La Cgil sulla “crisi silenziosa” dell’edilizia

comunali2022
Lombatti

20/02/2009
h.16.30
 
Quello edile è un settore particolare dal punto di vista occupazionale, fatto spesso di piccole aziende polverizzate e di piccoli numeri di addetti, che se perdono il posto fanno meno clamore di quelli, ad esempio, degli stabilimenti dell’impiantistica alimentare o del vetro, dove gli annunci di cassa integrazione o licenziamento arrivano a blocchi di cento.
In effetti, i verbali di Cig, che rappresentano in qualche modo il misuratore delle situazioni di difficoltà produttiva di un determinato settore o contesto produttivo, per quanto riguarda l’edilizia non evidenziano granché.
Tuttavia, il comparto versa in acque davvero difficoltà, come rileva Fabrizio Ghidini, segretario generale della Fillea Cgil di Parma: “Dai dati della Cassa Edile di Parma risulta che da ottobre a dicembre sono stati persi circa 500 posti di lavoro, ovvero l’11% della forza lavoro dipendente operaia.
A questo andrebbero sommati tutti gli pseudo-artigiani che non hanno più occupazione, o che devono ricevere i pagamenti o che comunque hanno interrotto l’attività almeno temporaneamente, un universo pressoché sommerso e non quantificabile con precisione.
Infatti, anche coloro che di fatto non lavorano più, spesso mantengono aperta la propria posizione presso la Camera di Commercio, risultando di fatto attivi”.
La gravità della situazione è evidenziata in ogni caso – aggiunge Ghidinidalla diminuzione delle imprese edili regolarmente registrate nel territorio parmense, diminuite di 65 unità, oltre che dal monte di ore lavorate, calate dalle 729mila di ottobre alle 377mila di dicembre. Un dato che non si può spiegare solo con il maltempo, visto che a dicembre 2007 le ore lavorate erano 476mila, circa 100mila in più”.
Se sull’attività residenziale “fare ipotesi sulle prospettive di ripresa risulta veramente azzardato, vista l’incertezza del quadro economico e sociale, qualche speranza in più potrebbe venire dai lavori pubblici e dagli investimenti privati sostenuti dalle grandi imprese. Le amministrazioni pubbliche possono fare molto per l’edilizia, per questo chiediamo politiche mirate”.
In particolare, il sindacato di categoria della Cgil auspica che i bandi già coperti da finanziamenti o già aggiudicati vengano accelerati dalle stazioni appaltanti pubbliche, che dando il via ai cantieri offrirebbero ossigeno ad un settore da tutti considerato un volano economico, oltre che a tutto l’indotto.
Inoltre, la Fillea chiede che le opere pubbliche e le infrastrutture vengano avviate anche in deroga al patto di stabilità previsto per gli enti locali, ad esempio predisponendo un piano straordinario di manutenzione stradale, di risanamento ambientale e urbanistico.
Infine, per quanto riguarda le parti sociali, si auspica un accordo con le associazioni datoriali che, oltre a sollecitare attenzione dal sistema del credito, punti ad offrire un sostegno al reddito di lavoratori e imprese in difficoltà utilizzando nella fattispecie risorse del settore.

Cgil Parma
Ufficio Stampa

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