
02/10/2014
h.18.00
È interessante la virata con cui i 5 Stelle di Parma abbracciano l’Expo, compatti ad eccezione di Nuzzo (assente) e Savani e Cacciatore (astenuti), con una delibera del Consiglio comunale del 19 maggio 2014. Il consigliere Nuzzo aveva criticato la delibera della sua maggioranza per la partecipazione all’esposizione di Milano: “Significa metterci a cucinare in un catino che puzza”. Nata per un’esigenza legittima – quella di difendere le Fiere di Parma, leader nel settore agroalimentare con la manifestazione CIBUS, dall’assalto di Milano e Bologna – la delibera avvia la costituzione di una new company per svolgere attività fieristiche all’interno di EXPO, in cui Fiere di Parma svolgerà attività in cui è specializzata, di gestione e vendita di spazi espositivi per aziende, coprendo tutti i costi con gli introiti dell’attività fieristica.
Con la delibera l’amministrazione di Parma accetta lo slogan per cui l’EXPO avrebbe come “tema centrale il problema della nutrizione per l’Uomo nel rispetto della Terra, allo scopo di trovare dei modelli di sviluppo per assicurare a tutta l’umanità un’alimentazione buona, sana e sostenibile capace di tutelare la biodiversità indispensabile per la salute del Pianeta.” L’ondata di inchieste giudiziarie del 2013, ma soprattutto del 2014, mostrano obiettivi meno filantropici e modalità operative dell’EXPO discutibili, mettendo a nudo chiare intenzioni di incentivo ad economie non virtuose in generale, e contrarie al principio di trasparenza fondante del programma 5 Stelle in particolare, come la cementificazione, la corruzione, la distrazione di massa dei media.
Il 18 Giugno 2014 Pizzarotti presenta la Parma turistica della gastronomia nel cuore di Milano. “Sono qua per promuovere la vocazione turistica della città anche in vista dell’Expo milanese del 2015”. E’ accompagnato dall’assessore Cristiano Casa, che rafforza il concetto con un’affermazione che suona come un lapsus freudiano, in rappresentanza di chi ha le energie rinnovabili e il no agli sprechi come cardine della propria politica: “I nostri prodotti tipici sono il nostro petrolio”.
Viene coniato il logo “Parma Expo 2015” per attirare parte dei 20 milioni di turisti in arrivo da tutto il mondo. Purtroppo non si riesce a fare il “Food Valley Point”, un centro di degustazione a fianco della ferrovia, perché “mancano 2 o 3 milioni di euro”. Saggiamente, e fortunatamente, si opta per altri monumenti comunali disponibili e di grande valore artistico. Si aprono numerosi tavoli di coordinamento tra Enti pubblici, banche e soggetti attivi nel campo turistico, al fine di evitare duplicazioni delle iniziative e dei messaggi per i visitatori.
Finora Pizzarotti ha prodotto una consulenza affidata lo scorso Luglio alla società EXPLORA scpa di Milano, voluta per gestire l’intera promozione turistica della città ducale in occasione di EXPO 2015. Si tratta di una società di consulenza interamente pubblica e partecipata da soggetti istituzionali lombardi, costo dell’operazione € 65.000 più IVA di legge per un costo complessivo di € 79.300,00, a firma di un dirigente del Comune di Parma.
Pizzarotti ha di recente dichiarato che il M5S “deve ritornare alle origini”, sottolineando, che in Emilia-Romagna “Ci sono problemi di rappresentanza… forse stiamo perdendo il contatto con il territorio”. EXPO fa parte delle origini o è piuttosto l’esatto contrario di quanto il M5S dovrebbe essere e sostenere? Pizzarotti ha dichiarato che il M5S non ha programmi: peccato che nel programma con cui si è candidato sindaco nel 2012 ci fosse la promozione delle filiere corte, la sostenibilità del vivere, il no alla cementificazione, la lotta alla corruzione, proprio come nel programma nazionale del M5S. Esattemente l’opposto dell’EXPO.
Alessandro Guardamagna