Ubaldi in trance elettorale continua

Shadow 2.0
Finalità del Progetto
Elenco dei
membri del Governo Ombra
___
17/07/2009
h.09.40

Il presente intervento è a titolo personale e i suoi contenuti non impegnano in nessun modo il Governo Ombra del Comune e della Provincia di Parma Shadow 2.0.

Ieri sera all’hotel San Marco si è tenuto l’incontro di Civiltà Parmigiana promosso e convocato da Elvio Ubaldi nel quale il Presidente del Consiglio comunale ha lanciato la sua nuova sfida: il superamento del movimento civico per creare da Parma un nuovo partito regionale federato.
A caldo giudico il progetto proposto velleitario, ma per certi versi (non per altri) questo attivismo e volontà di stare sulla scena mi fanno piacere considerato che ho sempre scritto che Ubaldi è stato il migliore sindaco di Parma di tutto il dopoguerra… valutazione che, ben sapendo di addentrarmi in un terreno minato e pericolosissimo, confermo pure oggi.
Ed è proprio per questo mio giudizio positivo che nel 2007, subito dopo l’elezione di Vignali, avevo letto con tristezza le dichiarazioni del sindaco uscente che annunciavano il suo ritorno al vecchio posto di lavoro all’ENAIP, prefigurando un “pensionamento” politico che ricordava tanto quello del dittatore dell’Antica Roma Cincinnato il quale, celebrato il trionfo, dopo soli sedici giorni depose la dittatura e tornò privato cittadino alle proprie occupazioni rurali. Un ritiro immortalato da una foto sulla Gazzetta che certificava la nuova vita di Ubaldi dietro alla scrivania della scuola, che tanto rievocava la statua di Cincinnato che con una mano restituisce i fasci, simbolo del potere di Roma, e con l’altra tiene l’aratro perché torna cittadino ed agricoltore.
Oggi possiamo dire che quella scrivania è rimasta vuota, e che quell’annunciato ritorno alla condizione bucolica dei campi è stato soppiantato ad un successivo movimentismo politico sfrenato, in tutte le direzioni, anche contradditorio, talvolta schizofrenico.
E sì, da quando nel 2007 Ubaldi non è più sindaco lo abbiamo visto scalpitare ad ogni scadenza elettorale, a differenza dei dieci anni precedenti durante i quali, se si esclude la fallimentare esperienza della candidatura alle provinciali di Roberto Lisi nel 2004, da sindaco egli si era sempre tenuto lontano, refrattario ed equidistante da qualsivoglia elezione che non fosse quella delle comunali di Parma.
Capisco che oggi in politica tutto si brucia in pochi giorni, che la gente (per fortuna dei politici) si dimentica e se ne frega dei posizionamenti dei singoli, ma forse vale la pena provare a ripercorrere questi ultimi due anni di Ubaldi, sperando di non perdere il filo considerata la contorsione del percorso.
2008, anno delle elezioni politiche. Ubaldi, simbolo ed inventore del civismo a Parma, dichiara conclusa per esaurimento l’esperienza civica di Civiltà Parmigiana e insieme a vecchie glorie come Savino Pezzotta e a fuoriusciti dall’UDC quali Bruno Tabacci è promotore, in rottura con Casini, della nascita del nuovo partito politico nazionale di centro della “La Rosa Bianca”, che forse oggi in pochi ricordano tanta è stata breve ed insignificante la sua esperienza.
