“Orgoglioso dei cori”

02/02/2009

(si ringrazia fcparma.com per l’intervista e la collaborazione)

Stefano Morrone, la prima vittoria del 2009 deve essere un punto di partenza per andare avanti nel migliore dei modi…
“Soprattutto per come è venuta: la vittoria è meritata, nonostante un primo tempo un po’ così così, ma ci può stare, anche considerato il valore dell’avversario.
Nel secondo tempo c’era una sola squadra che aveva voglia di lottare, di combattere, di portare questi tre punti a casa per invertire un po’ la rotta, sapendo che i tre punti erano fondamentali, dopo tre pareggi.
Ci mancano i due punti col Sassuolo, se no saremmo secondi in classifica, comunque anche così siamo agganciati al treno, e dovremo rimanerci fino alla fine.”

Ha sicuramente sentito il coro dei tifosi a lei dedicato…
“Sì. E’ la prima volta che mi capita in carriera: è stata una soddisfazione enorme, credo che a chiunque piacerebbe.
A livello personale sono soddisfattissimo, ma mi piacerebbe spendere una parola per il gruppo, soprattutto per le situazioni che sono successe ieri, vedi i fischi a Budel.
Secondo me bisognerebbe stare un po’ più tranquilli, e più vicini a questa squadra, perché c’è gente che tutti i giorni dà il 150% per questa maglia e per questi colori per riportare il Parma in serie A.
Ad esempio c’è chi come Pavarini, dopo tre giorni che non si allena, si alza dal letto e va in campo, rischiando di tutto, ci mette la faccia, poi magari c’è qualcuno che non lo sa e magari giudica negativamente la sua prestazione.
A noi farebbe piacere una partecipazione maggiore da parte della gente: sicuramente nella prima parte della partita non abbiamo fatto bene e abbiamo meritato i fischi, però quando si vede che la squadra dà tutto, lotta su ogni pallone fino alla fine, anche gli applausi farebbero bene.”

Lo sfogo di Lucarelli in settimana?
“Cristiano è un tipo abbastanza impulsivo, diretto, non ha peli sulla lingua e da questo punto di vista va soltanto elogiato, perché ce ne fossero di persone così dirette.
E’ stata una situazione un po’ particolare da parte sua: però non è stato uno sfogo né verso la gente, verso i tifosi o verso la squadra.
Il gruppo è oltremodo compatto. Lui ha le spalle larghe, l’esperienza e la maturità per uscire da questo momento. Noi, come gruppo, gli staremo sicuramente vicini.”

Per lei cosa rappresenta la fascia da capitano?
“Portare la fascia da capitano significa rappresentare la squadra e la città: per questo è motivo di grossa soddisfazione.
Non trovo altre parole: magari il compagno può vedere il capitano dare qualcosa in più, però tutti in questa squadra si devono sentire dei capitani, perché c’è bisogno di tutti, soprattutto in questo momento.
E’ stata una settimana particolare: dobbiamo ricompattarci tutti quanti, gente, società e squadra per andare avanti.”

A Parma era da molto tempo che non facevano un coro personalizzato dedicato ad un giocatore…
“Sì, ce l’avevano detto in un incontro i Boys che è così: dopo un derby finito male con la Reggiana non hanno più fatto cori dedicati ai singoli giocatori.
Per questo motivo i cori di ieri mi hanno riempito il cuore anche perché io non sono Kakà e mi piace avere conquistato questa stima e questo affetto con la voglia di lottare e di sudare. Questi cori mi riempiono di orgoglio.”

Al di là della vittoria si è visto anche un Parma diverso anche sotto l’aspetto tattico…
“Sì, era quello che volevamo, giocare un po’ più alti per poter creare ed attaccare di più, non avendo cento metri di campo da fare ma cinquanta.
Nel primo tempo abbiamo iniziato bene, poi abbiamo perso qualche colpo e ci siamo un po’ sgonfiati, la palla ha iniziato a scottare e questa è una situazione che si ripete spesso. Dopo l’intervallo ci siamo liberati e con la tranquillità siamo riusciti ad esprimere il nostro potenziale, credo che questo si sia visto nel secondo tempo.”

