2 novembre 1962: morte di Nho Dinh Diem

Il 1 novembre 1963 un colpo di stato militare guidato dal generale Duong Van Minh con l’appoggio dei servizi segreti americani, che impiegarono Lucien Conein come agente di collegamento tra Washington ed i cospiratori di Saigon, rovesciava il governo di Nho Dinh Diem, presidente del Vietnam del Sud dal 1955. La sera del giorno successivo Diem fu arrestato e, con le mani legate dietro la schiena, assassinato insieme al fratello Nhu mentre veniva scortato al quartier generale dell’esercito.

Lo stesso giorno la moglie di Nhu, considerata la first lady del paese poiché Diem non era sposato, apprese della morte del marito e del cognato mentre si trovava con la figlia in viaggio negli Stati Uniti. Durante una conferenza stampa a Beverly Hills Madame Nhu non ebbe mezzi termini nel condannare le interferenze del governo americano e della Cia nella vita politica del Vietnam del Sud, affermando che la Casa Bianca aveva voluto cinicamente sbarazzarsi di Diem poiché, inviso alla maggioranza buddista, non serviva più gli interessi di Washington.

La politica di Diem, cattolico che supportava fermamente i possidenti terrieri, rimarrà contraddistinta dalle persecuzioni contro le etnie locali ed i buddisti, molti dei quali, in segno di protesta contro le discriminazioni subite, si diedero pubblicamente fuoco nelle piazze.

Le immagini dei monaci che ardevano suscitarono sgomento in tutto il mondo, ma poca comprensione da parte di Diem e del suo entourage che parlarono di “barbecue” per i quali Madame Nhu si dichiarò “felice di fornire la benzina”. Minh fu salutato come il nuovo presidente il 5 Novembre, tuttavia il suo potere durerà solo tre mesi e verrà a sua volta rovesciato da un colpo di stato il 30 gennaio 1964.

Alessandro Guardamagna

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