† Anche la traduzione sbagliata del Vangelo Maria! Maddalena chiede ancora di essere accettata e di far brillare con sé il femminile del mondo (di Francesca Saccani)

TeoDaily – Oggi – 22 luglio – è la Festa di Santa Maria Maddalena, infatti nel 2016 Papa Francesco ha elevato questa data a Festa per la Chiesa cattolica, in onore dell’Apostola degli Apostoli, come la nominò Tommaso D’Aquino.

Probabilmente la figura più travisata della storia del cristianesimo, secondo gli studi più recenti la Maddalena era una nobile donna spiritualmente elevata e abbastanza indipendente da poter seguire Cristo nei suoi pellegrinaggi come più vicina e intima Apostola.

Nel Vangelo di Luca viene presentata come Μαρία ἡ καλουμένη Μαγδαληνή ovvero “Maria chiamata la Maddalena”. Il nome “Maddalena” non indica infatti una località geografica ma deriva dall’ebraico “migdal”, che significa “torre” e, come affermano Girolamo e Origene, indicava l’elevatura spirituale della sua persona.

Nello stesso versetto Luca la descrive come colei ἀφ’ ἧς δαιμόνια ἑπτὰ ἐξεληλύθει, tradotto banalmente “dalla quale erano usciti sette demoni”. Chiunque abbia studiato un briciolo di filosofia sa che δαίμων non è affatto una specie di diavoletto da esorcismo, ma bensì ciò che permette il contatto col divino, con la parte più profonda e originaria della nostra coscienza, una sorta di guida spirituale, nella nostra cultura sicuramente più vicino a un angelo che a un demone. Se prestiamo attenzione a una traduzione più accurata, ecco che Maddalena diventa “Myriam chiamata la torre, dalla quale erano usciti sette spiriti guida” o ancora meglio (perchè su quell’εξερχομαι abbiamo sudato sette camicie al liceo classico e vogliamo farle fruttare!) “Myriam chiamata la torre, attraverso la quale avevano operato sette spiriti guida”.

Ormai moltissimi studi (da Schüssler-Fiorenza in poi) ipotizzano che fosse proprio Maria la Maddalena “il discepolo che Gesù amava” e non Giovanni Evangelista, spingendosi a ipotizzare una mano femminile per la scrittura del quarto Vangelo; d’altra parte ivi si afferma esplicitamente che “Gesù amava Marta e sua sorella [Maria la Maddalena] e Lazzaro” [Gv 11,5].

Secondo questi studi é la Maddalena che unge Cristo, lei lo riconosce quando cammina sulle acque, lei siede al Suo fianco durante l’ultima cena (lo so, lo so, Leonardo Da Vinci e gli americani, ma tant’è!) reclinando teneramente il capo sul Suo petto, sempre lei é con Lui sotto la croce, a lei Lui si manifesta Risorto e affida l’annuncio pasquale.

Sono tutte ipotesi con un significativo grado di fondatezza, che oggi dovrebbero farci porre più di una domanda sulla considerazione del ruolo della donna da parte della Chiesa.

Al di là delle questioni esegetiche e filologiche, che purtroppo non possono trovare abbastanza spazio qui, vi invito a fare un esercizio di fantasia: immaginate che meraviglioso modello rappresenterebbe per le bambine educate alla fede cristiana questa donna dai lunghi capelli intrecciati, sempre a capo scoperto, la più amata seguace di Cristo, intelligente e compassionevole, devota e libera, che seguiva Gesù da Apostola, lo interrogava ed era ascoltata al pari dei compagni, presente a se stessa con il suo cuore devoto e stracolmo di amore, la stessa donna che dopo aver incontrato il Risorto e averlo annunciato a tutti, guida la sua comunità insieme alle sorelle e ai fratelli nella fede e nell’ἀγάπη, l’amore incondizionato di Dio!

Questa fantasia così potente, così rivoluzionaria, così nobilitante per la condizione femminile, dopo 2000 anni chiede ancora di essere accettata, di brillare e far brillare con sé il femminile del mondo contro le “tenebre del patriarcato” che ormai si sgretolano come le mura di un tempio antico.

Francesca Saccani

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