Ospedale di Parma: buon esito della settimana di prevenzione dei tumori testa-collo

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Silvano Ferrari, direttore della struttura di Maxillo-Facciale

Le diagnosi precoci salvano la vita, è la regola aurea quando si parla di prevenzione e di tumori. Ma non sempre i sintomi sono così evidenti da far scattare il campanello d’allarme, soprattutto per le neoplasie come quelle che riguardano l’area testa collo di cui si parla troppo poco. A ribadirlo è Silvano Ferrari, direttore della struttura di Maxillo-Facciale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma a chiusura della settimana dedicata a visite gratuite per le persone che hanno voluto approfondire segni e sintomi sospetti di questo distretto (gola, naso, tiroide).

L’iniziativa si chiama Make Sense Campaign e ha coinvolto i medici della Maxillo-facciale, della Otorinolaringoiatria e Otoneurochirurgia diretta da Enrico Pasanisi e della Odontostomatologia, guidata da Silvia Pizzi in rappresentanza del Gruppo Multidisciplinare Testa-Collo che include anche oncologi, radioterapisti, radiologi, anatomopatologi e altri professionisti implicati nella lotta alla malattia.  

“Malgrado il miglioramento delle tecniche chirurgiche e delle terapie, nonché la possibilità di indagini sempre più sofisticate – aggiunge Silvano Ferrari – la mortalità per questo tipo di neoplasie rimane alta perché i pazienti giungono alla diagnosi in uno stadio avanzato della malattia che va ad inficiare la prognosi. Il tumore del cavo orale ha una sopravvivenza del 50% ai cinque anni”.

 

† Dialogo tra Maria Maddalena e Andrea Marsiletti sul lungolago di Tiberiade

 

Il 75% di queste neoplasie ha una dimostrata correlazione con alcune abitudini di vita come il fumo e l’abuso di alcool. E colpisce più frequentemente gli uomini rispetto alle donne (in una proporzione di circa 6 ad 1) con un’età più a rischio compresa tra 50 e 70 anni.

“Sono tumori che spaventano – continua Ferrari – perché vanno a toccare zone visibili, ma negli anni le metodiche di ricostruzioni consentono una ripresa estetico funzionale adeguata con un mantenimento di una qualità di vita alta”.

Come la maggior parte delle neoplasie anche quelle che toccano l’area testa-collo spesso non presentano dolori quindi sono altri i segnali che devono indurre a rivolgersi al medico di famiglia o aderire alle campagne di prevenzione come Make Sense. E Ferrari li elenca: “Quando si notano lesioni che dopo 15-20 giorni non guariscono, oppure quando compaiono rigonfiamenti o asimmetrie nel volto o nel collo, quando si presentano dei sanguinamenti di cui non si capisce l’origine. Il modo più efficace per aumentare la percentuale di sopravvivenza è la diagnosi precoce. Vediamo ancora persone che si rivolgono a noi con tumori visibili quando è troppo tardi. Decisamente troppo tardi”.

Dalla prima visita specialistica, il paziente viene preso in carico dall’equipe multidisciplinare che comprende, oltre ai chirurghi di maxillo facciale anche odontoiatri, otorinolaringoiatri, radiologici, radioterapisti, oncologici e anatomopatologi che insieme collaborano all’individuazione di un percorso ad hoc per ogni paziente dall’individuazione degli esami più appropriati alle visite fino alla proposta di terapia.

“Di fronte ad un sospetto meglio approfondire – conclude il direttore della Maxillo-Facciale – senza pessimismo ma la consapevolezza che sottovalutare dei sintomi anomali può compromettere l’esito finale”.

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