Zanichelli (M5S): “Serve un freno alla colata di cemento su Parma e Provincia!”

Lombatti

È il rischio cui si va incontro nel nostro territorio.

Sembra il famoso gioco della Settimana Enigmistica ” unisci i puntini” per vedere l’immagine preoccupante che ne esce.

E allora proviamo anche noi a unire questi puntini.

Non si può non partire dall’allungamento della pista dell’aeroporto: se ne è parlato molto ultimamente, qua vale solo la pena di ricordare che se il progetto andasse in porto, sul nostro territorio passerebbero un’enormità di camion per gestire tutta la logistica che i Cargo porterebbero e della quale non beneficerebbe l’economia parmense dato che i prodotti del territorio non sono interessati ai trasporti aerei.

Il secondo puntino è l’immenso polo logistico a Fontevivo, che non si può non collegare all’aeroporto, dato che chiaramente si tratta di un progetto complementare. Qua nel vero senso del termine si ha un consumo di territorio ora destinato al verde in cui è emblematico l’interesse della politica innestato con trasversali interessi particolari che alimentano le perplessità sull’interesse pubblico.

Il terzo puntino è l progetto sul nuovo prosciuttificio a Torrechiara, a poca distanza dal castello. Un progetto sul quale fortunatamente è intervenuta la Soprintendenza, ma che aveva già evidenziato la scarsa partecipazione e sopratutto il mancato coinvolgimento della comunità. Se questo progetto andasse in porto, ci sarebbe un precedente pericoloso relativamente all’applicazione della legge regionale sull’urbanistica. Potenzialmente ogni imprenditore potrebbe costruire nuovi stabilimenti senza alcun vincolo pubblico.

Il quarto puntino è Trecasali, dove finisce l’Autostrada Tibre, l’autostrada più corta e più inutile della nostra storia.

Il quinto puntino è l’autostrada Cispadana, un’opera sproporzionata tanto faraonica (e costosa) da tener bloccate importanti opere ad esso correlate come tratti necessari come quello che collegherebbe Lentigione a Coenzo. E tutto questo perchè è stata promessa ai costruttori un’opera da 1,3 miliardi (lievitati a 1,7) pagati con soldi pubblici e pedaggi, rispetto a una più sensata strada a scorrimento veloce, gratuita e dal costo di 200-300 milioni di euro al massimo e che avrebbe potuto essere già realizzata.

Il problema purtroppo è che il disegno che viene fuori da questo disegno lascia fuori tutti i puntini che in realtà servirebbero per Parma, i lavoratori e le imprese: il raddoppio della Pontremolese per il corridoio TiBre Ferroviario, una seria opera di manutenzione dei ponti e viadotti dall’appennino alla bassa, dato che la chiusura del ponte di Colorno avrebbe dovuto servire da lezione alla politica parmense e un intervento per contrastare il dissesto idrogeologico ( le Marche insegnano quanto ciò sia urgente).

E spiace vedere quanto questi temi siano usciti dal radar di tutte le forze politiche dei tradizionali schieramenti abbagliati dal Cargo e dalle colate di cemento.

Alla faccia della “Transizione Ecologica” di cui si riempiono la bocca.

Davide Zanichelli
Deputato, e candidato, M5S Collegio di Parma