E’ in quel periodo che, polemizzando sui giornali con l’on. Mauro Libè dell’UDC, Ubaldi dichiara di avere più rispetto per Forza Italia che per l’UDC “perché almeno il partito di Berlusconi rappresenta qualcosa e prende dei voti”; ma solo qualche settimana dopo i volponi Tabacci e Pezzotta mollano, fanno dietrofront e trattano la loro candidatura in posizione sicura nelle liste dell’UDC, lasciando Ubaldi in mezzo al guado con la sola possibilità della corsa impossibile per il Senato nelle liste del partito di Casini che a quel punto, evidentemente, era tornato ad essere rispettabile, almeno più di Forza Italia.
Ubaldi non viene eletto e qui si interrompe il suo percorso comune con l’UDC.
Nel frattempo si interrompe anche l’unità di Civiltà Parmigiana che si spacca con da una parte la maggioranza del movimento capeggiata da Claudio Bigliardi che ritiene che l’esperienza civica debba proseguire, dall’altra Ubaldi che impone, minacciando anche via legali, il congelamento del movimento forte di atti notarili siglati vent’anni prima che attribuisce a suo favore: da quel momento il solo gruppo consigliare in Provincia è autorizzato ad utilizzare il nome e il simbolo di Civiltà Parmigiana perché l’unico organismo legittimato dal voto e dal ruolo istituzionale.
Ed è in questo periodo che Ubaldi rivendica giustamente e con sempre maggiore forza il suo diritto di consigliere comunale di poter giudicare e, se del caso, criticare l’amministrazione comunale di Vignali… diritto e rivendicazione sacrosanti, che però lo stesso Ubaldi quando era sindaco, tanto per fare un esempio, aveva negato all’allora consigliere comunale Paolo Zoni di cui aveva chiesto pubblicamente l’espulsione dalla maggioranza perché colpevole di non aver partecipato in Consiglio alla votazione della delibera per la costruzione di quello che è poi entrato nella storia recente di Parma con la dicitura non certo lusinghiera di “Ponte degli scatoloni”. Perplessità, quelle di Zoni, che poi si sono confermate più che fondate, se pensiamo che quel progetto è stato completamente rivisto e oggi viene sovente additato a zimbello e menzionato ad esempio di bruttura architettonica.
Ed è sempre in quella fase che Ubaldi, messa nel cassetto Civiltà Parmigiana perché esaurita, ritira fuori dalla soffitta un’associazione di vent’anni prima dal nome “Nuova Politica” che avrebbe dovuto promuovere una scuola di formazione e definire innovativi approcci alla gestione della cosa pubblica, ma che poi nei fatti riduce la sua attività ad un paio di incontri buoni solo, a dispetto del nome “Nuova Politica”, per riesumare vecchie cariatidi democristiane in cerca di poltrone di cui francamente nessuno sentiva la nostalgia.
