuova Stazione ferroviaria, con le riqualificazioni adiacenti, rappresenterà un passaggio determinante perché aprirà una nuova finestra di Parma a chi arriva da fuori.
Poi il Ponte a nord con la nuova area Efsa segneranno concretamente il rapporto tra l’Europa e la nostra città. E qui devo aggiungere la nuova scuola per l’Europa che anche come Commissione abbiamo avuto modo di seguire da vicino.

Che idea ti sei fatto dell’opposizione di centrosinistra in Comune? Soprattutto Pagliari, vi ha messi in difficoltà non poche volte…. ammesso e non concesso che non si siate messi in buca da soli in talune occasioni….
La minoranza legittimamente svolge il suo ruolo di interlocutore e oppositore.
Il capogruppo PD Pagliari è persona di grande esperienza e profondo conoscitore della macchina comunale e dei regolamenti che la disciplinano. L’auspicio è di fare così bene da trovare il favore anche dall’opposizione.
In ogni modo è importante che il contributo delle minoranze sia costruttivo, così si fa veramente crescere un Comune.

Il terzo polo (Casini-Fini-Rutelli) a Parma esiste?
Ad oggi il Terzo Polo, che io preferirei chiamare Nuovo Polo, è l’idea di responsabilità e di politica legata al coordinamento dei gruppi parlamentari che desiderano una svolta per la politica italiana. Proprio in questi giorni, vedi Todi, si sta ragionando per far crescere quest’idea e pian piano dare vita ad un progetto politico serio che vada incontro alle reali esigenze del Paese.
A Parma, in attesa del Nuovo Polo e in questo contesto politico, l’Udc ha da tempo avviato un processo che portasse al nuovo partito della Nazione, al Nuovo Polo o come si chiamerà, con un percorso che evochi correttezza, responsabilità e serietà verso l’Italia e gli italiani. Non a caso alla guida dell’Udc di Parma oggi ci sono due giovani come Mirko Dolfen e Federico Giordani, rispettivamente nei ruoli di coordinatore e presidente, che stanno raccogliendo consensi e proposte dalla gente.

Bernazzoli, Guarnieri, Pagliari, Ubaldi… chi temi di più come sfidante candidato sindaco nel 2012?
Sono tutti dei mostri sacri della politica locale… Se, come dice il direttore Molossi, il candidato sarà ancora Pietro Vignali, e se saremo capaci in modo collegiale di finalizzare in quest’ultimo e decisivo anno le iniziative strategiche per Parma dosando coraggio, strategia e misura, allora io sono tranquillo. 

                                                                                Andrea Marsiletti


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Qualche giorno fa il direttore della Gazzetta di Parma Giuliano Molossi, intervistato da Parmadaily, ha dichiarato che Vignali sarà rieletto sindaco di Parma con i voti della Lega al ballottaggio. Conoscendo la tua appartenenza all’UDC immagino che non saresti molto favorevole ad un’alleanza con la Lega già al primo turno, o sbaglio?
Ho letto l’intervista al direttore della Gazzetta e mi fa piacere che dal suo osservatorio abbia premiato il sindaco Vignali e ne profetizzi la riconferma.
Io credo che la peculiarità dell’amministrazione cittadina sia quella del civismo che a livello locale premia le idee e le persone indipendentemente dall’appartenenza partitica. Tant’è che non a caso abbiamo un gruppo unico in consiglio comunale. Ovviamente però ognuno ha la propria sensibilità e il proprio gruppo politico di riferimento.
Dal 1998 ad oggi si sono avvicinati e hanno partecipato alla vita amministrativa tante personalità anche con esperienze politiche molto diverse tra loro. Io che ho sempre militato tra le file dell’Udc fin dai tempi del liceo e credo che molti dei valori e principi che ci appartengano siano condivisi da tutto il gruppo di Impegno per Parma.
La Lega è un partito di governo, che sta crescendo nei consensi, ma non rappresenta la continuità con quel civismo a cui facevo riferimento. Credo sia logico pensare che, stando così le cose, la Lega corra con una propria lista e un proprio candidato.

