Inaugurato il nuovo parco cittadino dedicato a Enzo Tortora

Si è svolta questa mattina la cerimonia di intitolazione del parco Enzo Tortora, noto presentatore televisivo, vittima di un clamoroso errore giudiziario nel 1893.  

Al momento hanno partecipato, per il Comune di Parma, il Sindaco Michele Guerra, l’Assessora alla Toponomastica Daria Jacopozzi, l’Assessore alla Legalità Francesco De Vanna. Presenti anche Michele Cammarata, Presidente della Camera Penale di Parma, Francesca Scopelliti compagna di Enzo Tortora, Paolo Moretti e Elisa Furia già rispettivamente Presidente e Segretario della Camera Penale di Parma e Davide Varì e Roberto Sensi rispettivamente direttore e amministratore del Dubbio.  

Il Sindaco, Michele Guerra, ha dichiarato: “La richiesta di dedicare un parco ad Enzo Tortora ci era arrivata dalla Camera Penale di Parma ed è stata accolta con grande condivisione dalla Commissione Toponomastica. Oggi sarebbe stato il novantacinquesimo compleanno di Enzo Tortora, ricorrono i 40 anni dal suo arresto nel 1983. Celebriamo un uomo di televisione la cui vicenda rappresenta ciò che la giustizia non deve essere: un monito costante per la nostra società e per i nostri governi perché si lavori in modo che non si ripetano situazioni come quella in cui si è trovato Enzo Tortora”. 

L’Assessore alla Legalità Francesco De Vanna ha dichiarato: “Abbiamo accolto subito l’invito della Camera Penale di Parma di intitolare un parco cittadino alla memoria di Enzo Tortora per il valore civico che la sua storia rappresenta e per l’importanza e la rilevanza storica della sua battaglia, in modo che sia un monito ed insegnamento civico anche per le nuove generazioni e non se ne disperda la memoria”.   

L’Assessora alla Toponomastica Daria Jacopozzi, ha dichiarato: “Comune e Camera Penale di Parma hanno condiviso l’idea di promuovere attraverso la figura di Enzo Tortora la buona giustizia. Ricordiamo Enzo Tortora con un parco a lui dedicato, in quanto esempio drammatico di un errore giudiziario che gli ha stravolto l’esistenza e che è stato riscattato a fronte di un impegno civile in nome della verità e della buona giustizia”.  

Michele Cammarata, Presidente della Camera Penale di Parma, ha espresso soddisfazione per la conclusione di una richiesta di intitolazione nata proprio dalla Camera Penale di Parma e condivisa da Comune e Commissione Toponomastica. La vicenda di Enzo Tortora deve servire da monito per il futuro perché errori giudiziari così gravi non si ripetano più.  

Francesca Scopelliti compagna di Enzo Tortora, ha dichiarato: “Sono molto felice della decisione del Comune di Parma di dedicare un parco cittadino ad Enzo Tortora, ancor più per il fatto che proprio oggi avrebbe compiuto 95 anni. Enzo Tortora era un uomo semplice e non amava le celebrazioni. Ha pagato con un arrestato ingiusto e con accuse gravi ed infamanti, ma ha saputo fare della suo caso una battaglia per la giustizia. Lui diceva “il caso Tortora è il caso Italia”. Enzo ci lascia un’eredità e questa targa non lo celebra lo ricorda pechè, come diceva Primo Levi, il futuro deve fondarsi sulla memoria per evitare di commettere errori come quelli fatti in passato”.  

L’intitolazione fa seguito all’approvazione da parte della Commissione Consultiva toponomastica del Comune di Parma, su richiesta della Camera Penale di Parma.  

