Welcome to Gerontoland. I voti del Saccente alla settimana quirinalizia

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Non mi addentro in analisi costituzionali, anche perché sarebbe una falsa partenza, essendo la riconferma al Quirinale non prevista ne impedita dalla Costituzione. Vero è però che la riconferma ad oggi è avvenuta solo in casi eccezionali, che non mi sembrano ricorrere in questa fattispecie, a meno che si voglia ritenere eccezionalmente basso il livello dell’attuale classe dirigente italiana. Così, proprio per non chiudere in modo populista e parificatorio l’analisi della settimana quirinalizia – tipo “è tutto un magna magna” – il V.S. (Vostro Saccente) da i voti. Nel livello complessivamente molto basso dell’attuale Parlamento, c’è chi ha giocato bene e chi ha giocato male.

Mattarella 8 – La scuola DC è come la grammatica. Chi l’ha imparata bene da ragazzo la applica. Senza un filo di grasso, si ritrova ad essere il politico italiano più autorevole e benvoluto.

Draghi 5 – Si è lasciato sporcare da un gioco romano da cui doveva stare lontano. La sua autorevolezza internazionale non è scalfita. Ma d’ora in poi la sua sopravvivenza politica è legata a doppio filo a quella di Mattarella.

Letta 6 – Da uno che si diverte col cacciavite e le matite, non ti puoi aspettare un gioco d’attacco. Soprattutto se in aula non ha i numeri dalla sua parte. Così gioca all’italiana, arriva al 95° senza subire gol. Lo 0-0 gli bastava per la qualificazione. Il cinismo lo deve avere imparato dallo zio Gianni. La leadership carismatica invece non si può imparare… e lui non ce l’ha. Soprattutto per un partito che vorrebbe definirsi di sinistra.

Salvini 4 – Era l’ultimo appello per Matteo… Nel senso dell’ultima occasione di riscatto per Capitan Findus. Se l’è giocata male, anzi, malissimo. Ha aspettato troppo Silvio, ne ha assecondato la goffaggine. Poi, quando è toccato a lui, come un Re Mida au contraire, ha bruciato tutto quello che ha candidato …ora lo attendono i suoi colleghi di partito per l’ultimo valzer, in tanti nella Lega gliela stanno giurando da tempo. Compreso un divertito vecchierello canuto… Bossi.

Conte 4 – Un vero Kingmaker de sta cippa. Non tiene i suoi. Quando sferra il suo colpo – la Belloni – il primo a contestarlo è Di Maio. La sua autorevolezza politica è finita il giorno dopo la fine del suo doppio incarico di Premier …eppure avrebbe potuto giocare un ruolo di collante, avendo governato con gli uni e con gli altri in tempi tutto sommato recenti. Ma la stoffa politica, direbbe il Manzoni, uno non se la può dare.

Di Maio 7 – Rappresenta l’anima verace del movimento, in breve. Alla fine non è certo un genio politico, ma la sua parte la gioca. Se il M5S avrà un futuro, sarà nelle sue mani.

Meloni 7 – Gioca la parte dell’unica oppositrice, dopo che le carte costruttive (che pure aveva messo in campo) sono andate a ramengo. Capitalizzerà politicamente e numericamente, ma non da leader di una coalizione mai come oggi sbriciolata. Almiranta a vita.

Renzi 8 – L’altro Matteo, quello bruciato da tempo agli occhi della ggente, rimane il più lucido all’interno del palazzo, almeno nei momenti decisivi di questa legislatura. Forza sulla Belloni, torna sul bis, nonostante tutte le critiche legittime che gli si possono fare, alla fine ha ragione.

Casellati 2 – “Vadi Contessa vadi” …non serve aggiungere altro alle parole del Capovaro fantozziano. Uno sfacelo in vestito da siùra.

Casini n.g. – Lui fa tutte le cose che si devono fare, studia da tre anni a questa parte, rinuncia a tutto, tranne alla gnocca e alla sciarpa del Bologna… ma la recente legge del “bolognese da trombare” stavolta lo vede coinvolto. Rimandato.

Amato 8 – Si ritrova Presidente della Corte Costituzionale senza muovere una paglia, ne battere ciglio. L’ipotesi Amato stavolta era solo una scusa per un altro bottino grosso.

Berlusconi “Da zero a 10” – Nella gerontocrazia italiana, si reinventa King of Comedy …parte per un tour improbabile con quel fumato di Sgarbi e ci regala un giro di giostra degno di un Saturday Night Show Utile? Dannoso? Ininfluente? Chissenefrega, sembra dire ai suoi il tardo Cavaliere… “Io sono io e voi non siete…” capaci di un’alternativa!

E QUINDI?

Ecco, fuori dalle battute e dal politichese, come sottolineato da vari amici sensibili alla Politica, quello che emerge, in questo contesto altamente gerontocratico, dove in una settimana sono stati eletti due stimabili signori che hanno compiuto gli 80 alla più alta carica dello Stato (forzando sulla Costituzione e sulla chiara indisponibilità di Mattarella) e ad un altro ruolo di vertice (Amato), la questione che emerge, in modo drammatico e urgente, è la senescenza del sistema politico italiano.

Il fallimento degli apriscatola grillini si è consumato in una legislatura, dove è successo di tutto, tranne l’unica cosa che doveva succedere, ovvero un rinnovamento della classe dirigente. Per cui, piuttosto di riempire i social di commenti a cui non frega nessuno, sarà meglio aprire nuove SCUOLE DI POLITICA, esperienze di partecipazione civica e civile, in ogni paese di questo bellissimo e problematico Paese. Ridare dignità politica alle nuove generazioni di Cittadini italiani è il primo compito che un politico serio si deve dare.

Qualunque sia il suo credo politico.

Alberto Padovani

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