Quale pensi sia stato il contributo più peculiare degli uomini dell’Udc (all’interno del gruppo di Impegno per Parma) all’attività dell’amministrazione comunale?
Il contributo dell’Udc e dei suoi rappresentanti penso sia riscontrabile in tutto il percorso amministrativo. Non solo sulle singole questioni, ma soprattutto sul modo di affrontarle.
Sicuramente la nostra impronta è più marcata sul quoziente Parma: a Parma, per primi a livello nazionale, si è applicato il quoziente familiare a livello locale. Oggi questo esempio è seguito da molti altri Comuni, compreso quello di Roma.
Penso anche al social housing, il grande progetto dell’amministrazione Vignali guidato dall’assessore Pellacini. Per il settore abitativo stiamo portando Parma ad un’offerta residenziale (specie in un momento di grande crisi) che mai ha avuto.
Penso anche ai settori cultura, sport, scuola e giovani dove con la Commissione in questi anni credo di aver portato un contributo concreto anche in termini propositivi.
Ma soprattutto nei lavori di Consiglio, insieme ai consiglieri Libè e Taliani dell’Udc, abbiamo sempre dimostrato responsabilità e lungimiranza, come ad esempio, per rimanere ai fatti recenti, sulle questioni legate alla guida di STT e alla sua sede.

Da qui alla fine del mandato amministrativo quali pensi siano i progetti a cui l’amministrazione comunale debba dare la priorità? 
In un periodo di difficoltà per la crisi e il patto di stabilità che ingessa i bilanci degli enti locali, sono richiesti molta lucidità e razionalizzazione delle spese. Si tratterà quindi di fare investimenti mirati e terminare i progetti strategici per la città.
È stato di recente appaltato il nuovo Palazzetto polifunzionale per lo sport che credo potrà far crescere molto la città per le opportunità che offre e la sua posizione strategica.
La nuova Stazione ferroviaria, con le riqualificazioni adiacenti, rappresenterà un passaggio determinante perché aprirà una nuova finestra di Parma a chi arriva da fuori.
Poi il Ponte a nord con la nuova area Efsa segneranno concretamente il rapporto tra l’Europa e la nostra città. E qui devo aggiungere la nuova scuola per l’Europa che anche come Commissione abbiamo avuto modo di seguire da vicino.

Che idea ti sei fatto dell’opposizione di centrosinistra in Comune? Soprattutto Pagliari, vi ha messi in difficoltà non poche volte…. ammesso e non concesso che non si siate messi in buca da soli in talune occasioni….
La minoranza legittimamente svolge il suo ruolo di interlocutore e oppositore.
Il capogruppo PD Pagliari è persona di grande esperienza e profondo conoscitore della macchina comunale e dei regolamenti che la disciplinano. L’auspicio è di fare così bene da trovare il favore anche dall’opposizione.
In ogni modo è importante che il contributo delle minoranze sia costruttivo, così si fa veramente crescere un Comune.

Il terzo polo (Casini-Fini-Rutelli) a Parma esiste?
Ad oggi il Terzo Polo, che io preferirei chiamare Nuovo Polo, è l’idea di responsabilità e di politica legata al coordinamento dei gruppi parlamentari che desiderano una svolta per la politica italiana. Proprio in questi giorni, vedi Todi, si sta ragionando per far crescere quest’idea e pian piano dare vita ad un progetto politico serio che vada incontro alle reali esigenze del Paese.
A Parma, in attesa del Nuovo Polo e in questo contesto politico, l’Udc ha da tempo avviato un processo che portasse al nuovo partito della Nazione, al Nuovo Polo o come si chiamerà, con un percorso che evochi correttezza, responsabilità e serietà verso l’Italia e gli italiani. Non a caso alla guida dell’Udc di Parma oggi ci sono due giovani come Mirko Dolfen e Federico Giordani, rispettivamente nei ruoli di coordinatore e presidente, che stanno raccogliendo consensi e proposte dalla gente.

Bernazzoli, Guarnieri, Pagliari, Ubaldi… chi temi di più come sfidante candidato sindaco nel 2012?
Sono tutti dei mostri sacri della politica locale… Se, come dice il direttore Molossi, il candidato sarà ancora Pietro Vignali, e se saremo capaci in modo collegiale di finalizzare in quest’ultimo e decisivo anno le iniziative strategiche per Parma dosando coraggio, strategia e misura, allora io sono tranquillo. 

                                                                                Andrea Marsiletti


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