“Enìa e la bufala della protezione dell’ambiente”

confartigianatomaggio
Contabile_giugno24

01/02/2010
h.11.20

600% di PM10 in più, come dato catastrofico non c’è male.
Peccato che sia la verità.
A inceneritore avviato, a teleriscaldamento alla massima efficienza e regime (quindi dopo aver spento le caldaie singole) questo è il dato che esce dallo stesso progetto Enia.
Tradotto in tonnellate significa 3,2 tonnellate di PM10 in più all’anno.
Le PM10 (dall’inglese Particulate Matter) costituiscono uno degli inquinanti maggiormente responsabili della qualità dell’aria.
Con PM10 si intendono quelle particelle ultra fini che raggiungono una diametro di 10 micron (un capello è 5 volte più grande, un granello di sabbia 9 volte più grande). Non si vedono quindi ma respirate fanno il loro ingresso trionfale nei nostri organi con conseguenze nefaste.
Bronchiti, asme, tossi, difficoltà respiratorie, diminuzione dell’efficienza polmonare, rischio per le persone con sistema respiratorio deficitario, malattie cardiovascolari, sintomi respiratori acuti nei bambini, insomma uno degli inquinanti che andrebbero tenuti sotto osservazione.
E così prevede la legge.
E’ il PM10 che viene monitorato per accertare che non si superino i limiti previsti.
In un anno i superamenti consentiti sono 35, l’anno scorso Parma è arrivata a 64.
E’ il PM10 che decide sulla nostra salute. E già da anni ha deciso molto male.
Reazioni? Misure drastiche? Chiusure del traffico?
Nulla: un pomeriggio la settimana, ogni tanto, tanto per scriverlo sui giornali e nulla più.
Ci stiamo assuefacendo al peggio.
Nel gennaio 2010 sono stati 15 su 28 giorni gli sforamenti oltre i limiti di legge, quindi dei 35 sforamenti consentiti in un anno dalla norma, metà ce li siamo già respirati nel giro di un mese scarso.
In questa catastrofica situazione gli amministratori hanno pensato bene di mettere il carico da 11: aggiungere a questi dati un aumento secco del 600% di polveri sottili (PM10) che Parma produrrà in più con il meraviglioso impianto di incenerimento di Ugozzolo (è quell’impianto che Allodi sostiene essere quasi taumaturgico).
Così il presidente ha pensato di riempire la città di cartelli pubblicitari per promuovere una immagine dell’azienda che non esiste nella realtà.
Questa è solo una delle tante prove che l’impianto di Ugozzolo ci porterà più inquinamento.
Ecco allora un cartello più vicino alla realtà dei fatti: +600% PM10, Parma capoclassifica nel peggioramento della qualità dell’aria? I numeri li smentiscono.
Un saluto dal 34° posto nella classifica italiana delle città più inquinate.

Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti Parma & Provincia

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