Distretto Sud Est: presentato il progetto A.V.E.N.G.E.R.S. contro il ritiro sociale dei giovani

Partito. Il progetto A.V.E.N.G.E.R.S., acronimo di “Adolescenti Vulnerabili E Nuove Generazioni, Esperienze, Risposte e Sostegni”, ha lanciato la sfida al disagio e ritiro sociale dei giovani che vivono nel distretto Sud Est. Una sfida nel segno della prevenzione attraverso l’alleanza dell’intera “Comunità educante”, formata da tutti coloro che lavorano con e per i giovani: gli enti pubblici attraverso i loro servizi sociali, Ausl, educatori, mondo della scuola, terzo settore.

A sancire ufficialmente il via al progetto, nella mattinata di lunedì 11 settembre nella sala convegni di Casa I Prati a Collecchio , il convegno che ha fatto registrare il tutto esaurito con l’intervento di Katia Provantini, psicologa-psicoterapeuta della Coop/Fondazione Minotauro, esperta a livello nazionale in problematiche evolutive che ha trattato il tema  “Adulti e comunità educante a supporto della crescita delle nuove generazioni”, e una tavola rotonda con i professionisti del territorio, moderata da Federico Manfredi, responsabile dell’Area Minori e Famiglie di Pedemontana sociale. Un intervento, quello di Provantini, che rappresenta il “manifesto” di quello che è A.V.E.N.G.ER.S., realizzato grazie al contributo di Fondazione Cariparma dal Centro per le Famiglie Distrettuale, Azienda Pedemontana Sociale, Unione Pedemontana Parmense, Unione Montana Appennino Parma Est e AUSL Distretto Sud Est, in collaborazione con gli istituti comprensivi e le cooperative sociali AuroraDomus e Connessioni.

A.V.E.N.G.E.R.S. è formazione e supervisione, potenziamento degli sportelli di ascolto, degli interventi di sostegno educativo e della mediazione scolastica con metodi innovativi e prevede anche laboratori rivolti ai ragazzi e alle ragazze che si trovano in condizioni di rischio oltreché la creazione di un team di operatori formati sul tema del ritiro sociale, capaci di lavorare in sinergia nella programmazione e realizzazione di azioni integrate.

«Quella di oggi è una giornata importante – ha sottolineato aprendo il convegno il direttore generale di Pedemontana sociale Adriano Temporiniche segna l’inizio di un progetto biennale nel quale lavoreremo insieme per perseguire obiettivi comuni di salute su piani di integrazione istituzionale, fra istituzioni di diritto pubblico, gestionale dove il piano della struttura operativa è individuato nel nostro Distretto come luogo per l’integrazione sociale e sanitaria, professionale perché richiede disponibilità e capacità di molte e diverse professionalità; comunitaria, tra pubblico e privato.

 

† Terra Santa 3 – L’esperienza intensissima della trasfigurazione sul monte Tabor, nonostante Lavagetto (di Andrea Marsiletti)

 

«È urgente e imprescindibile cambiare il metodo di lavoro alla luce dei cambiamenti di paradigma – ha sottolineato Provantini –. I nostri compiti vanno rivisti, fino a trasformali profondamente, perché oggi essere adulti è completamente diverso da quello che era un modello formale che non esiste più». Cambiamenti necessari che ha illustrato con esempi concreti, spiegando come si sia passati da un modello educativo che prevedeva la trasmissione di valori riconosciuti e consolidati alle generazioni precedenti, a privilegiare la soggettività e l’individualità. «Occorre “riorganizzare la speranza”, perché la catena di disagi hanno a che fare con la perdita di speranza, l’assenza di futuro. Oggi tutte le professioni, come quelle degli insegnanti e degli psicologi, si sentono inutili di fronte a questo fenomeno. Ma se iniziamo a dire tra di noi che una è più inutile di un’altra, è finita: crolla la “Comunità educante”. Dobbiamo, invece, lavorare insieme».

