” Non voglio pagare per colpe altrui”

29/06/2011
h.14.50

Gli accadimenti degli ultimi giorni e soprattutto delle ultime ore mi impongono di far cessare quel silenzio stampa che da almeno sei anni ha caratterizzato il mio impegno e il mio lavoro.
In questi anni nelle Amministrazioni che ho diretto ho voluto lasciare, come giusto che sia, il primato alla politica, perché i successi fossero ascrivibili a chi aveva dato impulso alle azioni e non a chi li aveva operativamente raggiunti.
In questi dodici ultimi anni:
– ho trasformato la città di Parma con infrastrutture e dotazioni che ci invidiano molti Comuni;
– ho modificato e migliorato i servizi ai cittadini di Parma con primati che hanno avuto attestazioni ufficiali a livello nazionale;
– ho portato la macchina amministrativa a livelli di efficienza, efficacia ed economicità riconosciuti a livello nazionale, oltre che da tutti i cittadini che entrano in contatto con la macchina comunale;
– ho creato una capacità di propulsione della macchina comunale tale da rendere raggiungibili con efficacia e rapidità gli obiettivi ai quali, di volta in volta, il Sindaco pro tempore saprà dare impulso.
Questo naturalmente è stato reso possibile per intelligenza e capacità di due straordinari Sindaci e per l’impegno, l’abnegazione, l’orgoglio e la professionalità di tutti i Dipendenti e i Dirigenti del Comune di Parma.
Tutto ciò è stato fatto nel rispetto, da parte mia, di leggi e regole e nella totale trasparenza.
L’azione da me svolta in questi 12 anni non ha determinato MAI a mio carico alcun effettivo rilievo: né della Magistratura Penale, né della Magistratura Civile, né dalla Magistratura Amministrativa e né della Magistratura Contabile.
Quindi mentre DIFFIDO pubblicamente chiunque dallo sfiorare i profili di correttezza e trasparenza che hanno caratterizzato il mio operato, sfido chiunque ad un confronto pubblico sui risultati raggiunti.
Con questo comunicato ritengo inoltre di dover entrare ulteriormente nel merito per precisare:
1. i fatti sotto il profilo amministrativo (responsabilità degli atti)
le regole che definiscono i profili di responsabilità amministrativa sono:
a) il sindaco per legge nomina con proprio decreto i dirigenti stabilendone durata, funzioni e risultati attesi. Inoltre, su proposta del nucleo di valutazione (oggi OIV) stabilisce di premiare o non premiare i dirigenti stessi per i risultati conseguiti;
b) i dirigenti per legge sono autonomi nella stesura degli atti ed hanno la responsabilità univoca della regolarità tecnico-amministrativa, della regolarità contabile e della legittimità giuridica degli atti nessun altro può prevalere su tali responsabilità;
c) il direttore generale per legge “provvede ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell’ente, secondo le direttive impartite dal sindaco e sovraintende alla gestione dell’ente, perseguendo livelli ottimali di efficacia ed efficienza”, quindi ha la responsabilità di come si perseguono i risultati (di cui si è già detto) non già degli atti;
d) il segretario generale per legge ha “……funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell’ente in ordine alla conformità dell’azione amministrativa,” gli compete quindi un compito di vigilanza amministrativa;
2. i fatti sotto il profilo civilistico (il danno per l’Ente)
Io, E NON ALTRI, ho, invadendo il campo delle autonomie dei dirigenti, contestato e quindi sospeso sin dall’aprile del 2009 atti di pagamento di fatture per circa 6 milioni di euro formalmente già predisposti, perché emergevano, nell’ambito delle prestazioni dell’appalto del verde, controlli carenti rispetto a quanto stabilito nel contratto. Ho quindi evitato qualsiasi danno emergente per l’Amministrazione riferito ai fatti sui quali la Magistratura sta indagando;
3. i fatti sotto il profilo penale (la vigilanza)
certo che la Magistratura svolgerà al meglio i suoi compiti, auspico in ogni caso che si rivelino insussistenti le responsabilità penali, ESCLUSIVAMENTE PERSONALI E DI COMPORTAMENTO, relativamente ai fatti per i quali, allo stato, risultano indagati tre dirigenti del Comune.
In ogni caso, preciso che, pur essendo ognuno responsabile delle proprie azioni e che i fatti penali, ribadisco, sono esclusivamente soggettivi:
a) il Comandante della Polizia Municipale non dipende nelle sue funzioni dal Direttore Generale;
b) il Responsabile delle Relazioni Esterne e della Comunicazione si rapportava evidentemente con gli organi politici in modo biunivoco;
c) il Responsabile delle manutenzioni del verde è stato sottoposto tempestivamente ad un’azione ispettiva da parte del sottoscritto che un anno fa aveva prodotto su richiesta riservata del Sindaco una relazione riservata, anche a firma dell’Ispettore Generale, che non lasciava dubbi e che ha determinato da parte del Sindaco azioni conseguenti a tutti note.
Solo un breve accenno alle questioni finanziarie rimandando ad altro momento, se potrà essere utile, un’ ulteriore comunicazione.
La finanza del Comune è sempre stata sotto controllo e oggi lo è più di ieri.
I problemi finanziari provengono dalle Società controllate o rette da Presidenti, Amministratori Delegati e Direttori Generali con piena autonomia e fiducia concessa dagli Amministratori pubblici. Il compito di indirizzo e vigilanza su tali Società è affidato agli stessi Amministratori del Comune nella sede delle rispettive assemblee.
Quando a novembre del 2010 mi è stato chiesto di controllare STT, assumendo la carica di Direttore Generale senza emolumenti, anzi con una riduzione di stipendio, per effetto dell’entrata in vigore della Legge sui manager pubblici, ho obbedito per servizio.
Prima da solo, poi assieme al Prof. Massimo Varazzani abbiamo fatto emergere il problema finanziario e lo abbiamo risolto con il plauso di tutti. Ciò l’ho fatto, voglio ricordare, quando mi è stata attribuita la responsabilità di controllare assumendo un ruolo che lo consentisse.
Questo mio comunicato sono convinto che potrà e dovrà servire a tutti coloro che in queste ore difficili devono assumere decisioni importanti che non potranno che avere conseguenze importanti.
Nel rispetto delle persone, della professionalità e della loro moralità, sono disposto a continuare ad operare seriamente per il bene della città. Tuttavia, non sono né disposto né disponibile ad assumere eventuali RESPONSABILITA’ O COLPE altrui delle quali non sono tenuto a rispondere.
Mi riservo di comprendere meglio gli eventi e di rinviare eventuali ulteriori considerazioni a modi e a tempi diversi.

