“Ecco come si cura l’acqua pubblica…”

28/04/2014
h.16.00

Scopriamo in questi giorni da Facebook, il nuovo organo di comunicazione istituzionale del nostro Sindaco, che l’amministrazione sta lavorando “alle revisioni dello statuto del Comune di Parma” e che “Finalmente a maggio verrà condiviso”. Insieme alla notizia, un bel paio di slogan auto promozionali, uno dei quali recita: “L’acqua sarà un “diritto” di tutti i Cittadini”.
In attesa di leggere con grande interesse questo documento che certo conterrà enunciazioni di principio più che condivisibili, vorrei far notare al sindaco Pizzarotti che il concetto di acqua pubblica dovrebbe comportare una serie di atti che, sottraendolo al mondo degli ideali politici, lo declinino nella concretezza della realtà quotidiana.
In questo senso il concreto stato di abbandono della fontana di acqua pubblica del Bizzozzero, di cui allogo un paio di foto aggiornate, è un buon paradigma di quella distanza che esiste tra la teoria e la prassi della nostra amministrazione.
Ferma da un anno e mezzo, priva di qualsivoglia manutenzione, spaccata da qualche vandalo, ecco com’è ridotta oggi una fontana che erogava acqua da imbottigliare, liscia e frizzante.
Quando è stata fermata, ormai un anno e mezzo fa, occorreva un intervento di circa 4mila euro per ripristinarla, adesso ne occorreranno 15mila se non di più.
E non si può neanche sostenere che in questi mesi non si sia parlato di questo caso: solo il sottoscritto ha presentato ben tre interrogazioni sull’argomento, alle quali è stato risposto con la solita faciloneria mista a mistificazione: prima si doveva ripristinare entro gennaio 2014 con una sponsorizzazione di Iren, adesso si è scoperto che la Multiutility non può sponsorizzare il Comune di Parma e quindi qualsiasi intervento è rimandato a data da destinarsi. Credo che il tutto si commenti da solo.

L’altro giorno poi abbiamo letto il trionfalismo dell’assessore Folli che annunciava che dal prossimo anno scolastico tutte le mense scolastiche serviranno acqua pubblica, dall’acquedotto comunale. Come fosse un’invenzione 5 stelle.
Ma il consumo di acqua in caraffa, nelle scuole, era già stato avviato dall’amministrazione precedente, e la sua estensione a tutte le scuole era, per dire, anche nel mio programma elettorale. 

Che una Giunta capace di questa indifferenza si faccia alfiere dell’acqua pubblica attraverso la stesura di un regolamento comunale dà la misura di quanto alla ricerca ossessiva del consenso non corrisponda alcun atto concreto: un conto è fare enunciazioni di principio e un conto è realizzare effettivamente le cose.

Roberto Ghiretti
Parma Unita

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