INTERVISTA – Sabrina Alberini (Lega): “Abbiamo rinunciato a una nostro candidato perchè Vignali è la figura più adatta per tenere insieme tutte le anime del centrodestra”

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Lombatti

Sabrina Alberini è la commissaria provinciale della Lega di Parma.

L’abbiamo intervistata per conoscere il suo punto di vista sulle elezioni comunali di Parma che si stanno avvicinando.

Alla fine la Lega ha deciso di appoggiare la candidatura di Pietro Vignali. Cosa vi ha convinto della sua proposta?

Parma ha bisogno di un progetto nuovo, inclusivo, capace di tenere insieme tutte le anime del centrodestra. La figura di Vignali è quella che, più di tutte, è in grado di interpretare queste esigenze. Per responsabilità verso la città, la Lega, che pure vanta una squadra di amministratori di esperienza e un forte radicamento sul territorio, ha scelto di fare un passo avanti, rinunciando a un proprio candidato, per sostenerne uno unitario.

La Lega, pur non in Consiglio comunale, era all’opposizione di Vignali quando questi era sindaco. Cosa è cambiato da allora?

Sono cambiati le esigenze della città e il contesto politico. 10 anni di amministrazione Pizzarotti hanno dimostrato che competenza e visione sono imprescindibili per chi si candida a guidare un Comune e può scegliere se realizzare infrastrutture o lasciarle ad altre città. Se difendere l’orgoglio e la tradizione della sua Comunità, o promuovere spese inutili, forme di integrazione impossibile e degrado.

Su quali temi in particolare la Lega si impegnerà in campagna elettorale?

Chi abita e lavora a Parma lo sa: la città è sporca e insicura. Per questo, e non solo per vocazione, la Lega si impegna a restituire dignità e sicurezza ai parmigiani con proposte di buonsenso, già applicate con eccellenti risultati, in alcuni casi addirittura anche da amministrazioni di sinistra. Penso al ripristino dell’unità cinofila e della figura del vigile di quartiere, ad un nuovo regolamento di polizia locale che sanzioni davvero chi sporca o consuma alcolici fuori da spazi consentiti e limiti il proliferare di negozi etnici e money transfer. Ci sono poi questioni legate all’identità di Parma che per noi sono fondamentali e hanno risvolti concreti per la vita dei parmigiani: la difesa del Teatro Regio e del Festival Verdi, dei negozi storici e dei nostri prodotti locali. Oltre necessariamente ad un impegno speciale per le famiglie, per gli anziani e per chi rischia di rimanere indietro, anche a causa della crisi energetica.

Il centrodestra sarà compatto su Vignali? Temi una competizione o, peggio, una spaccatura a destra?

Le porte per chi vuole collaborare a far uscire Parma dall’isolamento sono sempre aperte. L’occasione è storica e auspico che tutti gli schieramenti di centrodestra saranno uniti, insieme alle civiche, nel sostenere il sogno di una Parma all’altezza della sua storia e per spezzare il patto delle poltrone, fra PD e l’ombra di Pizzarotti, Michele Guerra.

Come vedi lo schieramento di centrosinistra? Quali sono i punti deboli di Michele Guerra?

Mi attengo ai fatti rilevanti per i parmigiani. Chi ieri è stato causa dei problemi di degrado e insicurezza, potrà risolverli domani? Chi ha isolato culturalmente la nostra città, nonostante l’occasione di Parma capitale italiana della cultura, potrà riportarla dove merita? Il PD che ha premiato, per logiche di partito, gli interessi di Bologna e Reggio Emilia, smetterà di farlo? Ed è credibile il suo abbraccio a Pizzarotti, dopo 10 anni di opposizione senza sconti? La risposta a tutte queste domande è no. Quello stesso no che i parmigiani sussurrano nelle piazze dei quartieri, da parecchi mesi.

Andrea Marsiletti