31 agosto 1888: Jack the Ripper inizia a uccidere donne

assaggiami
Lombatti

Il 31 agosto 1888 Jack lo Squartatore inizia a uccidere delle donne: Mary Ann Nicholls è la sua prima vittima trovata in Buck’s Row, a Londra.

Jack lo squartatore (Jack the Ripper in inglese) è l’appellativo dato a uno sconosciuto serial killer, che agì a Londra, nel degradato quartiere di Whitechapel e nei distretti adiacenti, nell’autunno del 1888.

Il nome è tratto da una lettera, pubblicata al tempo delle uccisioni, indirizzata alla Central News Agency da un anonimo che si dichiarava l’assassino.

A Jack lo squartatore sono state attribuite ufficialmente cinque vittime, mentre il numero di omicidi ricondotti dagli studiosi alla sua attività criminale varia tra quattro e sedici.

Il suo modus operandi prevedeva vittime scelte esclusivamente tra prostitute, che assassinava tramite sgozzamento, per poi infierire sui loro corpi mutilandoli.

Durante il periodo in cui sono avvenuti i delitti, la polizia e i giornali hanno ricevuto migliaia di lettere riguardanti il caso. Alcune erano di persone ben intenzionate, che fornivano informazioni per la cattura del killer; la maggioranza però sono state considerate inutili e di conseguenza ignorate.

Le più interessanti erano le centinaia scritte da persone che si dichiaravano l’assassino. La maggior parte sono state considerate non attendibili. Molti esperti ritengono che nessuna di esse fosse autentica, ma tra quelle considerate come probabilmente genuine, sia dalle autorità del tempo che da quelle moderne, tre in particolare sono importanti:

The “Dear Boss” Letter, datata 25 settembre 1888 e ricevuta dalla Central News Agency il 27 settembre 1888, è la prima che riporta la firma “Jack lo Squartatore” (in inglese Jack the Ripper). La polizia non ritenne la lettera autentica e non le diede rilevanza.

The “Saucy Jack” postcard, ricevuta il 1º ottobre 1888, scritta in uno stile simile alla Dear Boss Letter. L’autore della cartolina minaccia la futura uccisione di due vittime temporalmente vicine: «doppio evento questa volta». Nella notte del 30 settembre 1888, nel giro di un’ora, vengono rinvenuti i corpi di due vittime, Elizabeth Stride e Catherine Eddowes.

The “From hell” letter, ricevuta il 16 ottobre 1888 da George Lusk, capo della Commissione di Vigilanza di Whitechapel. La lettera era accompagnata da una piccola scatola contenente la metà di un rene umano, conservato in alcol etilico. Uno dei reni della Eddowes era stato rimosso dal cadavere: il medico che esaminò il rene inviato con la lettera ha determinato una somiglianza con quello sottratto a Catherine Eddowes. La lettera e il rene andarono successivamente perduti, insieme ad altro materiale sul caso.

Il dottor Thomas Bond, su incarico degli investigatori, cercò di redigere un profilo della personalità criminale di Jack lo squartatore. In qualità di medico forense assistette all’autopsia di Mary Jane Kelly, ultima delle cinque vittime canoniche. Nelle sue note, datate 10 novembre 1888, attribuì natura sessuale agli omicidi, pur senza violenza sessuale, associata a elementi collerici e di apparente misoginia. Cercò altresì di ricostruire l’omicidio e di interpretare lo schema comportamentale del criminale. Delineò un primo profilo, comprendente i suoi tratti fondamentali, che usò per collaborare alle indagini.

La profilazione evidenziava come gli omicidi fossero stati commessi da un solo individuo maschio fisicamente prestante, audace e imperturbabile al tempo stesso. Lo sconosciuto sarebbe apparso innocuo, forse un uomo di mezza età e ben vestito, probabilmente con un mantello, probabilmente per nascondere i sanguinosi effetti dei suoi attacchi. Ipotizzò anche che il soggetto soffrisse di una condizione chiamata satiriasi, una devianza sessuale oggi identificata come ipersessualità o promiscuità, e che non possedesse alcuna conoscenza anatomica: non poteva dunque essere un chirurgo né, per esempio, un macellaio, in quanto non vi era precisione nei tagli. Bond concluse, poi, che lo stesso criminale fosse il responsabile dell’assassinio di Alice McKenzie.

