Lavagetto (PD): “30 anni fa la politica si è occupata molto di AV, semmai chi non l’ha fatto è venuto dopo…”

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“Mi è piaciuto molto l’intervento di Roberto Lisi che ha dimostrato l’onestà intellettuale che gli ho sempre riconosciuto. Una ricostruzione non solo corretta ma anche utile.”

Lo scrive su Facebook il capogruppo del Pd Lorenzo Lavagetto, commentando l’intervista di ParmaDaily all’ex assessore comunale Roberto Lisi sull’Alta Velocità. (leggi: INTERVISTA – L’ex assessore Roberto Lisi: “Ho letto gli accordi che prevedono 4 coppie di treni AV nell’attuale stazione di Parma. Si doveva insistere. La fermata in linea è irrealizzabile”)

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“Avevo scritto tempo fa che la genesi delle interconnessioni in Emilia Romagna prevedeva l’alternanza tra fermate in linea e interconnessioni, in modo da garantire un collegamento con i treni AV a Parma (leggi). Mi fa piacere trovare questa autorevole conferma, anche sull’importanza per Parma delle compensazioni che consentirono, al di là dello scontro politico di quegli anni, di fare crescere la Città. Significa comunque che Parma aveva, e penso abbia ancora, un diritto a chiedere i treni.

Due cose: molto tempo fa, sfruttando le sue doti di archivista, la allora non ancora consigliera Bonetti aveva reperito tutti i documenti conservati presso gli archivi comunali relativi alla Tav e all’accordo su Parma. Un lavoro enorme: purtroppo non tutto si riesce a trovare presso gli archivi comunali che sono stati un po’ abbandonati negli anni (molti Comuni hanno digitalizzato, a Parma si incomincia a parlarne adesso) e vi sono tutte le tracce dell’accordo sui treni, ma ne manca un pezzo finale pur indicato negli atti. La conferma dell’esistenza degli accordi da parte dell’allora assessore Lisi, è importante e per chiudere quel cerchio si dovrebbe andare a Roma nell’archivio tav. Un compito che spetterebbe all’ amministrazione, che se poi lo fanno o meno…

Sulla stazione av alle fiere: nel 2019 fui promotore di una mozione per uno studio di fattibilità che avrebbe messo nero su bianco pro e contro, costi, benefici, tempi e luoghi di un eventuale fermata – alcuni dei quali ben elencati nella intervista. La mozione fu approvata alla unanimità con la precisazione che lo studio sarebbe stato in carico a Ferrovie. Da allora, e c’è stato in mezzo il Covid, nulla più si è saputo se non per gli emendamenti dell’on. Cavandoli poi bocciati tra polemiche (qui non rilevanti). Cosa è stato fatto per rispettare la decisione unanime del Consiglio comunale?

Mi sembra dunque opportuno riprendere il discorso. Anche per ricordare a Pizzarotti che la politica di “destra e di sinistra” 30 anni fa si occupò parecchio dell’alta velocità, e semmai chi non l’ha fatto è venuto dopo…”.