La Caporetto del PD nella Bassa, tra personalismi e business

Lombatti

02/04/2010

Continua la Caporetto del PD nella Bassa parmense che qualche giorno fa ha perso anche il Comune di Soragna.
Ha vinto il sindaco Salvatore Iacone Farina a capo di una lista di centrodestra con il 52% dei voti.
Il candidato del PD, Maurizio Romani, si è fermato al 21%. Una debacle clamorosa sulla quale hanno influito la spaccatura in due liste del centrosinistra e il preliminare sfiduciamento dell’amministrazione uscente, che tra l’altro va ad incidere sugli equilibri dentro l’ASP di Fidenza, le Terre Verdiane e le altre società pubbliche della zona.
Ma nella Bassa il contagio scissionista e autodistruttivo va oltre i suddetti confini municipali: la coalizione è saltata pure a Fontevivo e solo il consenso personale del sindaco Grassi ha consentito di evitare la batosta dopo due anni di risse e di denunce ai probiviri e uno di commissariamento prefettizio; un mese fa il PD ha mandato a casa con due anni di anticipo il sindaco di S. Secondo di centrosinistra Roberto Bernardini e quindi anche questo Comune tornerà al voto, molto in bilico. Ma il virus scismatico si era già sparso in abbondanza l’anno scorso a Polesine, Torrile, per fino salire a Fornovo condannando il PD alla sconfitta… sebbene l’apoteosi prese corpo a Fidenza dove dopo mesi e mesi di mazzate, attacchi frontali sui giornali, delegittimazioni reciproche, pugnalate nei reni, voltafaccia, insipienza politica da case study universitario, il Comune più rosso della provincia è stato consegnato alla lista civica di Mario Cantini, al PDL e alla Lega.
Come si è potuto passare dalla compattezza granitica del PCI dove nessuno sgarrava e tutti obbedivano alla babele del PD dove ogni dirigente fa quello che gli pare o forse, diciamolo meglio, quello che gli conviene?… sperando con questa domanda di non offendere Gramsci e Togliatti accreditando un’imbarazzante ideale continuità…
Il PD è un partito scassato che Bersani oggi sta provando a raddrizzare in mezzo a non poche difficoltà e contraddizioni. Un partito che non ha un’identità, una base valoriale condivisa, un progetto: ritengo che nessuno oggi, a distanza di tre anni dalla sua fondazione, sarebbe in grado di esplicitare anche una sola sua proposta, chiara e concreta, in qualsivoglia capo, sia esso economico, sociale, culturale, etico…
E’ evidente che un partito siffatto privo di amalgama e di contenuti non riesca a diventare una comunità politica impegnata in una missione collettiva ma al più un agglomerato di persone tenute insieme da interessi personali e reciproche convenienze.
C’è di più, il PD in certa Bassa parmense presenta una peculiare condizione supplementare, eclatante e per certi versi inquietante: l’interesse distruttivo diventa l’elemento urbanistico, il business… se si fa mente locale, si può facilmente mettere a fuoco che i problemi che hanno portato al collasso delle maggioranze di Soragna, Fontevivo e S. Secondo sono iniziati dalla contesa per la classificazione delle aree. Lo stesso dicasi per Fidenza dove il calvario del PD partì proprio dal braccio di ferro tra il sindaco Cerri e il vicesindaco Antonini sull’opportunità o meno di impostare il nuovo Piano Strutturale Comunale a pochi mesi dal voto.
Di conseguenza se manca l’obiettivo politico personale o urbanistico questi del PD non vanno troppo per il sottile, si spaccano, smontano dal taxi, buttano all’aria le amministrazioni o, viceversa, pur di perseguire il fine urbanistico provano a passare sopra a tutto, facendosi beffa della buonafede dei loro elettori, mettendo a repentaglio senza battere ciglia la sopravvivenza stessa delle giunte, perché quello diventa in sé lo scopo della propria presenza politica.
Unitamente a questa debolezza strutturale il PD di Parma unisce una carenza di leadership, ovvero l’assenza di una figura in grado di contenere gli interessi contrapposti dei singoli per preservare l’unità del partito e la continuità dell’azione amministrativa, prevenire e bloccare le pulsioni eccentriche. Fanno parte della cronaca di questi ultimi anni i vari commissariamenti in alcune sezioni del PD, i tentativi di mediazione che hanno visto persino l’intervento dei vertici regionali e dello stesso Errani a Fidenza, Fontevivo, S. Secondo, Polesine, Fornovo… sforzi inutili seguiti poi da implacabili quanto tremende sconfitte elettorali.
Tutto grigio nel PD di Parma, solo figure mediocri in giro per di più senza consenso? No, alcune persone capaci non mancano, ma in questa occasione mi limito a citarle per nome, riservandomi di spiegare le ragioni nel prossimo mio intervento: Vincenzo Bernazzoli, Giorgio Pagliari e Simona Caselli.
Sì, le mosche bianche… le classiche eccezioni che confermano la regola… 

                                                                                Andrea Marsiletti


MA Space, lo Spazio del direttore Marsiletti Andrea