De profundis, quando si è smarrito il senso della “civiltà parmigiana” (di Comitato Tardini Sostenibile)

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Lombatti

Abbiamo assistito per tutti questi mesi alla forsennata campagna pubblicitaria della Giunta comunale militante in ogni sede (dalle diverse commissioni consiliari ai dibattiti televisivi, dalle pagine sulla Gazzetta ai post “in evidenza” del vicesindaco, a pagamento sui social). Non potevamo certo aspettarci il doveroso ripensamento di un’amministrazione che prende finalmente atto delle numerose evidenze di criticità più e più volte rimarcate vuoi nei pareri tecnici della conferenza dei servizi, vuoi dai consiglieri di minoranza, vuoi da tante importanti associazioni culturali e ambientali, da docenti universitari e noti professionisti, così come da una larga fetta di cittadini.

Nessuna sorpresa, dunque, che questa Giunta – pur avendo voluto irritualmente la votazione di pubblico interesse in sede di Consiglio Comunale, e non in Giunta, come pare la legge prescriva – abbia di fatto ottenuto esclusivamente i voti dei propri consiglieri di Effetto Parma (più quello del Sindaco, questa sì, fra oratoria e voto, una vera sorpresa ben poco qualificante!).

Non potevamo sperare che questa Amministrazione a fine mandato si accomiatasse con maggiore lucidità e coscienza, affinché si potesse tornare a credere che nonostante tutto fossero ancora sopravvissute le caratteristiche di misura, di ricercatezza, di non ostentazione, di raffinatezza, di attenzione nel perseguimento della vera qualità formale e sostanziale della propria immagine e del proprio agire della nostra “civiltà parmigiana”, ovvero l’espressione conosciuta in Italia e all’estero della storica cultura specifica del suo corpo sociale.

Non è avvenuto, e i consiglieri di Effetto Parma, votando compatti a favore della delibera di pubblico interesse, si sono assunti la grande responsabilità di permettere l’avanzamento dell’iter procedurale di un progetto di trasformazione urbana non solo insensato, in quanto totalmente incongruo con la qualità urbana e il tessuto sociale del sito che lo contiene, ma addirittura fortemente peggiorativo delle condizioni ambientali, degli usi abitativi e del benessere generale dei residenti e di tutti cittadini di Parma. Tralasciando, addirittura, gli approfondimenti dovuti circa la legittimità giuridica dell’iter di procedura e senza avere qualsivoglia dato o informazione contabile a garanzia dello stato di salute economico finanziaria del proponente, l’amministrazione ha dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio la completa subalternità all’investitore privato, che si porterebbe a casa per quasi un secolo, a costo zero una delle aree urbane più prestigiose della città, il ns più rilevante cespite comunale.

In ultimo, come uomini e donne che hanno a cuore i valori della democrazia, della legalità e del rispetto delle norme e della dignità delle persone, non possiamo tacere di fronte alla gravità di quanto avvenuto nel corso di detto Consiglio, ed esattamente a partire dal minuto 4.56.13 (https://www.youtube.com/watch?v=GXbiu3OLCgc&t=17915s). Ci riferiamo al grave atto intimidatorio a opera del consigliere Bozzani il quale, nel contesto dello scambio di opinioni fra la consigliera Roberti e il Presidente Tassi Carboni circa il contenuto delle centinaia di mail pervenute ai consiglieri da privati cittadini, si rivolgeva alla stessa consigliera dicendo “Allora organizzeremo magari in una strada 100 tifosi sotto casa di qualcuno, in silenzio, e vedremo come sarà! Faremo così, cosa dobbiamo fare? La democrazia, no?”.

Speravamo di non dover mai più riascoltare, e men che mai nella sede istituzionale della nostra città, certe espressioni minacciose che ricordano pericolosamente modi e forme del Ventennio squadrista e, va aggiunto, di odiosa impronta maschilista, lesive della dignità di una consigliera e della memoria storica di Parma, medaglia d’oro alla Resistenza. Come cittadini ci aspettiamo dunque una chiara presa di distanza e una forte condanna da parte dell’intera Giunta ai modi e ai contenuti utilizzati dal consigliere Bozzani.

Nonostante schiacciata e comprensibilmente “distratta” dalla gravità delle problematiche e dai drammi di due anni di pandemia, la cittadinanza sta ritrovando pian piano il tempo e la forza di occuparsi della tematiche dell’intera comunità, tornando ad essere, come è sempre stata, artefice diretta dei processi di trasformazione e custode del proprio patrimonio materiale ed immateriale collettivo. Insieme a questa crescente voce di dissenso all’interno dell’opinione pubblica, uniti nell’opposizione consapevole alla dannosa insensatezza del progetto del nuovo stadio, il Comitato Tardini Sostenibile si assume la piena responsabilità intergenerazionale di salvaguardia del bene comune, continuando perciò a dare il suo contributo affinchè Parma ritrovi se stessa, i propri valori e la propria rinomata cultura del luogo e del buon vivere, di oggi e di domani.

Il Comitato Tardini Sostenibile

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