I diritti e lo status dei bambini della coppia omosessuale non si toccano (di Raffaele Crispo)

Mercoledì mattina gli avvocati Valentina Migliardi e Andrea Massimo Mole’ hanno tenuto una conferenza stampa per cercare di fare chiarezza su un argomento che da alcuni mesi ha coinvolto tutta l’opinione pubblica della nostra città ossia il riconoscimento alla genitorialita’ del genitore non biologico di una coppia omosessuale unita civilmente.

Dallo scorso 21 dicembre tiene banco una querelle tra il sindaco Federico Pizzarotti e le associazioni LGBT da una parte e la Procura di Parma dall’altra; in questo botta e risposta ci sono stati tanti interventi soprattutto politici che hanno surriscaldato gli animi e hanno reso la situazione ancora più confusa. Pertanto gli avvocati Migliardi e Mole’, che difendono una delle quattro coppie che chiedono il riconoscimento del genitore non biologico, hanno voluto far chiarezza perché la questione ha assunto una rilevanza pubblica così vasta che non può più essere smorzata.

L’ultimo atto di tale contenzioso e’ il reclamo presentato alla Corte d’Appello di Bologna nel quale la procura di Parma impugna la legittimità del riconoscimento. La Procura tiene a precisare che non ha proposto un’impugnativa dello status di figlio/genitore, ma che ha voluto tutelare “l’interesse pubblico” chiedendo il rispetto della legge visto che il codice civile parla espressamente di padre e madre senza alcuna possibilità di equivoco. Le due “genitrici” che si sono rivolte ai due bravi ed appassionati legali hanno una figlia che ha meno di un anno e che al momento porta i cognomi di entrambe le madri. Gli avvocati fanno presente l’assurdità delle ragioni della procura la quale afferma che della vicenda c’è stata una strumentalizzazione politica. Ma, in effetti e’ la stessa Procura che si esprime facendo interventi di natura strettamente politica ; da ciò la necessità di utilizzare solo strumenti giuridici perché e’ grave il fatto che la politica si sia intromessa in una questione così delicata.

E’ pur vero che la politica deve occuparsi anche di argomenti così dirimenti, ma non deve condizionaste gli organi giuridici e quelli amministrativi. In più occasioni il Sindaco di Parma ha ribadito che sui diritti non si fa alcun passo indietro e che Parma e’ e resterà la Città dei Diritti. La coppia di tecnici del diritto mettono in evidenza la contrarietà del reclamo presentato dalla procura a diverse convenzioni europee ed internazionali come la carta di Nizza e la convenzione di New York dove si usa un lessico che non fa alcun riferimento al genere sessuale dei genitori, non parlando esplicitamente di madri e padri e non richiedendo un vincolo che leghi la coppia di genitori.

Alla conferenza erano presenti anche i consiglieri del PD Lavagetto e Bonetti, e proprio quest’ultima ha fatto presente la necessità di difendere ogni forma di famiglia e di ” normare ” uno stato di fatto che si è venuto a creare .

Valeria Savazzi dell’associazione LGBT Ottavo Colore ha parlato esplicitamente di omofobia e dello sconcerto e del l’amarezza di un atto che anziché tutelare sottrae diritti. I legali, che nel frattempo sono diventati molto amici della coppia che difendono, han detto che vorrebbero vedere quale istituzione avrà il coraggio di revocare tale status di figlio/genitore. A dire dei legali anche la legge Cirinna’ viene chiamata in causa e contestata dal ricorso della Procura. Per assurdo dalla linea comportamentale della Procura sembra che per un bambino sia preferibile avere un solo genitore anziché due se questi sono omosessuali. Al momento lo ” status” non è stato sospeso e si attende un pronunciamento della Corte d’Appello, e nel frattempo si consolida la consuetudine come fonte di diritto.

A sostenere le tesi dei due avvocati, difensori del diritto e d’ora anche paladini degli interessi LGBT, c’è una copiosa dottrina ed un altrettanto significativa giurisprudenza . Con tale conferenza si tende a sensibilizzare tutta l’opinione pubblica, a far chiarezza e a chiedere coerenza ad un Ente come la Procura che è preposta a tutelare l’ordine pubblico. Forse questo e’ solo il primo passo per un impegno che vedrà i due avvocati non solo impegnati a chiedere giustizia, ma anche ad affermare che i diritti devono essere difesi da tutta la società che deve farsi carico di ogni ingiustizia.

Raffaele Crispo