Dott. Ing. Carlo Frateschi

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29/06/2011
h.18.00

Da venerdì scorso, giorno della esecuzione dei provvedimenti di custodia cautelare da parte della Procura della Repubblica, è cominciato un incredibile balletto all’interno della Maggioranza comunale; un balletto fatto di dimissioni, di dimissioni annunciate e poi non date, di rottura dell’unico Gruppo di maggioranza e di iniziative di tutti in ordine sparso e spesso in palese contraddizione.
Memore del vecchio detto “tra moglie e marito non mettere il dito”, non entro nel merito della querelle politica tra i Gruppi della già maggioranza comunale.
Al contrario, non posso non occuparmi della vicenda della Dirigenza perché riguarda la funzionalità della macchina comunale e perché può essere foriera del c.d. danno erariale, cioè causare esborso indebito di denaro pubblico.
Questa vicenda è nata, con tutta evidenza, dal tentativo – abbastanza irrazionale e fantasioso – del Sindaco di dimostrare il fondamento della tesi autoassolutoria del “non sapevo”.
In questa chiave, sabato pomeriggio, ha annunciato, in termini che i giorni rendono sempre più confusi, il “mutamento di posizione” (l’espressione è volutamente atecnica) di 4 Dirigenti apicali, a sera divenuti 3 con una motivazione che non ha celato, in alcun modo, la ragione politica della “ripromozione” di uno dei 4 Dirigenti. La decisione si è accompagnata alla assurda ed illegale pretesa di riportare Parma agli anni pre-tangentopoli con il ritorno alla confusione tra ruolo tecnico e ruolo politico. L’elemento di totale illogicità di questa decisione stava (e sta) però, con tutta evidenza, nel fatto che si “mutava posizione” a 4 Dirigenti apicali, immediatamente sotto al Direttore Generale, ma non si toccava la posizione di quest’ultimo.
Se un problema di funzionalità vi era, era evidentissimo che questo non poteva non riguardare, prima ancora dei Dirigenti, il Direttore Generale.
Solo ieri sera è giunta la notizia che si era provveduto al “mutamento di posizione” del Direttore Generale attraverso una soluzione da vero azzeccagarbugli: la soppressione della Direzione generale dalla organizzazione della macchina comunale!
Siamo seri!
Non si può scoprire dopo 4 anni di governo che non è necessaria la Direzione generale. Dopo 4 anni si può scoprire che la Persona incaricata di quella funzione non ha più la fiducia o non ha più un rendimento adeguato. Anche questo nascondersi dietro le forme giuridiche rivela la crescente incapacità di amministrare e la sempre maggiore precarietà del governo comunale.
D’altra parte, se si analizza il succedersi degli eventi, non è meno chiaro che la decisione assunta ieri sera ha natura chiaramente politica, essendo il Sindaco stato costretto a questa decisione dalle pressioni di più parti della sempre più litigiosa e divisa maggioranza di governo.
Non si può pensare di far pagare tutte queste difficoltà alla Città e all’immagine del Comune stesso. E sottolineo questo, non senza ricordare che, in più occasioni, il Gruppo del PD ha svolto critiche sul ruolo del Direttore Generale e ha denunciato l’eccessiva autonomia ed indipendenza lasciata allo stesso.
Oggi questa vicenda ci pone davanti ad un nuovo fatto, a dir poco incredibile: l’ex Direttore Generale che emette, tramite l’Ufficio stampa del Comune di Parma, un proprio comunicato con affermazioni, che sono oggettivamente incompatibili con il ruolo di Dirigente Comunale e insostenibili nei confronti di chi gli ha fiduciariamente conferito l’incarico e rimane il suo diretto superiore. Non entro nel merito del comunicato, perché il Direttore Generale non è, in questo contesto, un mio diretto interlocutore, mentre lo è del Sindaco, che questa presa di posizione non può ignorare né per l’inammissibilità del gesto, né per i contenuti.
Al contrario, con attenzione al merito della questione, mi rivolgo al Sindaco per chiedere di spiegare in modo chiaro e definitivo:
– le ragioni formali dei provvedimenti assunti;
– la natura di questi provvedimenti;
– la posizione attuale nei confronti del Comune dei Dirigenti stessi;
– i costi per le casse comunali dei provvedimenti.
Chiedo anche al Sindaco di assicurare che i provvedimenti sono stati assunti nel rispetto delle competenze degli organi comunali e, quindi, in una condizione di rispetto della legalità formale. Sarebbe, infatti, più che mai inaccettabile che le ragioni della sua “resistenza ad oltranza” avessero spinto a provvedimenti illegittimi, forieri di risarcimenti da pagare col denaro di tutti i Cittadini e prima a situazioni di paralisi dell’apparato tecnico.

