Le donazioni di Ferrarini al Maggiore

18/03/2009
h.18.10

Da alcuni anni l’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Parma ha avviato un percorso di integrazione dell’arte negli spazi ospedalieri.
Vittorio Ferrarini, artista e pittore parmigiano, dal 2005 ha contribuito in modo importante all’avvio di questa trasformazione dell’ospedale Maggiore da luogo di cura, asettico, a spazio vivo, donando 32 opere pittoriche all’Azienda Ospedaliera.
Quadri che da quattro anni sono una componente importante di ingressi, sale d’attesa e reparti ospedalieri. Ora le opere di Ferrarini sono state raccolte in un catalogo.
La pubblicazione del catalogo vuole essere l’occasione sia per rendere omaggio alla forza espressiva che si sprigiona dalle opere di Ferrarini, sia per testimoniare l’importanza delle arti visive negli spazi sanitari.
Perché l’arte, al contrario dell’arredamento che ha lo scopo di rendere piacevole un ambiente, interroga e stimola; la creazione intellettuale caratterizza il luogo e ne cambia non solo l’aspetto ma anche la “poetica” e il modo di vivere.
Umanizzare gli ambienti ospedalieri vuol dire coniugare qualità delle cure e dell’assistenza con un alto profilo tecnologico e una peculiare attenzione per gli ambienti.
Rivedere l’architettura e il design che contraddistinguono i luoghi di cura, significa ripensare ad una concezione degli ospedali, visti non solo come involucri funzionali, ma come ambienti con una propria anima.
Con l’integrazione tra arti visive e spazi sanitari si segna il passaggio dell’ospedale da “non luogo” a vero e proprio ambiente di cura e di lavoro dotato di anima e di tutte quelle pulsioni che contraddistinguono gli spazi di vita.

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