L’appello del Comitato No Cargo alla politica e agli “industriali illuminati”: “Difendiamo la Silicon Valley del buon gusto”

Qualche giorno fa una delle riviste di attualità economica e finanziaria più famose al mondo, la statunitense Forbes, nella versione italiana, ha intitolato un articolo su Parma “Viaggio nella Silicon Valley del buon gusto, dove l’agroalimentare genera 7,8 miliardi di fatturato e dà lavoro a 14mila persone”.

Parma è l’agroalimentare declinato in tutti i settori dell’imprenditoria e della cultura.

Produzioni tipiche, aziende leader mondiali, industria specializzata dell’impiantistica alimentare si intrecciano con otto musei del cibo, un centro di alta formazione per le professioni legate alla ristorazione, enti di formazione e di ricerca, corsi universitari, un laboratorio territoriale per l’occupazione nel settore dell’agroalimentare…realtà uniche in Italia.

Un brand, la Food Valley, che, come cita l’articolo, genera 7,8 miliardi di fatturato e dà lavoro a 14mila persone.

Un brand che ha fatto proclamare Parma “Città creativa per la Gastronomia” dalla Commissione Unesco nel 2015.

Una soddisfazione per il territorio e per i suoi abitanti, ma anche una responsabilità: Parma è un luogo dove la qualità delle materie prime, l’ambiente salubre e il microclima sono elementi fondamentali per le produzioni tipiche, che sostengono la “Silicon Valley del buon gusto”.



A dimostrazione dell’attenzione che il “sistema territoriale” riserva al tema della sostenibilità è stato siglato, tra l’altro, nel dicembre 2020, il Patto Carbon Neutrality, che ha l’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica del territorio della Provincia di Parma entro il 2030.

Per tutto questo, lanciamo l’ennesimo appello alle Istituzioni del territorio, alla Politica, ma anche al mondo degli imprenditori e industriali “illuminati” affinché si oppongano con fatti concreti al progetto di allungamento della pista dell’Aeroporto Verdi per trasformarlo in hub Cargo.

Un progetto, l’allungamento della pista, che rappresenta una scelta errata per le criticità tecniche emerse anche in termini di sicurezza aerea ma anche scellerata perché incompatibile con la nostra città e il nostro territorio già pesantemente compromesso dal punto di vista ambientale e che spiana la strada ad una trasformazione della vocazione della città che punta sullo sviluppo indiscriminato della logistica che andrà a cementificare quelli che ora sono campi dove si coltivano pomodori per l’industria conserviera, foraggi per le mucche del parmigiano-reggiano, basilico per i sughi, ecc.

Come ha dichiarato il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, la Food Valley va valorizzata e protetta e quindi, noi aggiungiamo, non va ulteriormente cementificata e inquinata.

Associazione Nocargoparma

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