La Vecchia Guardia imperiale vignaliana rimbraccia le armi (di Andrea Marsiletti)

Lombatti
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Erano rimasti in ibernazione per dieci anni (leggi: Il risveglio del centrodestra di Parma dopo dieci anni di ibernazione).

Adesso sono tornati.

Alla grande.

Alla presentazione di sabato scorso della candidatura di Vignali c’erano tanti politici degli anni passati. Sembrava il richiamo alle armi della Vecchia Guardia imperiale napoleonica, quella composta dai veterani più valorosi che avevano combattuto almeno tre campagne sotto la guida di Bonaparte. Era l’elite militare del 1800 che aveva trionfato in Egitto, a Marengo, Ulma, Austerlitz, e anche partecipato alla disfatta in Russia.

Il messaggio pubblico che sta passando è che oggi nel centrodestra di Parma aver fatto parte dell’Amministrazione Vignali è già in sè motivo per rimettersi in marcia, un moto d’orgoglio, forse la più prestigiosa delle medaglie al petto. Come quando Napoleone disse ai suoi soldati: “Vi basterà dire: io ero nella battaglia di Austerlitz, perché tutti rispondano: ecco un valoroso!”.

Ma c’è uno che è tornato più degli altri, e non si chiama Pietro Vignali, ma Giovanni Paolo Bernini.

E’ riapparso dall’esito di Sant’Elena più influente di quando era presidente del consiglio comunale e assessore comunale. In quegli anni figurava sì tra i consiglieri comunali più votati con 2000 preferenze, era non dico un portatore d’acqua, ma non un leader. Viveva all’ombra del Ministro Lunardi di cui a Roma era consigliere fidato, chiuso a Parma da Luigi Villani e Giampaolo Lavagetto che contavano più di lui dentro e fuori il partito.

Oggi Bernini, una volta conquistata la fiducia del senatore e commissario provinciale Enrico Aimi, è assurto a numero 1 di Forza Italia che ha posizionato in mezzo al campo a dare le carte nel centrodestra di Parma, stringere alleanze, individuare il candidato e a creare strategie.

Nessun altro di loro partecipa da mesi a talk show sulle tv di Mediaset o viene intervistato sulle testate nazionali come scrittore o come politico.

E’ stato Bernini, più di un anno fa, a ipotizzare il ritorno sulla scena politica di Vignali con parole che allora facevano tenerezza per l’alto tasso nostalgico quando non sembravano deliranti.

E’ stato lui a sostenere la candidatura a sindaco di Pietro Lunardi, intorno alla quale ha unito tutto il centrodestra locale, di fatto preparando il terreno condiviso per l’avvento di Vignali.

E’ lui che, pubblicamente, con l’atteggiamento del buon samaritano, apre a destra “agli amici di Fratelli d’Italia perchè convergano su Vignali” (leggi).

E’ lui che spazia oltre il perimetro della coalizione, lancia l’amo e battezza Dario Costi come nuovo Tommasini, riconoscendogli qualità e interlocuzione (leggi)

E mentre Bernini fa e disfa, tesse e ricama, Lega e Fratelli d’Italia, che insieme hanno cinque volte i voti di Forza Italia, organizzano banchetti, stanno a guardare o a leggere le sue intervista sui giornali.

Con la Vecchia Guardia tornerà anche la grandeur della Parma Petit Paris.

E’ la rivincita attesa da dieci anni.

La Garde meurt et ne se rend pas!” (“La Guardia muore, ma non si arrende!”) urlavano i veterani sotto il tiro dei cannoni inglesi a Waterloo.

E’ la battaglia finale.

Questa volta davvero l’ultima.

Anche per loro.

Andrea Marsiletti

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