2009: anno delle elezioni provinciali e comunali. Ubaldi è ancora in pista. Prima sostiene che le elezioni provinciali non gli interessano, poi si schiera dalla parte di chi vuole abolire le Province perché enti inutili e burocratici da sostituire con Enti di secondo grado, poi lancia proposte e partecipa ad incontri nell’Emilia Occidentale per promuovere l’idea di unificazione delle funzioni delle Province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, poi ridà dignità e senso politici a Civiltà Parmigiana e la mette in campo per rilanciarla come indispensabile motore civico, poi si attiva insieme ad amici per promuovere una lista per le provinciali di cui è lui stesso ad annunciare l’imminente discesa in campo, arrivando infine a dichiarare la sua candidatura a Presidente della Provincia qualora avesse fatto la stessa cosa Mauro Libè. E per fortuna che dalle provinciali voleva tenersi fuori!
Alla fine i vecchi democristiani hanno avuto il pudore e il buongusto di non presentarsi alle elezioni, Libè si è candidato ma Ubaldi non lo fatto con la motivazione che Libè si è presentato sotto il simbolo dell’UDC e non come espressione del civismo e pertanto ciò non lo costringeva a misurarsi. Secondo me i parmigiani che hanno compreso questa argomentazione si contano sulle dita di una mano.
Ma anche le amministrative di alcuni Comuni vedono Ubaldi in azione: va a Fidenza ad appoggiare la candidatura di Giuseppe Cerri (che perde rovinosamente), poi quella di un candidato sindaco di Lesignano (a cui non tocca migliore sorte) ed infine si spinge oltr’Enza a sponsorizzare la candidatura a primo cittadino di Reggio Emilia dell’ex sindaco Antonella Spaggiari, che viene travolta dalle urne.
E così arriviamo ai giorni nostri infine, alla convocazione dell’incontro di ieri a nome e con la carta intestata di Civiltà Parmigiana (ma non era solo il gruppo consigliare in Provincia, che adesso non esiste più, a poter utilizzare quel nome e simbolo?) e all’annuncio ancora una volta di esaurimento del civismo e della necessità di un uno strumento nuovo, questa volta un partito, questa volta regionale. E la prossima scadenza elettorale qual è? Guarda caso quella delle regionali nella primavera 2010… chissà perché mi viene il sospetto che per quella data lo vedremo ancora in pista.
2011: Non c’è alcuna scadenza elettorale prevista. Potrebbe essere un anno di riposo per Ubadi ma immagino saranno mesi di febbrili preparativi…
2012: Anno delle elezioni comunali di Parma. Che Ubaldi a questo giro dirà “passo” forse non lo crederebbe neppure il gatto.
Onestamente negli ultimi tempi faccio fatica a seguire Ubaldi che mi pare più impegnato a dare segnali di vitalità agli addetti ai lavori, a rintuzzare colpi veri o presunti di nemici interni ed esterni, a zizzagare in trance elettorale senza una strategia inventandosi formule e contenitori dalle dimensioni comunali, provinciali, regionali e nazionali a seconda dei casi e delle esigenze che a fare quello che è più capace di fare, e forse meglio di tutti, ovvero elaborare idee e comunicare contenuti, forte della sua esperienza, fantasia, capacità.
Ma alla lunga, se non si è lucidi, il tatticismo esasperato diventa autolesionismo… e la politica è una brutta bestia con la memoria corta che fa pagare cari anche gli errori degli altri, ma soprattutto i propri. 

