La metamorfosi di Dario Costi: la farfalla che diventa bruco (di Andrea Marsiletti)

Carbognani
Lombatti
Dario Costi invitato a cena da una famiglia parmigiana

MA Space – L’incontro di due persone è come il contatto tra due sostanze chimiche: se c’è una qualche reazione, entrambi ne vengono trasformati.

Dario Costi, candidato civico a sindaco di Parma, di persone ne ha incontrate molte in questa campagna elettorale che ha iniziato un mese prima degli altri, ed è cambiato tanto.

Entrò in politica come il professore universitario che allestiva mostre sulla rigenerazione urbana a Parma e in giro per l’Italia, che organizzava convegni e tavole rotonde, che filosofeggiava di urbanistica sui giornali. I suoi mondi di riferimento erano quelli dell’università, dell’Unione Parmense degli Industriali, della parrocchia.

Era un uomo delle elite della città, e non a caso Carlo Calenda mise subito gli occhi su di lui.

In questi ultimi mesi Costi si è trasformato o, forse, ha espresso se stesso.

Adesso va nei mercati, è diventato un punto di riferimento dei Comitati, non frequenta più (o solo) i salotti della “Parma bene” ma si fa invitare a cena a casa dei cittadini che lo vogliono conoscere.

Sembra essere diventato un candidato anti-sistema, contro l’aeroporto Cargo, contro la riqualificazione proposta del Tardini, contro il passato di Vignali, contro il Comune di Parma, contro la Regione Emilia Romagna.

Le tante proposte che fa ogni giorno sono tarate sui quartieri, sulle strade, sulle esigenze primordiali del popolo di vivere sicuro in una città pulita.

E quando si cambia dentro, non si può continuare a vivere con gli stessi oggetti. La giacca e le calze rosse alla moda hanno lascia spazio alle T-Shirt bianche e alle scarpe da ginnastica, l’auto elettrica radical chic al furgone, l’iconografia delle mura farnesiane a quella delle snikers consumate che sono assurte a simbolo della sua lista elettorale.

E’ cambiata anche la sua comunicazione. Non ci sono più i didascalici articoloni sui giornali ma post e video sui social sfidanti, fuori dagli schemi della politica, financo minacciosi, con un linguaggio che vuole farsi comprendere da tutti per parlare a tutti.

E’ solo una finzione elettorale la sua? Credo di no. Perchè certe posizioni assunte da Costi non sono nè neutre nè indolori, lo posizionano in campagna elettorale e anche dopo. Lo sa bene. Sa bene che per lui nulla sarà più come prima.

Mentre sul consenso di altri è possibile fare stime, su quello di Costi è azzardato ipotizzare percentuali. Quanto ha prodotto la sua campagna elettorale casa per casa? Quanto riesce a essere empatico dopo aver passato vent’anni dietro una cattedra? Quanto valgono Azione e Civiltà Parmigiana che lo appoggiano?

Di certo se riuscisse ad andare al ballottaggio sarebbe l’avversario più pericoloso per tutti e con ogni probabilità vincerebbe le elezioni.

Costi ha cambiato se stesso per cambiare la città.

Una sfida difficile.

Perchè di solito le cose non cambiano, siamo noi che cambiamo.

E niente come tornare in un luogo rimasto immutato ci fa scoprire quanto siamo cambiati.

Andrea Marsiletti