
Coinvolgere le imprese agricole nella tutela del territorio, più risorse per incrementare il numero delle aziende e ampliare le aree di intervento, attivare convenzioni economiche con gli agricoltori per la manutenzione di argini, canali, strade; utilizzare le risorse umane e le competenze presenti nelle aree rurali, dalla montagna al Po, per la prevenzione del dissesto e la difesa del territorio.
“Questi progetti sono stati avviati in alcuni casi per la difesa attiva dell’Appennino e, ho potuto verificare anche durante un sopralluogo nelle campagne di Fontanellato i buoni risultati che si sono ottenuti grazie a queste collaborazioni – sottolinea Daffadà – il sistema pubblico è in difficoltà e i privati possono concorrere con interventi a supporto della manutenzione della viabilità rurale, cura dei boschi, pulizia dei canali, regimazione delle acque e pulizia di fossi e canali di scolo: collaborazioni remunerate da gestire in sinergia con i Comuni, i consorzi di bonifica e le associazioni di categoria”.
“Con queste risorse – conclude- possiamo anche concorrere a integrare il reddito degli agricoltori. Il percorso è iniziato, ma occorrono più fondi da destinare alle imprese agricole e ai custodi della terra, mani esperte e radicate sul territorio che garantiscono cura, grande professionalità e presenza costante”.