Cernunnos, il dio celtico dai palchi cervini

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Lombatti

28/06/2009

Trentacinquesima puntata della rubrica di ParmaDaily “Misteri” a cura di Riccardo Zammarchi (clicca qui per leggere le altre).

Per i celti Cernunnos era lo spirito divinizzato degli animali maschi cornuti, specialmente dei cervi, ed era associato alla riproduzione e alla fertilità.
Il “dio cornuto” veniva adorato in Gallia, sulla costa meridionale della Britanniain e in Italia settentrionale. La più antica immagine di Cernunnos, risalente al IV secolo a.C, si trova infatti tra le incisioni rupestri della Val Camonica.
Le raffigurazioni di Cernunnos sono simili in tutto il mondo celtico. Il suo attributo più caratteristico è costituito dai palchi cervini. Di solito è raffigurato come un uomo maturo con barba e capelli lunghi e indossa il “torquis” (collare ornamentale usato come segno di nobiltà).
Spesso viene raffigurato seduto a gambe incrociate, in una posizione meditativa e sciamanica, e assieme ad animali, in particolare cervi.
A lui viene spesso associato anche un serpente con le corna di ariete. Questa creatura fantastica potrebbe essere una divinità essa stessa.
Per questa sua frequente associazione con il mondo animale gli studiosi descrivono Cernunnnos come “Signore del mondo selvatico” e come “Signore della caccia”.
Nonostante questa divinità fornì ai cristiani il prototipo del Diavolo e i suoi adoratori furono considerati dalla Chiesa come streghe e stregoni le sue tracce sono sopravvissute anche nell’età pre-moderna.
Le tradizioni letterarie sia del Galles che d’Irlanda contengono allusioni a questo dio, mentre in Bretagna il leggendario San Korneli a Carnac (protettore delle bestie con le corna) ha gli attributi di Cernunnos.
Il dio dai palchi cervini viene inoltre menzionato nella commedia di William Shakespeare del 1597 “Le allegre comari di Windsor”.
Per quanto riguarda il presente ancora oggi nella Wicca, religione appartenente al movimento neopagano, viene talvolta usata l’iconografia di Cernunnos al quale si fa riferimento come il “Dio Cornuto”.
Nonostante la versione wiccana sia fondata, più che sul piano storico, sul piano del simbolismo fallico, questo dimostra che la fiamma pagana, seppur fioca, è sopravvissuta a due millenni di cristianesimo.