Battistero, “non si scada nella farsa”

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29/10/2009
h.16.20

Questa mattina al tavolo istituzionale è emerso che il mancato versamento dell’aumento del capitale sociale, promesso dal socio di maggioranza Varasi, ha fatto sì che le banche abbiano rifiutato ulteriori finanziamenti alla Battistero. Del piano condiviso con le istituzioni alcune settimane fa si è realizzato solo lo smobilizzo del leasing della sede aziendale.
Dopo più di un mese di presidio, decine di manifestazioni, decine di incontri ai tavoli istituzionali, innumerevoli interventi a sostegno di questa società riteniamo sia necessario aprire una nuova fase.
La Battistero con questo assetto societario non può andare avanti.
A questo punto lavoreremo affinché si realizzi una nuova proprietà che mantenga il marchio e la produzione a Parma e non riteniamo che questo possa avvenire grazie ad amministratori riciclati che hanno contribuito a creare l’attuale pesante situazione debitoria.
Pretendiamo un’azienda sana con un piano industriale serio che superi la stagionalità delle produzioni e che rilanci la tradizione del dolciario a Parma.
Il nostro pensiero va ai lavoratori, rimarremo vicino a tutti, fissi e stagionali. Per questi ultimi stiamo lavorando con le istituzioni per tentare di trovare una qualche copertura grazie ad ammortizzatori sociali che ad oggi non ci sono. A tutti diamo appuntamento in assemblea sindacale.
Con grande amarezza riscontriamo che ancora una volta a Parma sulla pelle della gente si è realizzata una tragedia che se trascinata ancora a lungo rischia di scadere in farsa. 

                                                                                      CGIL Parma

(nella foto: Paolo Bertoletti, segretario provinciale CGIL Parma)

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