INTERVISTA – Manuel Marsico: “In città il PD è dalla parte giusta. Abbiamo lasciato il segno su personale, tariffe e lavori pubblici. Schlein è tranquillamente radicale”

Lombatti
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Manuel Marsico, consigliere comunale Pd Parma

Manuel Marsico è stato la sorpresa delle ultime elezioni comunali di Parma raccogliendo 665 preferenze, risultando il terzo consigliere comunale più votato in assoluto dopo Lorenzo Lavagetto e Caterina Bonetti.

Oggi è quindi un rappresentante del Pd in consiglio comunale.

Lo abbiamo intervistato sulle primarie e sui principali temi amministrativi che sta affrontando l’Amministrazione Guerra (fiere, aeroporto, stadio).

E’ nota la tua scelta per Elly Schlein alle primarie del Pd. Cosa pensi abbia in più da dare al Pd rispetto a Bonaccini?

Cerchiamo di dividere forma e sostanza. Riguardo alla forma, beh, penso che Elly abbia una marcia in più sia in termini di comunicazione che di credibilità. Provo a spiegare meglio: il linguaggio di Elly è pacato, tranquillizzante e allo stesso tempo coraggioso. Ascoltando, guardando penso che nessuno possa sentirsi spaventato ma, allo stesso tempo, tutti percepiscano una qualche forma di radicalità. Ecco, penso che se dovessi scegliere un linguaggio con cui parlare alla mia generazione e nel nostro tempo sarebbe proprio questo: tranquillamente radicale. In più, penso che si debbano aprire le porte a tutti i mondi che in questi anni hanno abbandonato un sogno collettivo e su questo penso che un profilo di discontinuità sia ciò su cui fondare ogni forma di credibilità.

Venendo alla sostanza, i due pilastri della proposta politica della Schlein sono ambiente e lavoro. A partire da questo si ridistribuiscano risorse pubbliche e si mobilitino energie private nel paese. Penso che questa mozione sposti un po’ più in là la barra.

In queste primarie sono davvero saltate le correnti del partito, anche a Parma?

Sarò sincero, parlare di correnti in un partito così ridotto in termini di iscritti troppo spesso è riducibile a una disputa su nomi e posti. Le correnti non sono il male, ma per esistere e fare il bene del partito devono essere espressione di idee. Non facevamo – di fatto – un congresso da dieci anni (Renzi-Cuperlo-Civati), penso sia l’occasione per riallineare un po’ gli schemi, ma soprattutto per riattivare la partecipazione.

Su Parma, beh, idee diverse ci hanno divisi soprattutto nel giudizio sull’amministrazione passata e sulla linea da tenere. Oggi si parla per fortuna di altro e sta a noi dimostrare di saper portare a casa dei risultati.

L’Amministrazione Guerra ha davanti a sè tre partiti delicatissime: Fiere, aeroporto, Stadio Tardini. Ci puoi fare il punto?

Provo a dire la mia.

Il sistema fiere è un sistema fondato su alleanze che nel tempo si fanno e si disfanno e che per sua natura (economie di scala crescenti) risponde a una tendenza accentratrice. In tutto questo Parma? Parma deve guardare al futuro cercando di garantire il territorio. Tra statuti e “operazioni non convenzionali” penso che le istituzioni abbiano tutti gli strumenti per dire “sì” mettendo le condizioni giuste.

La partita aeroporto, invece, mi ha visto coinvolto sin dal 2020. La città ha voluto dire no ai cargo e sindaco e giunta hanno tenuto la linea. Ora stiamo a vedere quanto spazio di manovra ci sarà nel mercato dei passeggeri, ragionando poi sui dodici milioni di contributi regionali.

Infine, sullo stadio penso che una certezza ce l’abbiamo: volendo o nolendo resterà li. Su questo una sola cosa, chi dice che la scelta più ecologica sia spostarlo penso che non stia cogliendo nel segno. Migliaia di persone oggi possono raggiungere lo stadio a piedi o in bici. Questa cosa non deve cambiare. Poi, vedo le mille criticità potenziali: il cantiere, il Parma lontano due anni, i novant’anni di concessione, le tipologie di funzioni commerciali, la mobilità. Penso che il ruolo di noi consiglieri sia quello di valutare ogni singolo aspetto della proposta di progetto quando sarà depositata dicendo dei sì e dei no.



Il PD è l’azionista di maggioranza dell’Amministrazione Guerra avendo la maggioranza assoluta dei consiglieri comunali. In cosa si è visto il ruolo del tuo partito in questi primi 6 mesi?

Non è facile imparare a essere maggioranza e in questi sei mesi abbiamo provato a farlo. Ancora tanto c’è da fare nella crescita del rapporto tra gruppo consiliare e partito. Tuttavia, i primi segnali sono stati lasciati e cito tre questioni: personale, tariffe, lavori pubblici. Investire in questo momento sulla macchina del Comune era condizione necessaria. Non toccare le tariffe dei servizi educativi significa tenere saldamento al centro il ruolo dell’istruzione universale. Incrementare gli investimenti in edilizia pubblica residenziale è necessaria conseguenza dell’idea che la casa sia un diritto. Non fosse altro che per questo, mi sento di dire che per quanto mi riguarda il Partito Democratico è in città, oggi, dalla parte giusta.

Su quali temi sarai più impegnato nei prossimi mesi?

Per fortuna non sono solo e, quindi, decideremo su cosa spenderci con tutti coloro che ci hanno dato una mano in campagna elettorale o che dopo si sono avvicinati alla nostra esperienza.

Il primo semestre è stato dedicato all’energia e abbiamo portato come gruppo consiliare in consiglio comunale una mozione che impegna la giunta a diversi provvedimenti. Se, poi, devo dirti su cosa desidero io lavorare, ti direi la mobilità pubblica: tariffe, preferenziali, ferrovie e corse.

Andrea Marsiletti

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