Questo sistema di gioco mette molta difficoltà ai centrocampisti centrali?
“Penso che chi non gioca non sbaglia. Sbagliare è umano, fare il passaggio a centrocampo magari è più semplice che cercare di imbeccare gli attaccanti in mezzo ai giocatori avversari.
Budel ha le qualità per tentare questo tipo di passaggi ed è giusto che rischi, poi è un calciatore che non si fa intimidire dai fischi e quindi mostra il carattere che lo spinge a provare sempre la giocata più difficile. Questo sistema di gioco non penso sia molto dispendioso se la squadra rimane compatta e corta, quindi equilibrata.”

E’ possibile che le voci e gli obiettivi di mercato della società abbiano messo addosso a qualche calciatore delle tensioni?
“Non so se il fatto che magari qualche reparto sia stato messo in discussione più di altri abbia messo un freno a qualche mio compagno: domani sera, questo periodo delicato finalmente sarà finito, però penso che in squadra ci siano ragazzi grandi ed esperti che non si facciano condizionare da queste cose, perché comunque siamo tutti professionisti.
Anzi, penso che questo debba portare a giocare meglio, perché si tende a difendere ancora di più il proprio posto da titolare.”

Quindi da martedì mattina le cose andranno meglio?
“Penso di sì, martedì sapremo qual è il gruppo definitivo che deve arrivare fino alla fine di giugno. Siamo tutti importanti, tutti decisivi: ieri è andato in tribuna Marco Rossi che ha quasi sempre avuto un posto da titolare in squadra.
E’ dura, perché qui ci sono tutti giocatori che sarebbero titolari in qualsiasi squadra, bisogna lottare in campo ed in allenamento, farsi trovare pronti. Non c’è altra scelta.”

A suo parere, il Parma può giocare con lo stesso sistema di gioco di ieri con Cristiano Lucarelli in campo?
“Il problema non è Cristiano, assolutamente, abbiamo fatto il 3-4-3 in altre occasioni con Lucarelli in attacco. L’importante è lo spirito ed il coinvolgimento di tutta la squadra, l’approccio alla partita, il saper cosa fare in qualsiasi situazione, il non abbattersi mai, magari ogni tanto mettersi i tappi nelle orecchie. Il secondo tempo di ieri deve essere un punto di partenza.”

Ieri il Parma ha fatto tre gol e questo non succede spesso…
“A dire il vero ieri avremmo potuto fare anche il quarto, il quinto ed il sesto. La squadra ad un certo punto si è liberata ed è quello che dovremmo fare più spesso, non sentire i fischi potrebbe darci una mano, anche se siamo tutti giocatori grandi e vaccinati.
Sarebbe meglio per chi gioca ricevere i fischi a fine partita se se li merita, in corso di partita danno effettivamente un po’ di fastidio. Capiamo che ora che arrivano le partite che contano, i nostri tifosi vogliono sempre più il massimo, ma il sostenerci fino a fine gara ci sarebbe di aiuto.”

Ieri Mister Guidolin ha detto che si dovrà impegnare per far conoscere di più la squadra ai tifosi e viceversa…
“Questa è una cosa giusta perché se i tifosi conoscessero tutti i ragazzi dello spogliatoio, magari ci penserebbero prima di fischiare, perché qui non si tira indietro mai nessuno, tutti danno il 100% in allenamento e cercano di fare il massimo per poter vincere ogni partita e quando le cose non vanno bene ci stanno male vivendo poco bene la settimana.
Tutti ci tengono veramente, abbiamo voglia di rivalsa e di farci vedere. Magari, andando in Cittadella la gente di Parma potrà conoscerci meglio e starci più vicina.”

All’andata il 4-1 con l’Ancona ha illuso un po’ tutti: venerdì cosa ci si deve aspettare?
“Venerdì sarà la solita partita difficile di serie B, anche l’Ancona ci aspetterà per fare la partita della vita, come succede con tutte le altre nostre rivali, loro vengono da una partita persa in malo modo, un derby con due espulsi, quindi cercheranno una riscossa.
Per questi motivi sarà una gara bella ostica, quindi bisognerà preparasi bene, perché una vittoria ci farebbe fare un bel salto in avanti in classifica.
Il nostro punto di partenza è il secondo tempo di ieri a prescindere da chi giochi. Bisogna essere tutti pronti all’occorrenza.”

Arriverà dopo due mesi una vittoria esterna?
“Secondo me, le vittorie in trasferta sono quelle che ti fanno andare in serie A, noi ne abbiamo fatte solo tre, a Mantova, Salerno ed Ascoli, quindi penso che ce ne vogliano altre.”

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