Sihem Abdelafou Zaiter (donne tunisine Parma): “Spodestato il sistema corrotto che regnava in Tunisia”

Lombatti

Dal 25 luglio in Tunisia il sistema corrotto che precedentemente regnava é stato spodestato, nonostante numerosi partiti ritengano che le modalità di tale mosse fossero illecite, il popolo ha apprezzato fortemente tale scelta e appoggiato il presidente scendendo in piazza e portando alta la bandiera del paese.

Numerose sono le nazioni che si sono chieste dei motivi di tali scelte da parte di Kaies Saied reputando che tale scelta fosse antidemocratica, ma nessuno ha davvero approfondito lo stato della Tunisia degli ultimi anni.

10 sono gli anni passati dalla rivoluzione del gelsomino e in questi le problematiche fondamentali del paese sono rimaste irrisolte, in alcuni casi addirittura peggiorate. Il popolo é stato il primo a muoversi per questo cambiamento, le piazze si sono riempite attorno ad un unico slogan: No alla corruzione, si ad una Tunisia nuova e libera!

Il presidente richiama ad una ricostruzione del paese partendo dalla lotta alla corruzione, numerosi sono i politici che hanno dovuto rispondere di fronte ai tribunali delle loro azioni spesso illecite e sfavorevoli allo sviluppo del paese.

Non solo ma riformulando una nuova costituzione Kaies Saied ha chiamato l’intera popolazione a votare, la maggioranza non ha votato ma questa è da reputare solo responsabilità dei cittadini, intanto peró come i sondaggi preannunciavano il si ha vinto e dal punto di vista legislativo il nuovo progetto costituzionale dovrebbe diventare realtà.

La Tunisia chiede solo il rinnovamento, piú lavoro per la gioventù ormai vittima degli oceani e una politica stabile che possa garantire a questo piccolo paese un prospero futuro. Il paese ricco dal punto di vista territoriale e culturale non aspetta altro che il decollo verso prospettive migliori senza nessun intervento da parte di paesi esteri.

Sihem Abdelafou Zaiter, presidente dell’Associazione delle giovani donne tunisine Parma