L’assessore alle Politiche sociali di Collecchio, Costanza Guerci, ha fatto gli onori di casa leggendo un messaggio della sindaca, Maristella Galli, impossibilitata a partecipare. Un messaggio nel quale Galli ha raccontato la sua esperienza personale nell’incontrare ragazzi con comportamenti a rischio, sottolineando la necessità di aprire un dialogo dove prevalga la parola inclusiva “anche” in luogo della parola “invece”.

«Il disagio giovanile è un problema complesso, che va affrontato con strategie complesse – ha sottolineato il neopresidente del Comitato di distretto Sud Est dell’Ausl e sindaco di Langhirano Giordano Bricoli –. Occorre fare rete tra i vari servizi e il mondo della scuola, per una comunità educante che metta in campo le sue risorse per trovare una soluzione. A.V.E.N.G.E.R.S. è una progettualità che il nostro distretto ha saputo portare avanti con un lavoro corale e l’aiuto di Fondazione Cariparma, che non ha messo a disposizione soltanto risorse economiche, ma ha dato un contributo etico per la crescita ella nostra comunità».

La presidente dell’Unione Montana Appennino Parma Est e sindaco di Lesignano de’ Bagni, Sabrina Alberini, ha osservato quanto A.V.E.N.G.E.R.S. possa essere fondamentale nel contrastare il disagio e del ritiro sociale dei giovani: «Un tema urgente. Fenomeni come le baby gang sono sotto gli occhi di tutti e sono sicura che questo progetto ci darà tante soddisfazioni grazie alla sua trasversalità».

«Mi auguro che questo progetto possa essere un’arma efficace – ha aggiunto il direttore del Distretto Sud Est dell’Ausl Giovanni Gelmini –. Il nostro distretto, con la Neuropsichiatria Infantile e la sua responsabile, la dottoressa Roberta Rosetti, credo sia già ben inserito nella “Comunità educante” e siamo lieti di poter collaborare con entusiasmo a questa attività».

E sulla collaborazione ha posto l’accento anche Simone Dall’Orto, presidente di Pedemontana sociale e sindaco di Traversetolo: «Non dobbiamo affrontare il problema lavorando per “compartimenti stagni”. Credo che, come distretto, si stia facendo tanto e questo progetto ne è una conferma. Quando si presentano dei problemi, a volte parlare con le famiglie dà già qualche risultato. Ma quando la famiglia non c’è, possiamo contare su una buona rete di Comunità»

La responsabile dell’Ufficio di Piano distrettuale, Debora Tanzi, ha evidenziato l’importanza di «investire sul potenziamento degli sportelli d’ascolto e della mediazione scolastica, per gestire le conflittualità all’interno delle classi con metodi innovativi, e sulla formazione, per avere strutture educative sempre più specializzate. Non ultimi i laboratori, perché l’isolamento nasce dalla mancanza di opportunità di socializzazione».

A chiudere gli interventi istituzionali è stato Franco Magnani, il presidente di Fondazione Cariparma ringraziata da tutti gli amministratori per essere sempre al fianco delle comunità nel sostenere progetti di importanza sociale come A.V.E.N.G.E.R.S., «un’iniziativa pregevole – ha sottolineato il presidente –. Il bello di questo progetto, è che è rivolto al futuro, perché si pensa a cosa faranno i giovani, come vivranno e come cresceranno i loro figli. Nell’orto c’è quello che hai seminato, non altro, e dobbiamo cercare di recuperare quello che si può recuperare. Le difficoltà maggiori nasceranno nel momento in cui si dovrà stabilire un contatto con questi ragazzi “slegati”, che vogliono isolarsi: bisognerà mostrare loro che è possibile vivere in un altro modo. Noi come Fondazione Cariparma ci siamo e saremo vicini alle vostre necessità. Ma non ringraziateci, perché questo è il nostro dovere».

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