INTERVISTA – Il meteorologo Luca Mercalli: “Gli aerei sono il trasporto più inquinante. No ai cargo al Verdi di Parma, è sbagliato investire sugli aeroporti”

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La posizione critica sui voli aerei del celebre meteorologo Luca Marcalli è nota da tempo. “Le emissioni degli aerei rappresentano il 2,5% del totale, pari a quelle dell’intera agricoltura” ha dichiarato già anni fa.

In vista della manifestazione no cargo e contro l’allungamento della pista dell’aeroporto Verdi in programma sabato a Parma, lo abbiamo intervistato.

Qual è la sua posizione nel dibattito sull’aeroporto Verdi di Parma?

A mio giudizio l’aeroporto non va ampliato. In questo momento storico l’allungamento della pista è completamente al di fuori degli obiettivi di sostenibilità ambientale, per due motivi.

Il primo: sappiamo che il traffico aereo è tra i principali emettitori di CO2 nel settore dei trasporti, perchè gli aerei vanno a cherosene, producono gas serra. Costituiscono la modalità più inquinante per trasportare materiali. Quindi non dobbiamo di certo promuovere o incrementare il trasporto aereo, semmai dovremmo fare il possibile per ridurlo trasformandolo, per esempio, in trasporto navale, ferroviario o con mezzi elettrici.

Il secondo motivo è il consumo di suolo: in Italia siamo in una situazione drammatica a riguardo, in particolare nella vostra zona dove abbiamo i suoli migliori del mondo per l’agricoltura.. sacrificare altro suolo con l’asfalto di una pista è completamente al di fuori della sostenibilità ambientale, come per altro afferma il rapporto sul consumo del suolo dell’Ente nazionale ISPRA.

Questi sono i due punti fermi che mi portano a unirmi alla protesta contro i cargo a Parma.

 

† Terra Santa 8 – “Non temere, Maria”: nella grotta dell’incarnazione dove è cominciato tutto (di Andrea Marsiletti)

 

La sua contrarietà è anche all’investimento per lo sviluppo passeggeri dello scalo di Parma?

Certo, anche passeggeri, perchè il trasporto aereo consuma cherosene allo stesso modo sia che trasporti merci che persone. Valgono le medesime considerazioni: dobbiamo viaggiare meno in aereo, non di più. Oggi, tra l’altro, per i passeggeri c’è anche il telelavoro che permette di ridurre il numero dei viaggi fisici. Io, per esempio, non prendo più l’aereo da sei anni: per lavoro sono riuscito a sostituirlo con le teleconferenze che mi consentono di incontrare virtualmente tutti i miei colleghi nel mondo, e per turismo cerco di scegliere destinazioni raggiungibili senza voli. Poi è chiaro che ci sono persone devono andare a svolgere un’attività lavorativa che richiede la presenza fisica…

Torno a dire, il problema è ridurre, non incentivare.

Andrea Marsiletti

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