Pubblicità: la nascita della comunicazione moderna, dal 1890 al 1957. Duecento opere della réclame italiana presentate alla Magnani Rocca

La Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo in provincia di Parma,presenterà fino al 10 dicembre la mostra intitolata: “Pubblicità: la nascita della comunicazione moderna, dal 1890 al 1957”.

Un’opportunità per osservare tra stupore e divertimento vere e proprie opere d’arte di grandi pittori divenuti illustratori. Vanno menzionati: Mataloni, Dudovich, Cappuiello, Hohenstein, Metlicovitz, Codognato, Sepo.

La storia della réclame italiana è stata sicuramente influenzata dal capolavoro di Toulouse-Lautre del 1891, il manifesto ideato per valorizzare il Moulin Rouge, caratterizzato da tinte piatte e di profonda ispirazione giapponese. La mostra ideata da Dario Cimorelli e Stefano Roffi mette in luce il processo di ideazione a livello creativo del messaggio pubblicitario, ne evidenzia le tappe fondamentali che passando attraverso il bozzetto giunge alla realizzazione del lavoro finito.

Tra gli strumenti maggiormente utilizzati per la creazione di vere e proprie opere d’arte del mondo dell’illustrazione si annoverano: acquerelli, tempere, matite, inchiostro. Il percorso espositivo giunge sino agli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale e all’epoca della ricostruzione economica del Paese. Cambiano i contenuti testuali, idem la grafica utilizzata e nascono soprattutto nella città di Milano le agenzie di pubblicità. All’ esposizione sono presenti anche alcuni lavori del torinese Armando Testa, grafico e pubblicitario tra i più famosi dell’epoca non solo in Italia, concessi alla Magnani dal Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma. Indimenticabile il manifesto “Punt e Mes” con ritratto il Maestro Verdi, da lui realizzato per un noto marchio di vermuth, che a inizio anni ’60 costituiva l’aperitivo ideale nelle città alla moda e un po’ snob di Milano e Torino.

Da ricordare inoltre, la risposta del 1963 di Dino Villani presidente della Federazione Italiana Pubblicità alla domanda provocatoria:”E’ vero che la pubblicità può ingannare?”. Il Villani così replicava e approfondiva il concetto che tuttora dovrebbe essere alla base di una buona pubblicità:” Non credo, assolutamente. La pubblicità può al massimo dare quello che si concede a una bella donna, cioè ritoccare in modo intelligente la sua bellezza.”

Tommaso Villani

 

dav