Giorgio Pagliari
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29/06/2011
h.19.30

Caro Sindaco,
non era difficile immaginare la soddisfazione di molti dipendenti e Amministratori poco accorti, quest’ultimi, se solo ora si sono avveduti della inadeguatezza del Direttore Generale, all’annuncio dell’intervenuto azzeramento o rimozione o addirittura della “mediata resa” che Tu e il vice Sindaco avreste convenuto, così scrive la stampa, con il diretto interessato, ieri sera nel suo ufficio.
Regna tuttora grande confusione e nulla di certo è dato sapere almeno in via ufficiale. Ben comprendo che lo stato confusionale che vi ha investito nulla conceda di meglio.
Mi sia consentito ricordarti che anche in merito alla eventuale e/o alla già intervenuta interruzione del rapporto di lavoro con il Direttore Generale hai il dovere della assoluta chiarezza anche e soprattutto per non provocare ulteriori danni alle finanze pubbliche.
Il contratto di lavoro del Direttore Generale contiene clausole che potrebbero offrire spazio per richieste di indennizzo. Clausole che non avresti dovuto sottoscrivere e comunque rimuovere quando ti ho sollecitato a farlo ma, purtroppo, sono rimasto inascoltato. Oggi al solo scopo di prevenire l’insorgere di dannoso contenzioso per il Comune ritengo sia da Te dovuta urgente e precisa risposta ai Cittadini di Parma alle seguenti domande: 1) se corrisponde al vero che l’ing. Frateschi è stato “rimosso” perché è stata decisa la modifica della macrostruttura anziché essere stato “rimosso” per giusta causa; 2) se sia vero e legittimo che il Sindaco, come pare essere avvenuto, possa autonomamente avere deciso la modifica della macrostruttura del Comune o se tale competenza sia attribuita ad altri Organi; 3) se sia vero che in caso di dimissioni del Sindaco il contratto del Direttore Generale si risolve senza oneri aggiuntivi per il Comune; 4) se hai valutato i costi e le conseguenze economiche connessi alla rimozione del Direttore Generale in carenza di giusta causa.
Non per questo può essere a me attribuito il ruolo di difensore del Direttore Generale. Ben me ne guardo e se fosse dipeso da me non lo avrei neppure assunto.
Un cordiale saluto

Marco Ablondi
Gruppo P.R.C.

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