†  Il Vangelo di Maria Maddalena ci porta all’esperienza mistica di Dio (di Andrea Marsiletti)

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TeoDaily – Continuo nel mio commento al Vangelo apocrifo di Maria Maddelana (leggi parte 1).

Gesù se ne è appena andato, “i discepoli erano in afflizione,
versavano molte lacrime.
Maria allora si alzò,
li abbracciò tutti”.

Quando i maschi sono abbattuti e disperati perché Gesù è tornato in Cielo dal Padre, è una donna ad alzarsi in piedi e a consolarli. Il verbo che il Vangelo della Maddalena utilizza per descrivere questa alzata è lo stesso usato dai i Vangeli canonici per indicare la resurrezione. In un periodo storico e in un cristianesimo primitivo dove le donne valevano niente, in questo apocrifo Gesù innalza una donna alla guida della sua Chiesa. E’ bellissimo. E’ l’ennesimo atto rivoluzionario compito da Gesù.

Pietro disse a Maria:
“Sorella, sappiamo che il Signore ti ha amata
diversamente [più] delle altre donne.
Dì a noi le parole che egli ti ha detto,
di cui ti ricordi
e di cui non abbiamo conoscenza”.
Maria rispose: “Ciò che a voi non è stato dato di udire,
io ve l’annuncerò:
ho avuto una visione del Signore,
e gli ho detto:
“Signore, ti vedo oggi in questa apparizione”.
Egli rispose:
“Te beata, che non ti turbi alla mia vista.
Dov’è il nous, là è il tesoro”.

Questo è un passaggio fondamentale del Vangelo: due cristianesimi si trovano uno davanti all’altro, attualissimi.

Pietro, il capo della Grande Chiesa, chiede delle parole, dei contenuti, dei dogmi. Per Pietro la conoscenza di Dio si risolve nella dottrina, nell’erudizione, nell’intelletto. Più nozioni avrai più conoscerai Dio. Un catechismo di definizioni che ha plasmato la cultura cattolica (ad esempio, “Dio è l’essere perfettissimo, creatore del cielo e della terra. In Lui è ogni perfezione, senza difetto e senza limite. Egli è potenza, sapienza e bontà infiniti”.)

Maddalena racconta una visione, che non è un sogno o un’immaginazione, ma un’esperienza vissuta. Nel Vangelo gnostico di Maria Maddalena Dio è conoscibile per via esperienziale, non con la testa o il ragionamento.

Maddalena e Pietro si collocano su livelli completamente altri. Pietro rappresenta la dogmatica, la Maddalena ci porta nella mistica. Perchè la mistica altro non è che una conoscenza per esperienza.

 

† Terra Santa 15 – Nel cenacolo dell’Ultima Cena a Gerusalemme. Se Gesù mi avesse chiesto di organizzarla… (di Andrea Marsiletti)

 

Faccio un esempio. Cos’è un risotto alla banana e gorgonzola (quello che avrei cucinato nell’Ultima Cena).

Pietro risponderebbe: “E’ la combinazione di riso (alimento dal colore bianco composto per il 78% da carboidrati e per il 7% da proteine), banana (frutto giallo formato per il 76% da acqua) e gorgonzola (formaggio erborinato dal sapore forte, contenente un 30% di grassi, ottenuto tramite le trasformazioni chimiche determinate da muffe).

La Maddalena invece risponderebbe: “Tosta il riso, cuocilo, aggiungi le banane e la gorgonzola. Cucinalo e assaggialo. L’unico modo per conoscere questo risotto è mangiarlo.”

La Maddalena è stata scelta per conoscere il mistero di Gesù Risorto per via diretta anche nei vangeli canonici, ma mentre in quelli ha visto nel sepolcro un corpo resuscitato con gli occhi biologici, nel vangelo apocrifo ha una visione con il nous, ovvero con l’organo che nella cultura gnostica è quello addetto alla conoscenza (oggi diremmo “con gli occhi del cuore”) che tutti abbiamo dentro di noi ma che dobbiamo sviluppare attraverso un percorso spirituale. Un percorso che la Maddalena ha compiuto, Pietro no.

Per gli gnostici non ci sono né la croce né la resurrezione del corpo di Gesù. Sono due elementi reali che non gli interessano, perchè non sono nè la croce nè la resurrezione a salvarci, ma la conoscenza tramite esperienza (“Dov’è il nous, là è il tesoro”) dopo esserci separati dall’io e da tutto ciò che non ha valore perchè non eterno.

E’ solo quando Gesù se ne va, quando non c’è più nulla da vedere, quando tutto tace, quando il sensibile scompare che possiamo esperire il tutto. E’ solo quando crollano le idee e i concetti che abbiamo di Dio, le sue definizioni, raffigurazioni, proiezioni su di Lui delle nostre speranze e paure, che possiamo conoscerlo.

Siamo al centro della mistica.

Un detto orientale dice: “Se vedi il Buddha per strada, uccidilo”, intendendo che se lo riconosci con le categorie e l’intelletto umani non è lui.

Anche Paolo si converte e incontra Dio mentre è acciecato e non può vedere che il nulla.

Nella Chiesa di oggi si è persa la parola “mistica”. Parlano di “sostenibilità” e di “gender” ma nessuno parla di mistica.

Dovendo indicare chi ai giorni nostri si avvicina alla Maddalena, direi le monache di clausura.

Nel silenzio, nel vuoto, nella contemplazione fanno esperienza viva di Dio.

Sono emanazione di amore.

Ed essere pura emanazione d’amore, come insegna la Maddalena, vuol dire vivere in Dio, vuol dire essere a immagine e somiglianza di Dio, vuol dire essere in Dio.

Dal Vangelo di Maria Maddalena. To be continued…

Andrea Marsiletti

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