I professionisti dell’attività motoria scendono in piazza

In molte città d’Italia (per l’Emilia-Romagna Modena) studenti e professionisti delle “scienze motorie” e diplomati Isef, muniti di mascherina e rispettando il distanziamento di 2 metri, manifesteranno il loro dissenso verso il nuovo Dpcm 14 gennaio 2021, che lede il diritto di lavoro degli oltre 80.000 professionisti di questo settore e il diritto alla salute dei cittadini.

In più, ad oggi, la formazione del nuovo governo non prevede al suo interno la figura del ministro dello Sport competente, mettendo a repentaglio una incompleta riforma del movimento e dello sport in fase di ultima revisione e approvazione.

Ma cosa chiedono i professionisti laureati in Scienze Motorie e diplomati Isef? Ne abbiamo parlato con Massimiliano Faraj membro parmigiano del Cism (Comitato italiano scienze motorie) e con Luca Pignatone referente per Parma.

“Innanzitutto vorremmo che fosse selezionata e inserita nell’immediato la figura del ministro dello Sport con competenza ed esperienza necessaria per un serio sviluppo del sistema – dicono – e in secondo luogo che fosse permesso ai centri con personale laureato in queste discipline di continuare a svolgere intervento di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, attraverso la somministrazione di esercizio fisico, di attività motorie adattate a soggetti in recupero motorio post-riabilitativo, con vizi posturali e con patologie croniche stabilizzate e/o disabilità psico-fisica che beneficiano dell’esercizio fisico come di una vera e propria medicina”.

Fatto non trascurabile è che se non saranno apportate modifiche interpretative al Dpcm del 24 ottobre 2020, permettendo la continuazione dell’attività specialistica, tantissimi posti di lavoro saranno a rischio in questo settore.

“Chiediamo anche un pronto ristoro per chi è stato costretto alla chiusura, nonostante le spese per adeguamento alle norme di sicurezza anti Covid prevedendo tutti i codici Ateco. E anche per tutti i lavoratori del settore con partita Iva che ancora non hanno ricevuto niente. E vorremmo finalmente il riconoscimento professionale dei professionisti laureati in scienze motorie e diplomati ISEF, anche in ambito sanitario e l’inserimento del docente di educazione fisica di ruolo alla scuola primaria”.

“Cism ha redatto un manifesto che palesa tutti i nostri obiettivi a partire dalla piena tutela dei diritti del lavoro con la creazione di un proprio codice di attività che ci permetta di essere individuati in una categoria ed essere regolamentato ai fini pensionistici Inps e Inail. Regolamentazione della fiscalità, delle opzioni assicurative, delle tipologie di contratto dedicate alla professione nelle scienze motorie. Chiediamo l’istituzione di un Albo o Ordine professionale e di un codice deontologico con relativo giuramento anti-doping per debellare ciò che è diventato il “cancro” dello sport e non solo”.

Il Cismi chiede inoltre che sia istituita l’obbligatorietà della presenza del laureato in scienze motorie per lo studio e la scelta di protocolli di movimento adattato e finalizzato alle necessità estetiche e funzionali della persona in palestre e centri fitness/benessere, associazioni e società sportive e nei luoghi ove si pratica attività motoria ai fini preventivi, compensativi e post riabilitativi e di miglioramento e mantenimento di un’ottimale stato di salute, nonché nei centri e studi medici pubblici e privati con inserimento nei team multidisciplinari per il trattamento delle alterazioni posturali e delle patologie croniche/degenerative stabilizzate di interesse ortopedico, fisiatrico, geriatrico, ginecologico, oncologico, respiratorio, cardiologico, neurologico.

TC