La mia relazione al seminario sullo Juche in Corea del Nord applaudita dal vice di Kim Jong Un

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Andrea Marsiletti

La partecipazione come relatore al seminario internazionale sull’ideologia dello Juche e sull’antimperialismo è stato il momento clou della mia visita in Corea del Nord (leggi reportage completo a fondo pagina).

Modestia a parte, non so quanti altri italiani abbiano relazionato sull’ideologia della Corea popolare davanti ai delegati dei Centri Studi Juche di una trentina di Paesi ma soprattutto davanti al vice del Grande Maresciallo Kim Jong Un, Kim Ki Nam, vice presidente del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori, Thae Hyong Chol, presidente dell’Università Kim Il Sung e Ministro dell’Educazione, e altri insigni esponenti del Partito dei Lavoratori di Corea e dell’esercito dell’Armata popolare… sotto le gigantografie del Grande Leader Kim Il Sing e del Grande Dirigente Kim Jong Il. Secondo me pochi, mi piace credere nessun altro.

Quel discorso l’avevo preparato con cura in Italia e lo avevo fatto leggere preventivamente per un loro parere ad alcuni compagni tra cui la lepre maoista Massimo Rutigliano e Chiara, cantante di un coro parrocchiale di Parma, per ricevere da lei un punto di vista più esterno.

L’organizzazione governativa del Convegno mi ha chiesto il testo il giorno prima perchè potessero tradurlo in inglese, francese, spagnolo, russo e cinese e farlo comprendere ai vari delegati internazionali attraverso delle auricolari mentre il sottoscritto lo avrebbe letto in italiano. Nel testo tradotto non è stata riportata una citazione di Lenin che avevo inserito. La cosa inizialmente mi ha sorpreso perchè ho sempre considerato Lenin un po’ un passepartout, che va bene in ogni occasione… perchè è stato sufficientemente determinato per piacere alla frangia più radicale ma è stato più malleabile del suo successore Stalin e quindi più “potabile” per le sensibilità più moderate. In effetti, col senno di poi, comprendo che non avesse senso citare Lenin al convegno internazionale dello Juche, trattandosi di periodi storici, storie, strade verso il socialismo diversi…

Nella mia relazione ho fatto un parallelismo tra l’avanzamento dello Juche in Corea e la regressione delle sinistra comunista in Italia, ho spiegato chi sono il Pd e Renzi, ho accennato al problema dell’immigrazione nel nostro Paese.

Il mio intervento, al pari di quello di tutti gli altri, è stato ripreso dai giornali e della tv nazionale della Corea del Nord, finendo sulla prima pagina del Pyongyang Times, sotto il tradizionale articolo su Kim Jong Un, che tutti i giorni apre il giornale (nella foto si vede anche il sottoscritto).

E’ stata una bella soddisfazione scendere dal palco tra gli applausi e poi, durante la cena in hotel, ricevere i complimenti personali del vice di Kim Jong Un che è venuto a stringermi la mano dicendomi “Sarai sempre il benvenuto in Corea, ti aspettiamo presto di ritorno.” Gli ho risposto: “Compagno, puoi contarci”.

Andrea Marsiletti

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REPORTAGE DALLA COREA DEL NORD (05-12 settembre 2016). Di Andrea Marsiletti

1. I giovani cantano il Maresciallo Kim Jong Un. Video

2. Arrivo a Pyongyang… in una suite dell’hotel Koryo

3. La Torre Juche: la torcia dell’ideologia

4. L’arte del socialismo reale nella metropolitana di Pyongyang

5. Un inchino davanti alle statue di Kim Il Sung e Kim Jong Il

6. Pyongyang: palazzi sovietici, pochi negozi, nessun consumismo

7. Visita all’orfanotrofio di Pyongyang

8. I cartelloni politici lungo le strade di Pyongyang che indicano al Popolo la via verso il Socialismo

9. Piazza Kim Il Sung e il monumento al Partito del Lavoro

10. Visita alla Casa natale di Kim Il Sung… e poi tre ore di lezione sull’ideologia dello Juche

11. La consegna della spilla ufficiale del Partito comunista dei Lavoratori della Corea del Nord

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