                                                                                Andrea Marsiletti

MA Space, lo Spazio del direttore Marsiletti Andrea


Ubaldi in trance elettorale continua

17/07/2009
h.09.40

Ieri sera all’hotel San Marco si è tenuto l’incontro di Civiltà Parmigiana promosso e convocato da Elvio Ubaldi nel quale il Presidente del Consiglio comunale ha lanciato la sua nuova sfida: il superamento del movimento civico per creare da Parma un nuovo partito regionale federato.
A caldo giudico il progetto proposto velleitario, ma per certi versi (non per altri) questo attivismo e volontà di stare sulla scena mi fanno piacere considerato che ho sempre scritto che Ubaldi è stato il migliore sindaco di Parma di tutto il dopoguerra… valutazione che, ben sapendo di addentrarmi in un terreno minato e pericolosissimo, confermo pure oggi.
Ed è proprio per questo mio giudizio positivo che nel 2007, subito dopo l’elezione di Vignali, avevo letto con tristezza le dichiarazioni del sindaco uscente che annunciavano il suo ritorno al vecchio posto di lavoro all’ENAIP, prefigurando un “pensionamento” politico che ricordava tanto quello del dittatore dell’Antica Roma Cincinnato il quale, celebrato il trionfo, dopo soli sedici giorni depose la dittatura e tornò privato cittadino alle proprie occupazioni rurali. Un ritiro immortalato da una foto sulla Gazzetta che certificava la nuova vita di Ubaldi dietro alla scrivania della scuola, che tanto rievocava la statua di Cincinnato che con una mano restituisce i fasci, simbolo del potere di Roma, e con l’altra tiene l’aratro perché torna cittadino ed agricoltore.
Oggi possiamo dire che quella scrivania è rimasta vuota, e che quell’annunciato ritorno alla condizione bucolica dei campi è stato soppiantato ad un successivo movimentismo politico sfrenato, in tutte le direzioni, anche contradditorio, talvolta schizofrenico.
E sì, da quando nel 2007 Ubaldi non è più sindaco lo abbiamo visto scalpitare ad ogni scadenza elettorale, a differenza dei dieci anni precedenti durante i quali, se si esclude la fallimentare esperienza della candidatura alle provinciali di Roberto Lisi nel 2004, da sindaco egli si era sempre tenuto lontano, refrattario ed equidistante da qualsivoglia elezione che non fosse quella delle comunali di Parma.
Capisco che oggi in politica tutto si brucia in pochi giorni, che la gente (per fortuna dei politici) si dimentica e se ne frega dei posizionamenti dei singoli, ma forse vale la pena provare a ripercorrere questi ultimi due anni di Ubaldi, sperando di non perdere il filo considerata la contorsione del percorso.
2008, anno delle elezioni politiche. Ubaldi, simbolo ed inventore del civismo a Parma, dichiara conclusa per esaurimento l’esperienza civica di Civiltà Parmigiana e insieme a vecchie glorie come Savino Pezzotta e a fuoriusciti dall’UDC quali Bruno Tabacci è promotore, in rottura con Casini, della nascita del nuovo partito politico nazionale di centro della “La Rosa Bianca”, che forse oggi in pochi ricordano tanta è stata breve ed insignificante la sua esperienza.
E’ in quel periodo che, polemizzando sui giornali con l’on. Mauro Libè dell’UDC, Ubaldi dichiara di avere più rispetto per Forza Italia che per l’UDC “perché almeno il partito di Berlusconi rappresenta qualcosa e prende dei voti”; ma solo qualche settimana dopo i volponi Tabacci e Pezzotta mollano, fanno dietrofront e trattano la loro candidatura in posizione sicura nelle liste dell’UDC, lasciando Ubaldi in mezzo al guado con la sola possibilità della corsa impossibile per il Senato nelle liste del partito di Casini che a quel punto, evidentemente, era tornato ad essere rispettabile, almeno più di Forza Italia.
Ubaldi non viene eletto e qui si interrompe il suo percorso comune con l’UDC.
Nel frattempo si interrompe anche l’unità di Civiltà Parmigiana che si spacca con da una parte la maggioranza del movimento capeggiata da Claudio Bigliardi che ritiene che l’esperienza civica debba proseguire, dall’altra Ubaldi che impone, minacciando anche via legali, il congelamento del movimento forte di atti notarili siglati vent’anni prima che attribuisce a suo favore: da quel momento il solo gruppo consigliare in Provincia è autorizzato ad utilizzare il nome e il simbolo di Civiltà Parmigiana perché l’unico organismo legittimato dal voto e dal ruolo istituzionale.
