INTERVISTA – Franco Torreggiani (Pd): “I CCV non hanno funzionato, dovremmo ripristinare i quartieri o le circoscrizioni. Guerra guida un’amministrazione nuovissima, il dualismo Pd-Effetto Parma non lo ricorda più nessuno”

Lombatti
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Intervista a Franco Torreggiani, consigliere comunale del Pd e presidente della Commissione Urbanistica del Comune di Parma.

Come sta andando il processo iniziale di coinvolgimento dei cittadini nella stesura del nuovo PUG (Piano Urbanistico Generale) del Comune di Parma?

Il 28 settembre si è tenuta la prima riunione della Commissione Urbanistica incentrata sul Pug, il nuovo strumento urbanistico previsto dalla legge n° 24/2017 della Regione Emilia Romagna che, prima in Italia, si è posta il problema di limitare il consumo di suolo agricolo nelle nuove costruzioni.

Nei tre giorni successivi, sempre presso il complesso monumentale San Paolo, l’assessorato all’Urbanitica, insieme al gruppo di lavoro per la stesura del Pug guidato dall’Architetto Andreas Faoro, ha organizzato un intenso lavoro di consultazione delle diverse categorie imprenditoriali e sindacali della città sui sette scenari tematici del Pug stesso, e quindi, a partire dal 24 ottobre, con cinque riunioni nelle quali sono stati concentrati i 13 quartieri, il Pug è stato sottoposto a una prima, libera e partecipata disamina dei cittadini.



Le mie prime impressioni sono sicuramente positive, nonostante le ovvie difficoltà che sorgono nell’affrontare tematiche completamente nuove e complesse, come il consumo di suolo e l’esigenza di virare tutta l’urbanistica sulla riqualificazione e rigenerazione del patrimonio immobiliare esistente, che a mio parere non sono più rinviabili.

Sono convinto che il coinvolgimento di tutte le componenti della città e di ogni singolo cittadino, in un’operazione di siffatta portata innovativa, sia di fondamentale importanza e i primi riscontri, sia nella partecipazione delle categorie economiche e culturali che dei singoli cittadini nei quartieri, sono stati molto buoni e vissuti.

Come credi, in generale, possa essere intensificata la partecipazione dei cittadini all’attività amministrativa?

La questione della partecipazione dei cittadini all’attività amministrativa, oltre che per la condivisione delle scelte urbanistiche di cui sopra, è un problema vero che dobbiamo affrontare.

Tra qualche mese terminerà l’esperienza dei CCV che, pur ringraziando tutti i cittadini volontari che vi hanno preso parte, non è stata un tentativo riuscito per la realizzazione del decentramento.

Io rifletterei seriamente sul reinserimento dei quartieri o circoscrizioni, come recita l’articolo n° 17, 3° comma, del Testo Unico degli Enti Locali “I comuni con popolazione tra i 100.000 e i 250.000 abitanti possono articolare il territorio per istituire le circoscrizioni del decentramento ecc.”.

In questo caso bisognerebbe riattrezzare il nostro Comune degli appositi regolamenti, si eleggerebbero i rappresentanti dei cittadini, in ogni quartiere o circoscrizione, in contemporanea con le elezioni comunali ottenendo organismi decentrati autorevoli e riconosciuti.

E anche la vacatio tra la fine dei Ccv e l’elezione dei nuovi quartieri si potrebbe risolvere con un accordo in Consiglio Comunale per nominare temporaneamente nei quartieri rappresentanti dei Gruppi attualmente presenti in Consiglio Comunale.



Venendo alle questioni politiche, a distanza di 5 mesi dall’insediamento della nuova maggioranza, che clima si respira all’interno della coalizione? Il dualismo Pd-Effetto Parma è stato definitivamente superato?

Questa amministrazione è nuovissima: nuovo il sindaco, nuovi gli assessori (uno soltanto, Bosi, era nella passata amministrazione) e in gran parte nuovi anche i consiglieri comunali. E l’idea di “partire in quarta”, più che farci sembrare diabolici, avrebbe rischiato di portarci fuori strada. Ma il tempo dell’apprendere per poi decidere è stato brevissimo. E adesso siamo quasi tutti “sul pezzo”. Con l’obiettivo di metterci in relazione con la città, con una particolare attenzione “alla cura”; con la voglia forte, anche se non strombazzata, di affrontare e risolvere i grossi problemi (stadio, aeroporto, ricadute economiche derivanti dalla guerra) che ci siamo trovati tra le mani. Del dualismo PD-Effetto Parma credo non ricordi più nessuno. Il successo elettorale è stato talmente netto da convincerci tutti a pensare al futuro della città senza rivolgere neanche uno sguardo al passato.

Come vedi il futuro del Pd?

Questo è un problema che mi preoccupa molto. Il tentativo di Enrico Letta di ragionare su un’alleanza larga si è trasformato nella decisione di Calenda e, soprattutto, di Conte di contendere voti al Partito Democratico. Poi, dopo il risultato non soddisfacente alle elezioni politiche, e nonostante l’ottima prestazione alle amministrative di qualche mese prima, ci siamo incamminati in un’avventura congressuale complessa, guidata da un segretario dimissionario e che, lo speriamo, dovrebbe portarci al rilancio del partito.

Per parte mia credo che, almeno a Parma, dobbiamo partire dall’ottimo risultato ottenuto in città per cercare alleanze con tutto il partito provinciale e per rafforzare la nostra presenza riformista e di governo in tutto il nostro territorio.

Andrea Marsiletti

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