Freddi: “Effetto Parma è inesistente nel dibattito cittadino o fa assist alla Lega”

Caro Direttore,

se la questione della mozione Covid in Consiglio Comunale fosse stato solo uno scontro tra ortodossia e revisionismo, avremmo potuto pensare che la politica avesse preso il sopravvento all’improvvisazione ed alla retorica.

Purtroppo, così non è stato.

Nell’analisi di qualche mese fa, avevo scritto che Effetto Parma aveva bisogno di accreditarsi politicamente poiché inesistente nel dibattito cittadino nonostante rappresenti la “maggioranza”, ma che la prima uscita pubblica, la prima prova di alleanza con il PD si dovesse concretizzare in una mozione inopportuna per i tempi non ancora maturi – siamo ancora nel pieno della pandemia – e senza alcun dibattito preventivo in Consiglio Comunale che ha già deciso di assegnare riconoscimenti a chicchessia è semplicemente grottesco.

Riconoscimento che tiene conto solo degli “eroi”, veri o presunti, e non delle vittime – dirette o indirette – delle scelte sanitarie degli ultimi quarant’anni.

Scelte tecnico-politiche che, nonostante la spesa sanitaria del nostro paese sia in linea con la media europea, hanno impedito di soccorrere i tanti colpiti dal Covid 19 e scelte tecnico-politiche che non hanno applicato il piano governativo contro le pandemie redatto dopo la Sars del 2003, piano così attuale da sembrare essere stato scritto durante la pandemia del 2020.
Piano redatto seguendo le indicazioni dell’Oms, ignorato dai responsabili sanitari nazionali, che in caso di emergenza da virus dava indicazioni chiare su come muoversi.

Alla inopportuna e discutibile mozione congiunta, sommo l’assit politico regalato alla Lega, partito che si è visto bocciare poche settimane prima una mozione fotocopia per essere premiata poi nel consiglio di lunedì scorso, premio che la Lega utilizzerà in chiave propagandistica e anche di questo, l’importante è non accorgersene.

La politica parmigiana, meglio la classe politica rappresentata in Consiglio Comunale durante la pandemia si è occultata, nel momento in cui pochi assessori erano soli ad affrontare l’emergenza noi pavidi rappresentanti della democrazia locale eravamo a casa davanti a Netflix a mangiar patatine, ad incontrarci via piattaforma sociale guardandoci l’un l’altro le narici.

L’unica apparizione in presenza durante la pandemia, lo scatto fotografico “Parma non si ferma“, un’inutile comparsata senza alcun distanziamento fisico o protezione in via Farini, uno scatto benedetto dal Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, scatto superfluo e dannoso per la cittadinanza, cittadinanza che avrebbe preferito vedere la presenza fisica del consiglio nel discutere di azioni in città, azioni lasciate ai soli assessori con buona pace di chi invoca la centralità dell’istituzione Consiglio Comunale.

Una scelta quella della non presenza, codarda, mascherata da supposte cautele sanitarie non obbligatorie, una scelta che tanto dice del senso della Democrazia e dell’istituto democratico rappresentato dal Consiglio Comunale dai componenti della stessa.

Ora, questa classe politica che si è eclissata durante il consumarsi della tragedia, si erge a corpo protagonista dell’assegnazione di un riconoscimento a chi il suo dovere lo ha fatto, “categorie” che per certo non hanno bisogno di riconoscimenti strumentali di sapore elettoralistico.

E mentre le elezioni si avvicinano non so cosa prevarrà nell’alleanza tra EP e PD, se l’ortodossia o il revisionismo (LEGGI), credo la politica debba essere trasparente, laica e chiara, purtroppo un’altra occasione è stata persa in città per segnare un tratto di differenza sostanziale.

Applausi dalle destre…

MarcoMaria Freddi
Radicale, militante dell’Associazione Luca Coscioni e +Europa
Consigliere Comunale di Parma