Considerato tra i fondatori della televisione italiana, Enzo Tortora condusse La Domenica Sportiva ed ideò il famoso programma Portobello. Il suo nome è ricordato per un clamoroso errore giudiziario, tanto da essere noto come il “caso Tortora”. Il conduttore televisivo, infatti, fu accusato, di gravi reati, ai quali in seguito risultò totalmente estraneo, sulla base di accuse formulate da soggetti provenienti da contesti criminali. Il 17 giugno 1983 fu per questo arrestato e imputato di associazione camorristica e traffico di droga. Arrestato e condannato a 10 anni di reclusione venne poi assolto dalla Corte d’Appello di Napoli, sentenza confermata in Cassazione nel 1987. 

Nel pomeriggio di oggi, giovedì 30 novembre, la Camera Penale di Parma, con il patrocinio del Comune di Parma, e in collaborazione con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Parma e la Fondazione dell’Avvocatura Parmense, ha organizzato, alle 16, nell’Aula dei Filosofi della Facoltà di Giurisprudenza, il convegno dal titolo. “Enzo Tortora: dove eravamo rimasti?”.  

 

Biografia. Enzo Tortora.  

Nato a Genova il 30 novembre 1928. Deceduto a Milano il 18 maggio 1988. Conduttore ed autore televisivo, conduttore radiofonico, attore, giornalista, politico italiano, vittima di errore giudiziario. Enzo Tortora nasce a Genova il giorno 30 novembre 1928. Dopo aver passato il periodo universitario nella sua città natale, si trasferisce nella capitale. A Roma, all’età di 23 anni, viene assunto dalla Rai per condurre il programma radiofonico “Campanile d’oro”. Il debutto in televisione arriva nel 1956 in “Primo applauso”, assieme a Silvana Pampanini. Dopo “Telematch” sarà la trasmissione “Campanile sera” di Mike Bongiorno a lanciare Enzo Tortora come conduttore. Cura i collegamenti con i paesi dell’Italia settentrionale e ha così l’occasione di legare con il mondo della provincia. Per un contrasto con i dirigenti della Rai si trasferisce in Svizzera dove presenta “Terzo Grado”. Rientra poi a Roma e la Rai gli affida due trasmissioni: “Il gambero” e, dal 1965 al 1969, “La domenica sportiva”. Arriva un nuovo allontanamento ed Enzo Tortora si ritrova a lavorare con alcune emittenti private, collaborando come giornalista anche presso alcuni quotidiani. Torna all’azienda Rai dopo sette anni. Inizialmente lo troviamo accanto a Raffaella Carrà in “Accendiamo la lampada” (1977); poi arriva la trasmissione che lo consacra come vera icona tv, “Portobello”, programma di grande successo che fa registrare oltre 26 milioni di telespettatori di media. Dal punto di vista mediatico si tratta del primo esempio di quel genere definito poi “tv verità”. Nel 1982 passa a Mediaset, approdando a Retequattro, per condurre “Cipria”. Nella primavera del 1983 Tortora è impegnato assieme a Pippo Baudo alla guida della rubrica elettorale “Italia parla”. Il 17 giugno 1983, sulla base delle accuse di un pentito della camorra, Enzo Tortora viene arrestato con l’accusa di associazione camorristica e traffico di droga. Inizia per lui un calvario che lo porterà ad impegnarsi per la difesa dei diritti umani. Entra anche in politica: un anno dopo l’arresto è europarlamentare nelle liste dei Radicali. Il 20 febbraio 1987 la Corte di Cassazione, al termine di un lungo e travagliato iter processuale, lo assolve. Enzo Tortora è ormai diventato un simbolo della malagiustizia. Ritorna al suo lavoro e ritorna in televisione, prima con una nuova edizione di “Portobello”, poi con “Giallo”; Enzo Tortora non è più quello di prima: a tutti appare assai provato. Enzo Tortora muore la mattina del 18 maggio 1988 nella sua casa di Milano, stroncato da un tumore. A Tortora è stata dedicata la Biblioteca Enzo Tortora a Roma e la Fondazione per la Giustizia Enzo Tortora, presieduta dalla compagna, Francesca Scopelliti. Sulla sua vicenda è stato girato il film “Un uomo perbene” (1999, di Maurizio Zaccaro), con Michele Placido nel ruolo del protagonista.