Notificazione delle multe di PGE: sono firme originali dei notificatori o false fatte in ufficio della stessa “manina”?

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Dopo 5-6 giorni di silenzio sulla polemica della falsa notificazione seriale delle multe da parte di Parma Gestione Entrate, la politica e i sindacati hanno iniziato ad affrontare questa clamorosa vicenda fatta emergere dal Movimento dei Nuovi Consumatori con tanto di testimonianze dirette di decine di cittadini in conferenza stampa (leggi).

Il MNC ha denunciato che “Parma Gestione Entrate, per non fare scadere le multe (che per legge devono essere notificate entro 90 giorni altrimenti diventano nulle), non notifica tutte le multe presso l’abitazione dei cittadini come dovrebbe fare per legge ma direttamente alla Casa Comunale. I cittadini, pertanto, non si ritrovano a casa nessun cartellino di notifica… semplicemente perchè il messo non c’è andato e nessuno ha suonato il campanello”. Il MNC ha rivelato la “chicca” che ci sarebbe stato un “notificatore superman” che sarebbe riuscito a notificare 300 multe in un giorno, ovviamente non riuscendo a trovare nessuno in casa.

Quanto descritto dal Movimento dei Nuovi Consumatori è un’attività seriale di notificazione falsa predisposta in ufficio da parte di notificatori di società appaltatrici di PGE che coinvolgerebbe migliaia e migliaia di parmigiani all’anno.

L’assessore al Bilancio del Comune di Parma Marco Ferretti non ha sottovalutato questa notizia di reato e nel giro di 24 ore ha aperto una procedura di indagine interna. Con un comunicato stampa il Presidente di PGE ha voluto rassicurare sulla correttezza dell’operare della società e ha reso noto che “i rilievi statistici puntuali e a campione non hanno mostrato particolari anomalie” nella notificazione delle multe.

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Considerato che in questi giorni siamo entrati in possesso di vasta documentazione sulla questione, qualche “anomalia” la segnaliamo noi all’assessore Ferretti così che questi possa prontamente intervenire. Nei prossimi giorni pubblicheremo, infatti, una serie di articoli, perchè a noi di “anomalie” (per usare un eufemismo) ne risultano tante, così tante che non è possibile riportarle in un unico articolo.

Oggi daremo conto di alcune “particolarità” sulle firme dei notificatori, che si ricorda sono pubblici ufficiali che devono apporre la loro firma in calce ad ogni atto, pena la nullità dello stesso.

Alcuni notificatori di PGE, invece, non appongono la loro firma per esteso, ma firmano con una lettera… che è difficile considerare una firma, e che nessuno accetterebbe mai come una firma in nessuna sede per i normali cittadini.

In ogni caso, è operativo un notificatore che si chiama Sergio Valla. Questi firma con una semplice “V” come si evince dalla notifica che segue.

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Poi c’è un altro notificatore che si chiama Nicola Varesi. Anche lui non ha trovato nessuno a casa. Nella notifica che deposita alla Casa Comunale neppure lui firma per esteso ma con una semplice “V”… uguale a quella di Sergio Valla.

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Poi c’è un altro notificatore, Paolo Bertozzi.

Nemmeno lui firma per esteso. In una notifica si firma con una semplice “B”.

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In una successiva notifica la sua firma da “B” diventa una sigla strana (vedi sotto):

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In una terza notifica la sigla cambia ancora e diventa una “V” come quella di Varesi, come quella di Valla…. una “V” questa volta rovesciata, “satanica”.

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In pratica siamo di fronte a tre notificatori che non appongono la loro firma per esteso e riconoscibile, ma firmano con una lettera elementare, a volte uguale a quella dei colleghi, con alcuni che firmano “a random” in vari modi completamente diversi tra loro.

A fronte di tali evidenze, chiediamo a PGE di chiarire se sono stati effettivamente i notificatori a “firmare” o lo fa qualcuno altro per loro, con neppure tanta fantasia. La questione non è di poco conto, poichè, trattandosi di documenti di pubblici ufficiali, si configurerebbero vari gravi reati, che vanno dal falso ideologico alla truffa.

In attesa delle risposte di PGE, domani pubblicheremo altre “anomalie” della notificazione di questa travagliata società di riscossione.

Andrea Marsiletti