La solitudine di Guerra in Conferenza dei Servizi sull’aeroporto. Serve il miracolo (di Andrea Marsiletti)

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Era il 10 ottobre 2016 quando il Comune di Parma emetteva un comunicato stampa ufficiale intitolato trionfalmente “Aeroporto, verso il decollo per i cargo“.

Quella perla è lì tutta da leggere, ancora pubblicata sul sito dell’Ente (leggi).

Nel comunicato si parlava dell’accordo con Etihad, definita con enfasi “la terza società al mondo nel settore cargo”, gente che ci sa fare con i cargo, che non scherza, che ti manda qui tutti i cargo che vuoi.

L’allora direttore di Sogeap Federico Wender annunciava senza giri di parole “l’allungamento della pista, che passerà dai 2.124 metri attuali e 2.960 metri futuri, necessari per il decollo degli aerei cargo.”

 

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Il presidente di SOGEAP Guido Dalla Rosa Prati dichiarava che “grazie al contributo determinante della Regione che crede nel nostro progetto, fra due anni i cargo prenderanno il volo da Parma. E’ un sogno che si avvererà“. Il cargo era un sogno.

Anche l’allora sindaco Pizzarotti era entusiasta: “Abbiamo partecipato da subito a questa nuova avventura e contiamo che il disegno di oggi diventi presto un progetto concreto.” Il sogno dei cargo doveva partire subito. L’ex sindaco non badava a spese e precisava che “per parte nostra, come Comune, stanzieremo altri 2,5 milioni di euro provenienti da oneri per opere compensative“.

Il Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, accompagnato dall’assessore Raffaele Donini, “conferma l’intenzione della Regione stessa di mettere a disposizione fino a 12 milioni di euro per un progetto di ampio respiro, quale quello della creazione di un hub per aerei cargo, che servirà all’area vasta che fa capo a Parma e valorizzerà l’intero territorio regionale. “Quello che prometto, mantengo – ha sottolineato Bonaccini – e questa sarà un’ulteriore prova che va messa da parte una volta per tutte la diceria secondo al quale Bologna è lontana da Parma”. L’aeroporto Cargo a disposizione dell’area vasta per Bonaccini era un privilegio e un atto d’amore verso Parma.

Nel novembre 2021 l’allora senatore della Lega Maurizio Campari presentava un emendamento per velocizzare il procedimento di esproprio dei terreni necessari per l’allungamento della pista dell’aeroporto di Parma, funzionale alla trasformazione del Verdi in scalo cargo.

In questo contesto è nato il Comitato Nocargoparma che poco alla volta, goccia dopo goccia, ha ribaltato tutto, tutti i candidati sindaco del 2022 si sono dichiarati contro i cargo, e oggi parlare di aeroporto cargo è come bestemmiare in chiesa.

Nella giornata di oggi va in Conferenza dei Servizi un masterplan l’allungamento della pista dimezzato, 20 pagine di prescrizioni onerosissime a carico esclusivo del proponente, l’atterraggio di 1,5 cargo al giorno nelle sole ore diurne che c’è da scommettere saranno meno dei carichi che arrivavano negli anni scorsi sotto gli aerei nell’indifferenza generale.

Forse ci voleva più equilibrio anni fa quando si parlava di cargo e forse ce ne vuole di più oggi.

L’opinione pubblica ha cambiato orientamento (sullo sviluppo merci, non sulla necessità di uno sviluppo passeggeri) ma l’unica istituzione contro i cargo è il Comune di Parma (inteso come maggioranza e opposizione) che può esprime solo un parere consultivo in Conferenza dei Servizi dove a comandare sono lo Stato, Enac, la Regione, Sogeap.

La Conferenza dei Servizi di oggi non sarà una passeggiata.

Buona fortuna, sindaco Guerra.

Mi sa che ne hai bisogno.

Serve un miracolo.

Per chi ci crede.

Andrea Marsiletti

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