Discorso S. Ilario di Vignali: “zero titulo”

Lombatti
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14/01/2011

Dopo aver polemizzato in questi giorni con le premiazioni di S. Ilario (leggi) e con il tradizionale discorso del sindaco, (leggi) alla luce della conferme di quanto da me scritto fornite dall’edizione 2011 mi è chiarissimo il rischio di diventare antipatico dicendo “Beh, ve lo avevo detto!”. Ma non posso soprassedere.
Anche quest’anno, purtroppo, non si è voluto interrompere il proliferare del numero di medaglie d’oro e civiche benemerenze. Nulla da dire sui curriculum e sui meriti delle persone scelte, ma il problema è quello di sempre: con quale criterio vengono premiati la dedizione di un medico rispetto a quella di altri 1.000 dipendenti della sanità parmigiana, lo spirito di sacrificio di un gruppo rispetto all’intero mondo del volontariato, le qualità imprenditoriali di quello invece che di quell’altro che magari fa più fatturato, più utili e dà lavoro ad un numero di famiglie parmigiane 10 volte superiore, a quella scuola e non all’altra, a quella squadra di calcio piuttosto che alle miriadi di altre operanti in tutti gli sport…
Quando non sono chiari i criteri di selezione, è evidente che l’idea non dico “di un mercato delle vacche” ma di scelte totalmente discrezionali c’è, ed è inevitabile e giusto che ci sia. E ciò mina la credibilità della premiazione, con tutto il rispetto per l’Us Carignano o per gli Amici del Presepe che quest’anno l’hanno spuntata.
Sul discorso del sindaco… mah, nessuna novità o colpo d’ala, direi un sermone in perfetto stile S Ilario che ci sorbiamo da anni intriso di prudenza e volontà omnicomprensiva che annacquano i messaggi al punto che anche di questa omelia fra qualche giorno nessuno ricorderà più neppure una parola.
Di progetti e idee nuovi non se ne sono sentiti. Confesso che già oggi mi sono trovato in difficoltà a mettere un titolo sull’articolo su ParmaDaily dell’intervento del sindaco. Per dirla come Mourinho: “discorso di S. Ilario: zero titulo”. Poi me la sono cavata facendo un copia e incolla del titolo del comunicato diffuso dall’ufficio stampa del Comune: “Parma un modo di vivere”… uno slogan utilizzato già da mesi su depliant e manifesti che la dice lunga sull’originalità dei contenuti espressi durante la celebrazione.
Ho ascoltato con maggiore interesse la prima parte dell’orazione, quella più politica, ovvero la difesa della dell’azione dell’Amministrazione comunale in merito alla rinuncia alla metropolitana, al riconoscimento della gravità della vicenda TEP – MB, al sostegno degli investimenti sul welfare, alla necessità di contrarre mutui per realizzare nuove opere… tutte tesi già sentite più volte in questi mesi, a dire il vero, ma per S. Ilario ci si accontenta anche di questo.
Per il resto la solita retorica, gli slogan delle 4 C “Cultura, Cibo, Conoscenza, Creatività”, di “Parma, un modo di vivere”, gli immancabili riferimenti ai giovani…
Vignali ci ha però risparmiato i messaggi buonisti e ruffiani alla Casta in platea della serie “Facciamo Sistema”, “Ognuno faccia la sua parte”, “Vogliamoci bene”, “Non disturbiamoci a vicenda”. Non era scontato.
Ma nonostante questa sua clemenza, neppure quest’anno l’abbiamo scampata. Se per una volta tanto che non ce le propina il sindaco, le smancerie smielose le devono tirare fuori quelli dell’opposizione con le loro critiche: “Ci saremmo aspettati un discorso che univa la nostra Comunità, tutta assieme, in una visione condivisa”.
Mi chiedo: se non si sa cosa dire, non si fa più bella figura a tacere?
Va bè, forse è proprio una maledizione questo di Sant’Ilario!
Per fortuna per un anno nessuno ne parlerà più. 

                                                                                        Andrea Marsiletti

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