Bella Parma

Com’è bella la mia città
la giro in bici con molta facilita’
perché Parma e’ nel cuore della pianura
e la vita ha ancora un’umana misura.
Ogni tanto vado a farmi un giro al parco Ducale
e li’ respiro ancora l’atmosfera della piccola capitale,
passeggiando sento sempre meno parlare in dialetto
oramai la gente lo usa solo per diletto;
vedo i bambini scorrazzare sui ” grilli”
e sulle panchine ci sono tanti vecchietti arzilli.
Riprendo la mia vecchia e amata bicicletta
inseguendo i profumi della violetta,
esco dal giardino e me ne vado in Santa Croce
dove il traffico e’ sempre rumoroso e veloce ;
ma che bell’aria si respira in Oltretorrente
tanti ricordi del passato mi ritornano alla mente,
gli anni in cui si mangiava pane e resistenza
e della libertà si sentiva l’assenza .
Da qui partirono tanti valorosi partigiani
che combatterono per la democrazia con sforzi sovrumani;
e su ciò vado a riflettere nel piazzale dedicato a Picelli
e trovo anche stranieri e nuovi fratelli.
Qualche pedalata e arrivo all’Annunziata
una chiesa da tutti noi molto amata
perché ci ricorda l’opera di Padre Lino
che ai carcerati e al popolo era vicino;
ce ne sarebbero voluti di più di parmigiani così
e lui lo era anche se non nacque qui.
Poi dal pensiero della musica vengo rapito
e mi reco dove Toscanini emise il primo vagito,
nel momento in cui passo sotto la sua effige
mi sembra ancor di vederlo mentre dirige Salgo le scale della sua natia casa andando fino in soffitta
e nel frattempo quei borghi si inondano del profumo della torta fritta,
quasi sento lo sfrigolio dello strutto
e mi vien voglia di mangiarla con due fette di prosciutto,
poi riprendo a pedalare come un pazzo
e di corsa raggiungo l’antico torrazzo,
da li’ mi affaccio sul nostro amato torrente
mentre ” i nador” sono trasportati dalla corrente.
Davanti a me si erge maestosa la Pilotta
che del mio primo amor e’ stata galeotta;
quanta arte, quanta bellezza e quanta cultura,
sono racchiuse in queste imponenti mura,
dal Teatro Farnese alla biblioteca Palatina
qui c’è gran parte della storia cittadina,
e anche l’archeologico e la Galleria Nazionale
raccolgono un tesoro senza eguale.
Spingo il mio mezzo fino al piazzale della Pace
dove incontro una gioventù allegra e vivace
e davanti a me c’è un altro museo ricco di arte
quello dedicato a Maria Luigia e a Napoleone Bonaparte;
ma poi ascolto delle dolci note e dirigo verso il Regio le mie due ruote,
mi sembra di ascoltare la musica del Cigno
in questo rinomato teatro che è come uno scrigno;
L’Otello e il Rigoletto tante volte si sono ascoltati e visti
ricevendo i fischi o i complimenti dei loggionisti.
Dal suo colonnato vedo già la chiesa della Steccata
dove c’è la Madonna che da tutti è venerata,
entro e alzo lo sguardo verso le sue volte
dove il Parmigianino dipinse le vergini sagge e quelle stolte.
Poi decido di lasciare questo luogo così suggestivo
e vado in piazza Ghiaia per un piacevole aperitivo
e trovo il mercato con le sue animate bancarelle
che propongono ai passanti tante cose belle.
Allora mi porto verso l’antico ponte romano
ma dai banchi mi segue il profumo del Parmigiano,
ahimè, siccome scorrono veloci e inesorabili le ore
vado in piazza da Garibaldi ed il suo palazzo del Governatore,
ed è qui che sento battere forte il cuore parmigiano
soprattutto mentre passeggio sotto i portici del grano;
in questo antico edificio si decidono le sorti della città
che regolano ed influenzano la vita di tutta la società.
Stamattina non si respira e fa caldo ” bomben”
e quindi vado sciacquarmi la faccia dai ” du brasse'”.
Che peccato, oggi sono molto di fretta
altrimenti in via Farini mangerei due tortelli d’erbetta
così andando verso casa passo a salutare il ” mat sicuri”
che è stato testimone di tempi difficili e duri.
Ho trascorso una mattinata intensa e speciale
e non posso non passare per la Cattedrale
ma visto che sono con la bici ancora in pista
saluto da lontano la chiesa di San Giovanni Evangelista;
poi entro in Duomo per ammirare ancora gli affreschi del Correggio
e recitando una preghiera guardo la cupola e il suo dipinto volteggio.
Esco sul sagrato e resto sempre affascinato dal Battistero
che esprime dell’Antelami il suo estro e il suo mistero;
sono stanco, ma pieno di gioia e ricco di emozioni
perché la mia Parma e’ bella e non teme paragoni.

Elvis e Raffaele