“I cimiteri sono pieni di persone indispensabili”, l’eccezione è Michele Guerra per il centrosinistra di Parma (di Andrea Marsiletti)

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“I cimiteri sono pieni di persone indispensabili.”

Con questa frase Georges Benjamin Clemenceau voleva significare che tutte le persone sono sostituibili, nessuno è indispensabile.

Una regola generale in effetti valida, così come l’eccezione che la conferma: nessuno è indispensabile, eccetto Michele Guerra per il centrosinistra di Parma.

Oggi come oggi senza Guerra il centrosinistra di Parma è spacciato, forse neppure esiste.

Pertanto soprende l’azione di logoramento nei suoi confronti praticata da una parte del gruppo consiliare del Pd di Parma che, in snodi consiliari anche di non poco conto, lo ha tenuto sulle spine votandogli contro sull’aeroporto, mettendolo in difficoltà sulla via Emilia Bis e di recente facendogli mancare i voti sulla delibera del “Regolamento della partecipazione”.

Se sull’allungamento della pista del Verdi un “no” poteva trovare giustificazione nelle dichiarazioni elettorali (ferma restando la trasformazione da aeroporto cargo a passeggeri realizzata), sul “Regolamento della partecipazione” la libertà di voto al di fuori dei vincoli di maggioranza è insostenibile. Un regolamento, non me ne voglia l’assessora Daria Jacopozzi, a cui mi lega una comune propensione spirituale, che non interessa a nessuno, che nessuno mai leggerà, di cui nessuno avrebbe mai conosciuto l’esistenza.

Non può esistere che all’interno di un gruppo consiliare non si seguano le indicazioni della maggioranza o ci si senta liberi di presenziare o votare a piacimento. Così facendo non c’è più una maggioranza, perché saltano le basilari regole della democrazia interna. C’è il caos.

Ci sta quindi che il sindaco in consiglio comunale abbia definito la maggioranza “imbarazzante”.



Se non ci fosse sotto una strategia di logoramento, invece, saremmo di fronte a fenomeni di disubbidienza, protagonismo e sottovalutazione dagli esiti facilmente prevedibili come infausti, dal momento che Michele Guerra non è una persona disposta a rimanere vada come vada.

A valle di uno scenario estremo non sarebbero di certo i ribelli del Pd di Parma a guidare la città, ma Priamo Bocchi, piuttosto che Pietro Vignali o Federica Ubaldi.

A me pare lapalissiano.

Ho troppo rispetto per l’intelligenza degli esponenti del Pd per pensare non sia chiaro anche a loro.

Andrea Marsiletti

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