Parma ricorda i sette martiri

Lombatti

30/08/2013
h.13.30

La Città di Parma e le Associazioni Partigiane cittadine ricordano l’eccidio avvenuto il 1 settembre 1944.
Lunedì 2 settembre, con inizio alle ore 10.30, si terrà la cerimonia di commemorazione dei “Sette Martiri” di Piazza Garibaldi.
Il ritrovo è fissato per le ore 10.15 sotto i Portici del Grano, quindi il corteo si dirigerà a Palazzo del Governatore, dove avrà luogo la commemorazione.
Dopo la deposizione della corona porteranno il loro saluto il sindaco Federico Pizzarotti, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, e l’assessore Roberto Zannoni per l’Amministrazione Provinciale.
La cerimonia si concluderà con l’intervento di un rappresentante delle Associazioni Partigiane cittadine.

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Parma ricorda i sette martiri

Lombatti

01/09/2012
h.13.20

Si è tenuta questa mattina alle 10.30 presso il Palazzo del Governatore, in Piazza Garibaldi, la cerimonia di commemorazione dei “Sette Martiri di Piazza Garibaldi”, fucilati l’1 settembre 1944 dalla Brigata Nera.
I sette parmigiani trucidati erano: Giuseppe Barbieri (30 anni), Vincenzo Ferrari (41 anni), Gedeone Ferrarini (39 anni), Afro Fanfoni (40 anni), Eleuterio Massari (42 anni), Ottavio Pattacini (38 anni) e Bruno Vescovi (19 anni).
A commemorare il loro sacrificio erano presenti Marco Vagnozzi, Presidente del Consiglio Comunale, Manuela Amoretti, assessore provinciale alle Politiche Lavorative, la presidente dell’Anpi sezione cittadina Gabriella Manelli, la senatrice Albertina Soliani, la deputata Carmen Motta, il figlio ed il nipote di Ottavio Pattacini, e le associazioni partigiane.
In ricordo dei martiri il presidente Vagnozzi ha detto: “Quella dell’1 settembre 1944 fu una rappresaglia crudele ed una minaccia alla democrazia e alla libertà. Ma è grazie anche al sacrificio di questi sette, grandi uomini se oggi viviamo in un Paese liberaldemocratico: loro, attraverso le loro azioni quotidiane ed alla negazione al sopruso, hanno reso possibile tutto ciò. Per questo noi non smetteremo di ringraziarli”.