INTERVISTA – Nicola Cesari, sindaco di Sorbolo Mezzani: “Penserò alla mia eventuale ricandidatura insieme alla squadra”

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Con Nicola Cesari, primo sindaco di Sorbolo-Mezzani, eletto nel 2019, facciamo un bilancio del suo primo mandato e dell’impatto concreto della fusione sui cittadini e su tutto il tessuto economico.

Quale è il suo bilancio da sindaco? Pensa a un secondo mandato?

Il mio è un bilancio positivo, finalmente riusciamo a mettere a terra molti dei sogni che avevamo e che hanno comportato sacrifici e fatica. Questo mi dà lo stimolo per inaugurare le opere un giorno. So per certo che il futuro di Sorbolo Mezzani sarà sicuramente roseo perché avranno grazie alla fusione, risorse importanti. Alla eventuale ricandidatura dobbiamo pensarci insieme alla squadra che ha lavorato bene, con lealtà e trasparenza. Ci tengo però che i progetti e la filosofia vadano avanti indipendentemente da me, perché sono di lungo termine e guardano ai prossimi 20 anni.

Quali sono i progetti più importanti?

Stiamo facendo in modo che l’urbanistica possa cambiare le abitudini dei cittadini per il meglio puntando alla salute e al benessere e lo facciamo attraverso una grande attenzione all’ambiente. In ambito sanitario stiamo realizzando la Casa della Salute con fondi in parte del Pnrr (3 milioni) e in parte del Comune (1 milione). Un investimento che mette al centro un servizio e una strategia generale che, per quanto mi riguarda, a livello di programma elettorale, è quella de “La città dai corretti stili di vita”. Durante la pandemia abbiamo ragionato sul fatto che c’era un’esigenza di spazi diversi per la sanità, quindi abbiamo predisposto un grande progetto che si inserisce nel tessuto urbano in mezzo al verde dove ci sono anche l’Avis e la Croce Rossa. Servirà le 7000 persone che abitano in centro a Sorbolo e che potranno raggiungerla in bicicletta o a piedi.

Stiamo realizzando molti progetti anche in ambito educativo e scolastico.

Cioè quali?

A Sorbolo c’era bisogno di un nuovo asilo nido, che stiamo realizzando con fondi del Pnrr (3,5 milioni). La scuola materna, che ospitava anche il nido, avrà ora più spazio. Ciò ci consentirà di accogliere più bambini. Stiamo investendo molto nei servizi e se ci sono servizi crescono anche gli investimenti delle imprese. Lo stiamo facendo anche a Mezzani perché applichiamo lo stesso modello alle due realtà. A Mezzani, non abbiamo asili pubblici, ma contribuiamo ad aiutare quelli privati, come la legge consente di fare. E, anche grazie alla lungimiranza dei precedenti amministratori, stiamo costruendo una scuola innovativa sul modello dei campus americani, dove i genitori lasciano i bambini al mattino e li riprendono dopo il lavoro. Tutto nella stessa area vicino alla parrocchia, con impianti sportivi, dove presto porteremo anche il campo da calcio.

Quello del comune che amministra è anche una realtà non estranea alla criminalità organizzata e dove il disagio giovanile si è fatto sentire in più di una occasione. Cosa state facendo per contrastare questi fenomeni?

Sì è vero. Personalmente sono molto attento alla sicurezza e da sempre tengo tantissimo alla legalità e al rispetto delle regole. Questo territorio è stato colpito dall’ndrangheta, è stato gettato fango su questi paesi e quindi era doveroso e giusto dare risposte e cambiare l’immagine. Ciò che è successo non dobbiamo dimenticarlo, ma vedo ogni giorno il riscatto attraverso il lavoro delle scuole e il presidio della legalità che abbiamo costituito. Negli immobili confiscati alla mafia siamo riusciti ad accogliere i profughi ucraini, 14-15 famiglie, che grazie a privati che hanno completato le unità abitative, hanno trovato un rifugio. Per questo ringrazio il Prefetto che ci è stato vicino per realizzare, primi in Italia, un progetto del genere. Abbiamo un problema di baby gang, ci sono situazioni non semplici soprattutto a Mezzani ma ci siamo: il sistema fatto di scuola, famiglie, servizi sociali e forze dell’ordine sta lavorando insieme per recuperare i ragazzi.



Sorbolo, Mezzani e lo sviluppo del turismo: una scommessa?

Mi davano del visionario, perché ho sempre creduto di poter sviluppare il turismo anche a Sorbolo e Mezzani. La fusione ci ha aperto queste frontiere, perché ci ha dato le risorse per investire. Da Coenzo fino a Casale ci sono una serie di cose interessanti per i turisti e soprattutto c’è la Food Valley Bike, la ciclovia di cui abbiamo depositato il marchio. Ora la stiamo promuovendo a livello internazionale nelle fiere, assieme a Iat, Regione e Destinazione Turistica Emilia. Nel tratto che tocca i nostri paesi c’è la Casa delle Contadinerie, la Riserva Naturale Orientata Parma Morta, inaugureremo a giugno, l’acquario con i pesci di fiume “Il Po delle Meraviglie”, un centro di cultura ambientale unico in tutta l’asta del Po. E stiamo realizzando al Porto il parco avventure “Giurassic Parma” un percorso sui pioppi per i bambini, dove mostreremo gli animali preistorici di questa zona che era, all’epoca ricoperta dalle acque, quindi si tratta di animali marini.

Come è la situazione dell’accoglienza e ricettività?

Questo è un limite, in effetti. Diciamo che c’è ampio margine per fare investimenti. Anche perché stanno arrivando già oggi moltissimi ciclo turisti, i riscontri ci sono.

È delegato al Patrimonio della Provincia di Parma di cui la Reggia di Colorno fa parte. Cosa ci dice del progetto di far entrare la Reggia nell’Associazione Residenze Reali Europee?

Se il progetto proposto dall’assessore regionale Felicori, in accordo con il Comune di Colorno e la Provincia, andrà in porto il territorio sarà decisamente molto più attrattivo. Entrare in quel circuito significa fare molto di più dei 30.000 turisti attuali, che sono troppo pochi per la Reggia. E questo sarà un vantaggio per tutti i comuni vicini e anche per il capoluogo, io ragiono sempre in termini di territorio. Stiamo inoltre cercando di riportare a Colorno qualche arredo della Reggia ce ne sono diversi non utilizzati che sono ancora imballati negli scantinati di musei e palazzi italiani.

Tatiana Cogo

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