Siamo “indignados” e per questo militiamo nel Partito Radicale

01/08/2011
h.16.40

Intervista a Luca Marola, esponente locale del Partito dei Radicali Italiani.

Nelle settimane scorse la Camera ha approvato la legge sul testamento biologico. I radicali di Parma che opinione hanno a riguardo?
E’ una legge schifezza, votata da una maggioranza arrogante, prepotente, clericale ed oscurantista. Una legge che non ha pari in nessuna legislazione europea, che pretende di imporre ad ognuno di noi come e quando la vita e’ degna d’esser vissuta non tenendo conto delle nostre volonta’ e facendo del testamento biologico carta straccia.
Questa legge, inoltre, non tiene conto dell’opinione dell’80% degli italiani a favore del testamento biologico e contrari all’idratazione e nutrizione coatta.
Ma prima di attrezzarci per un referendum c’e’ ancora qualcosa che si puo’ fare: attivare un grande dibattito che coinvolga tutti i cittadini e togliere dalle mani di pochi decisioni che riguardano la vita di tutti noi. Vorremmo che il PD si svegliasse dal torpore e partecipasse a sovvertire questa mostruosita’ giuridica anche fuori dal Parlamento. Troppe volte noi Radicali siamo stati lasciati soli a manifestare, protestare, comiziare e raccogliere firme per il testamento biologico e contro questa proposta di legge!

Anche i Radicali sono tra gli indignados che protestano sotto i Portici del Grano?
Una nostra rappresentanza ha sempre partecipato,senza bandiere e simboli di partito, alle manifestazioni di piazza e sotto i Portici del Grano e fin dal primo momento abbiamo chiesto le dimissioni del Sindaco, come riportato da tutti i media locali.
Ma per noi essere “indignados” non e’ solo questo. Siamo “indignados” perche’ denunciamo la “Peste italiana” ossia la degenerazione della repubblica in regime partitocratico; siamo “indignados” perche’ lottiamo in solitudine contro l’occupazione partitica della RAI; siamo “indignados” perche’ contro la truffa dei rimborsi elettorali dopo esserci battuti ed aver vinto insieme agli italiani il referendum per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti; siamo “indignados” perche’ denunciamo la situazione inumana in cui versa il sistema carcerario.
Siamo “indignados” e per questo militiamo nel Partito Radicale.

Quale ruolo intendono svolgere i radicali alle prossime elezioni comunali di Parma? State pensando ad una lista? Alleata con chi?
Vogliamo partecipare al cambiamento di Parma, vogliamo essere parte di un radicale cambiamento. Siamo presenti nel tessuto cittadino grazie alle iniziative promosse in questi anni dal nostro movimento e dalle associazioni che hanno come referente politico il Partito Radicale. Pensiamo, ad esempio, a Certi Diritti per la tutela e la promozione dei diritti civili o l’Associazione Luca Coscioni per la liberta’ di ricerca scientifica e per il testamento biologico.
Il nostro sara’ un ruolo di legalita’, trasparenza nelle scelte amministrative, coinvolgimentomaggiore dei cittadini nelle decisioni e tutela dei loro diritti. La forma di partecipazione alle elezioni comunali non e’ stata ancora volutamente decisa ma certamente l’originalita’ del modo di far politica proprio dei Radicali ci aiutera’ nella scelta della forma più efficace.
Siamo un partito che fa parte del centrosinistra che consideriamo pertanto il nostro ambito naturale anche a Parma. Inoltre riconosciamo al PD la leadership nella costruzione dell’alternativa sia in quanto partito di maggioranza relativa, sia per il buon lavoro svolto in consiglio comunale dai suoi rappresentanti, e mi riferisco principalmente a Iotti, Pagliari e Torreggiani. Se riconosciamo la guida del PD nell’individuare le forme per la costruzione dello strumento migliore per avviare il cambiamento, saremo compagni leali ma determinati nell’elaborazione del programma di governo.
D’altra parte proviamo molta curiosita’ nell’osservare quel che potra’ sorgere dall’implosione del cosiddetto civismo parmigiano cosi’ come, vista la nostra identita’ libertaria e laica, guardiamo con simpatia ai movimenti che dal basso si sono formati in citta’. A Parma una vena libertaria, laica e di sinistra ma fuori dagli apparati e’ sempre esistita e molti sono i punti di contatto con noi Radicali. Se oggi tutto questo e’ incarnato dai movimenti di base come Insurgent City, Popolo Viola,Comitato contro l’inceneritore, in un tempo non troppo lontano ne era brillante espressione Mario Tommasini il cui ultimo messaggio pubblico fu, non a caso, la sua dichiarazione di voto per la “Rosa nel Pugno”, la lista laica, socialista e radicale.

Quale novità e cambiamenti sarebbero introdotti se un radicale entrasse mai in giunta a Parma?
L’agire politico di noi Radicali, dove la forma e’ sostanza, dove il rispetto delle regole e’ assoluto, dove il motto di Einaudi “conoscere per deliberare” e’ prassi assodata e dove l’onesta’ in tutte le sue declinazioni e’ quotidianamente esercitata e sara’ la “marcia in più” della nuova giunta per il cambiamento.
Lavoreremo per un modo di amministrare radicalmente nuovo: subito l’Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati ossia un sistema di pubblicazione e pubblicizzazione dei dati di consiglieri, sindaco, assessori e dirigenti delle societa’ partecipate. I cittadini cosi’ potranno conoscere tutto cio’ che concerne l’attivita’ degli amministratori sia sotto l’aspetto quantitativo (presenze, numero di interventi ed iniziative) sia qualitativo nonche’ i loro curricula, dichiarazione dei redditi ed interessi economici. In due parole: trasparenza assoluta.
Poi il Registro delle coppie di fatto e la riforma del welfare municipale non più’ rivolto in via privilegiata alle sole coppie sposate ma a tutte le convivenze caratterizzate da vincoli affettivi.
Un’altra urgenza e’ il ripensare le politiche di sicurezza, degenerate con troppa frequenza per considerarle un’eccezione, in un’inutile se non pericolosa parodia da spaghetti western. Sicurezza e’ socialita’ diffusa e mescolanza quindi basta ronde, camionette dell’esercito ed armi ai vigili urbani. Non siamo a Belfast negli anni ’80. Nella seconda decade del secondo millennio i reati che a Parma più rovinano la civile convivenza vengono perpetrati in uffici pubblici o industrie del latte.

Andrea Marsiletti

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