Altri invece lo indicarono come un individuo più giovane in età. Alle indagini scientifiche forensi collaborò anche un altro medico, Joseph Bell, che avrebbe ispirato ad Arthur Conan Doyle la figura di Sherlock Holmes.

I moderni profiler dell’FBI hanno realizzato il seguente profilo: «Maschio bianco, fra i 28 e i 36 anni, viveva o lavorava nell’area di Whitechapel. Nella sua infanzia la figura paterna era assente o passiva. L’omicida probabilmente esercitava un lavoro in cui poteva legalmente soddisfare le sue tendenze distruttive. Probabilmente smise di uccidere perché venne arrestato per qualche altro crimine, oppure sentì di essere troppo vicino a essere scoperto. L’omicida probabilmente aveva un qualche difetto fisico, che era per lui fonte di grande frustrazione o rabbia.»[6] Inoltre era forse «un uomo di bassa estrazione sociale, con un lavoro umile come il macellaio o l’assistente di un medico, quasi certamente un inetto sociale».

La concentrazione degli omicidi durante i fine settimana e le zone in cui ha colpito l’assassino, a pochi isolati di distanza l’una dall’altra, hanno fatto facilmente concludere che lo “Squartatore” avesse un impiego regolare nel quartiere. Altri hanno sospettato che l’assassino fosse un uomo di alta classe borghese, forse un medico, o un aristocratico, che si era stabilito nel quartiere di Whitechapel alla ricerca di una zona più adatta dove compiere i suoi crimini.

Le teorie sull’identità, proposte anni dopo gli omicidi, hanno incluso praticamente chiunque fosse stato collegato, anche lontanamente, al caso, così come molti personaggi famosi, che non erano mai stati considerati nelle indagini della polizia vittoriana. Fra i sospettati attuali della polizia britannica, tre fanno parte di un memorandum del 1894 di Sir Meville Macnaghten (maggiore detective dell’epoca): Montague John Druitt, Michael Ostrog e Aaron Kosminski. Le autorità non sono d’accordo su una soluzione univoca e il numero dei sospettati supera il centinaio.

Nel 2014 alcuni giornali hanno riportato che dalla comparazione del DNA ricavato dal sangue rappreso su una sciarpa trovata vicino la quarta vittima, Catherine Eddowes, e i discendenti dei sospettati, si era arrivati a identificare con certezza l’assassino in un barbiere ebreo-polacco di nome Aaron Kosminsky.

L’uomo ha trascorso la parte finale della sua vita in un manicomio a causa della sua schizofrenia ed è morto nel 1919 per una cancrena alla gamba. Tuttavia la comparazione non è stata ritenuta attendibile o incontrovertibile come inizialmente affermato a causa di alcuni errori durante la procedura di analisi genetica dei campioni estratti dalla sciarpa e, pertanto, l’identità dell’assassino di Whitechapel rimane ancora avvolta nel mistero.

Il personaggio di Jack lo squartatore è apparso in numerosi film e serie televisive. Tra i più importanti si ricorda il film hollywoodiano La vera storia di Jack lo squartatore (From Hell) del 2001. Compare anche nel DLC Jack lo Squartatore (Jack the Ripper) del gioco Assassin’s Creed: Syndicate come antagonista principale; qui si scopre (ovviamente nell’universo del gioco) che è stato un Assassino della Confraternita, e dopo essersi ribellato alla stessa e al suo mentore (sir Jacob Frye), inizia la sua serie di assassinii. Verrà ucciso da Evie Frye, sorella gemella di Jacob. È inoltre l’antagonista di Sherlock Holmes in Sherlock Holmes contro Jack lo Squartatore, avventura grafica della Frogwares del 2009. Viene inoltre citato nella canzone “Don’t Fear the Reaper” dei Blue Öyster Cult. Importante presenza anche nel celebre gioco della PlayStation one “MediEvil” con un aspetto di un alligatore dotato di lunghe unghie metalliche.