Ed è in questo periodo che Ubaldi rivendica giustamente e con sempre maggiore forza il suo diritto di consigliere comunale di poter giudicare e, se del caso, criticare l’amministrazione comunale di Vignali… diritto e rivendicazione sacrosanti, che però lo stesso Ubaldi quando era sindaco, tanto per fare un esempio, aveva negato all’allora consigliere comunale Paolo Zoni di cui aveva chiesto pubblicamente l’espulsione dalla maggioranza perché colpevole di non aver partecipato in Consiglio alla votazione della delibera per la costruzione di quello che è poi entrato nella storia recente di Parma con la dicitura non certo lusinghiera di “Ponte degli scatoloni”. Perplessità, quelle di Zoni, che poi si sono confermate più che fondate, se pensiamo che quel progetto è stato completamente rivisto e oggi viene sovente additato a zimbello e menzionato ad esempio di bruttura architettonica.
Ed è sempre in quella fase che Ubaldi, messa nel cassetto Civiltà Parmigiana perché esaurita, ritira fuori dalla soffitta un’associazione di vent’anni prima dal nome “Nuova Politica” che avrebbe dovuto promuovere una scuola di formazione e definire innovativi approcci alla gestione della cosa pubblica, ma che poi nei fatti riduce la sua attività ad un paio di incontri buoni solo, a dispetto del nome “Nuova Politica”, per riesumare vecchie cariatidi democristiane in cerca di poltrone di cui francamente nessuno sentiva la nostalgia.
2009: anno delle elezioni provinciali e comunali. Ubaldi è ancora in pista. Prima sostiene che le elezioni provinciali non gli interessano, poi si schiera dalla parte di chi vuole abolire le Province perché enti inutili e burocratici da sostituire con Enti di secondo grado, poi lancia proposte e partecipa ad incontri nell’Emilia Occidentale per promuovere l’idea di unificazione delle funzioni delle Province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, poi ridà dignità e senso politici a Civiltà Parmigiana e la mette in campo per rilanciarla come indispensabile motore civico, poi si attiva insieme ad amici per promuovere una lista per le provinciali di cui è lui stesso ad annunciare l’imminente discesa in campo, arrivando infine a dichiarare la sua candidatura a Presidente della Provincia qualora avesse fatto la stessa cosa Mauro Libè. E per fortuna che dalle provinciali voleva tenersi fuori!
Alla fine i vecchi democristiani hanno avuto il pudore e il buongusto di non presentarsi alle elezioni, Libè si è candidato ma Ubaldi non lo fatto con la motivazione che Libè si è presentato sotto il simbolo dell’UDC e non come espressione del civismo e pertanto ciò non lo costringeva a misurarsi. Secondo me i parmigiani che hanno compreso questa argomentazione si contano sulle dita di una mano.
Ma anche le amministrative di alcuni Comuni vedono Ubaldi in azione: va a Fidenza ad appoggiare la candidatura di Giuseppe Cerri (che perde rovinosamente), poi quella di un candidato sindaco di Lesignano (a cui non tocca migliore sorte) ed infine si spinge oltr’Enza a sponsorizzare la candidatura a primo cittadino di Reggio Emilia dell’ex sindaco Antonella Spaggiari, che viene travolta dalle urne.
E così arriviamo ai giorni nostri infine, alla convocazione dell’incontro di ieri a nome e con la carta intestata di Civiltà Parmigiana (ma non era solo il gruppo consigliare in Provincia, che adesso non esiste più, a poter utilizzare quel nome e simbolo?) e all’annuncio ancora una volta di esaurimento del civismo e della necessità di un uno strumento nuovo, questa volta un partito, questa volta regionale. E la prossima scadenza elettorale qual è? Guarda caso quella delle regionali nella primavera 2010… chissà perché mi viene il sospetto che per quella data lo vedremo ancora in pista.
2011: Non c’è alcuna scadenza elettorale prevista. Potrebbe essere un anno di riposo per Ubadi ma immagino saranno mesi di febbrili preparativi…
2012: Anno delle elezioni comunali di Parma. Che Ubaldi a questo giro dirà “passo” forse non lo crederebbe neppure il gatto.
Onestamente negli ultimi tempi faccio fatica a seguire Ubaldi che mi pare più impegnato a dare segnali di vitalità agli addetti ai lavori, a rintuzzare colpi veri o presunti di nemici interni ed esterni, a zizzagare in trance elettorale senza una strategia inventandosi formule e contenitori dalle dimensioni comunali, provinciali, regionali e nazionali a seconda dei casi e delle esigenze che a fare quello che è più capace di fare, e forse meglio di tutti, ovvero elaborare idee e comunicare contenuti, forte della sua esperienza, fantasia, capacità.
Ma alla lunga, se non si è lucidi, il tatticismo esasperato diventa autolesionismo… e la politica è una brutta bestia con la memoria corta che fa pagare cari anche gli errori degli altri, ma soprattutto i propri. 

                                                                                Andrea Marsiletti

MA Space, lo Spazio del direttore Marsiletti Andrea