Cave, “si aggiornino le tariffe”

31/12/2011
h.11.40

“E’ da oltre un anno che in Aula e in commissione discutiamo di come aggiornare le tariffe sulle attività estrattive” – dice Andrea Defranceschi, Capogruppo del Movimento 5 Stelle – “ma ancora nessuna decisione. Quest’immobilismo è ingiustificabile, visto che – a parole – anche la Maggioranza si mostra d’accordo sulla nostra proposta di aumentare gli oneri di cava.
Perché chiediamo di farlo? Le tariffe sono ferme al 21 gennaio 1992, quando la delibera di Giunta n. 70 fissava dei prezzi, in lire, che oggi sono assolutamente ridicoli. Solo negli ultimi dieci anni i cittadini emiliano-romagnoli si sono visti scippare delle risorse naturali per quattro soldi, perdendoci, circa 200 milioni di €! Adesso non possiamo più aspettare, sono passati vent’anni dall’ultimo adeguamento e continuiamo a temporeggiare, senza alcuna giustificazione se non quella di proteggere gli interessi dei cavatori, che sono esorbitanti.
La nostra ultima proposta, presentata in sede di bilancio,” – spiega il Capogruppo del Movimento 5 Stelle – “prevede un aggiornamento delle tariffe sulla scorta di quelle applicate nel Regno Unito già dal 2002, con un aumento compreso fra le 4 e le 6 volte rispetto alle cifre attualmente in vigore. Applicando la nostra proposta agli ultimi dati disponibili, quelli del 2009, la Regione otterrebbe un gettito di circa 20 milioni di € all’anno, per non parlare dei ritorni per i singoli comuni.
Non facciamo il calcolo anche per il denaro perso negli Anni Novanta, non avendo dati certi, ma possiamo supporre che le cifre siano paragonabili. A gennaio, è una priorità, la Giunta dovrà deliberare un aumento delle tariffe molto consistente, con buona pace di chi si fa finanziare la campagna elettorale dai cavatori stessi. Non siamo in un periodo di vacche grasse, non possiamo permetterci di rinunciare a 20 milioni di € l’anno per difendere gli interessi di pochi.”
Nel 2009 in Regione erano attive 133 cave: 56 in provincia di Parma, 30 a Bologna, 29 a Reggio Emilia, 7 a Rimini, 6 a Ferrara, 1 a Modena e una nella provincia di Forlì-Cesena. Inoltre ci sono 28 cave inattive, 6 sospese, 58 esaurite e in corso di sistemazione, 2 esaurite e non sistemate (entrambe nel bolognese) e 9 esaurite e sistemate. Totale: 236 cave.

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